domenica 28 dicembre 2025

Questione di linguaggio

 Salve a tutte e tutti!

Eccomi di ritorno tra voi, oggi per una questione che mi sta da sempre molto a cuore, anche perché col linguaggio lavoro.
Il linguaggio in special modo quello utilizzato dai media.
Una cosa che non riesco proprio a capire è il motivo per cui certe testate giornalistiche sembrano divertirsi a giocare sulla rabbia e, in generale, sui sentimenti più negativi dei lettori.
In alcuni casi fanno di tutto per tenere la gente, i lettori, in uno stato permanente di paura.
Attuano questo stato di cose utilizzando a bella posta il linguaggio più aggressivo e violento, perennemente teso ad additare un nemico o, come spesso succede, presunto tale.
Vi è poi anche la tecnica di sparare il titolone a sensazione un giorno, magari poi smentito, in tutto o in parte, nel sottotitolo, creato appositamente per dare il via a un presunto caso mediatico; caso che però già il giorno seguente non da più notizia di sé.
E dire che basterebbe dare le notizie per quelle che sono lasciando poi ai lettori il compito di giudicare da sé.
Invece no! Loro devono dare la notizia per titillare, come ho detto all'inizio, i peggiori sentimenti dei propri lettori.
È un modo di fare informazione che trovo sbagliato, anche perché prima o poi il fatto che ha portato certa a creare determinati nemici cessa di esistere e allora come si fa a giustificare il proprio operato; perché viene il giorno in cui bisogna dare una spiegazione al fatto di aver demonizzato un dato personaggio, una data nazione o un dato avversario politico, mica si può sperare sempre che il demonizzato di turno decida di chiudere la faccenda a tarallucci e vino, come si suol dire.
Anche per oggi è tutto! In chiusura di post vi lascio, anche oggi, il link per sostenere la raccolta fondi della quale vi ho parlato nel post di ieri.
Ringrazio tutte e tutti voi per l'attenzione che una volta di più avete voluto dedicarmi.
Buona serata e a risentirci alla prossima occasione!
Con simpatia! 😊
Riccardo


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