mercoledì 31 dicembre 2025

Addio 2025

Salve a tutte e tutti voi!



E anche quest'anno è giunto ormai al termine. In senso generale, ahimè, non è certo stato un anno positivo o bello. 

Personalmente, però, non posso lamentarmi.

Il 2025 è stato un anno nel quale, pur non avendo rispettato quella che era la mia tabella di marcia, a pieno ho comunque realizzato alcune cose che inizialmente non avevo messo in conto ma che si sono presentate via via che l'anno procedeva come, ad esempio, la messa in cantiere del mio progetto solidale.

Ho vissuto giorni incredibili per molti versi.

Ho ricominciato a occuparmi di quello che più mi è congeniale, ossia i libri e la scrittura; i libri commentati e la scrittura, sia partecipata che in proprio.

Per quanto riguarda la scrittura partecipata ho avuto l'onore di essere tra gli autori dell'antologia solidale "Supereroi come io e te", ideata e promossa dalla bravissima Monica Pasero, persona sensibilissima e grandissima amica.

Per quanto riguarda, invece, la scrittura in "proprio, segnalo la pubblicazione del mio piccolo racconto intitolato "Da un piccolo gesto", disponibile per l'acquisto su Amazon.

Ho avuto inoltre l'occasione, grazie all'iniziativa di Giosuè Forleo, di donare cinque copie del mio quaderno poetico "Considerazioni a rime sparse" ai pazienti dell'Ospedale di Parma.

Insomma, giunto alla fine di questo 2025 posso dire che sia stato uno degli anni per me più soddisfacenti, se non l'anno più soddisfacente in assoluto.

Anche per questa volta è tutto!

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione che mi avete nuovamente prestato e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e, soprattutto, i miei più cari e sentiti auguri per un Sereno, Felice e Prospero 2026!

Con simpatia! 😊 

Riccardo

martedì 30 dicembre 2025

Il paradosso

Salve a tutte e tutti voi!

Questa sera torno tra voi per raccontarvi un'altra storia paradossale.

Tra le emergenze più sentite in Italia, di questo 2025 e in generale degli ultimi anni, ossia l'emergenza abitativa.

A che paradosso mi riferisco?

Molto semplice. Mi riferisco al fatto che in molte città italiane, persino nella cittadina dove abito io, vi sono un sacco di case sfitte, anzi mai abitate da nessuno eppure c'è gente che non ha un tetto.

Ricordo anni fa quando, parlando con un mio amico d'infanzia che fa l'ingegnere e che, all'epoca, lavorava in uno studio di progettazione, lui mi ha detto, a proposito di un palazzo che lui e il suo capo avevano progettato in una zona poco distante da dove abito io e da dove, fino a circa dieci anni fa, più o meno, abitava anche lui, nell'appartamento sopra al mio, di aver chiesto al proprio capo, in particolare quando era stato chiesto loro di aggiungere un piano in più al progetto del palazzo in questione, chi ci sarebbe andato ad abitare e il suo capo gli aveva risposto che gli appartamenti di quel palazzo erano, a uno stadio già abbastanza avanzato della costruzione, per più della metà, sfitti e senza ancora richieste.

Nonostante ciò e ci tengo a rimarcare che dove abito io non sono poche le unità immobiliari che risultano non abitate, nonostante ciò, è notizia di questa giorni quella di una persona che, rimasta senza casa ha minacciato di darsi fuoco.

Ora io mi chiedo, non solo come sia possibile che succedano di questi fatti sul finire del 2025 ma anche perché non vengano messe a disposizione, a prezzi calmierati, le abitazioni che non hanno non solo nessuno che le abita ma nemmeno un proprietario; abitazioni che esistono e sono, magari da anni, sfitte.

Ecco il paradosso: le abitazioni ci sarebbero ma restano vuote e intanto la gente resta senza casa e arriva al punto di minacciare di compiere gesti inconsulti.

Grazie infinite per l'attenzione che, anche oggi, mi avete dedicato e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e a presto!

Con simpatia! 😊

Riccardo

lunedì 29 dicembre 2025

C'è gente...

Salve a tutte e tutti voi!


Anche oggi torno tra voi per raccontarvi una storia triste; non è una storia che ho inventato io ma è notizia di questi ultimi giorni.

Forse ne avrete visto le immagini su Internet o in qualche telegiornale.

Personalmente ne ho avuto notizia attraverso dei video su Instagram.

Credo abbiate già intuito a cosa mi riferisco, vero?

Esatto! Alle code infinite che, il giorno di Natale, a Milano hanno visto molta gente in attesa presso una delle sedi di Pane Quotidiano.

Code di parecchie decine, anzi centinaia, di persone, ho sentito dire addirittura trecento persone, almeno nel video che ho visto io.

Tutta gente in coda per ritirare un sacchetto di cibo e persino qualche piccolo regalo per il Natale.

Eh, già!

Perché, anche se non viene mai ribadito abbastanza, in Italia, in questo 2025 che sta volgendo al termine, c'è gente che versa in una situazione di povertà assoluta; ben 5,7 milioni di italiani, sono dati ufficiali della Caritas, versano in una situazione, come detto di povertà assoluta.

Eppure, questa marea umana silenziosa e dignitosa, di disperati non fa notizia. 

Quasi nessuno ne parla. Ma non è un dato che si possa nascondere sotto al tappeto comunque qualcuno fa con la polvere.

Questi sono dati allarmanti, sia perché siamo nel 2025, sia perché siamo in uno dei paesi più industrializzati del Mondo.

Sarebbe urgente, molto urgente, intervenire per prestare aiuto e sostegno a queste persone e, se non direttamente a loro perché non è possibile identificarle, quantomeno alle associazioni e alle varie realtà che si occupano di assisterli, assicurando loro i pasti giornalieri e, come ho scritto all'inizio riferendomi al Natale appena passato, persino qualche piccolo regalo.

Oggi, diversamente da quel che faccio di solito, non vi lascio alcun link di Gofundme in chiusura ma vi chiedo, se potete per quel che potete, di donare all'associazione Pane Quotidiano a questo link, grazie di  cuore sin da ora!

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e ancora grazie!

Con simpatia! 😊

Riccardo

domenica 28 dicembre 2025

Questione di linguaggio

 Salve a tutte e tutti!

Eccomi di ritorno tra voi, oggi per una questione che mi sta da sempre molto a cuore, anche perché col linguaggio lavoro.
Il linguaggio in special modo quello utilizzato dai media.
Una cosa che non riesco proprio a capire è il motivo per cui certe testate giornalistiche sembrano divertirsi a giocare sulla rabbia e, in generale, sui sentimenti più negativi dei lettori.
In alcuni casi fanno di tutto per tenere la gente, i lettori, in uno stato permanente di paura.
Attuano questo stato di cose utilizzando a bella posta il linguaggio più aggressivo e violento, perennemente teso ad additare un nemico o, come spesso succede, presunto tale.
Vi è poi anche la tecnica di sparare il titolone a sensazione un giorno, magari poi smentito, in tutto o in parte, nel sottotitolo, creato appositamente per dare il via a un presunto caso mediatico; caso che però già il giorno seguente non da più notizia di sé.
E dire che basterebbe dare le notizie per quelle che sono lasciando poi ai lettori il compito di giudicare da sé.
Invece no! Loro devono dare la notizia per titillare, come ho detto all'inizio, i peggiori sentimenti dei propri lettori.
È un modo di fare informazione che trovo sbagliato, anche perché prima o poi il fatto che ha portato certa a creare determinati nemici cessa di esistere e allora come si fa a giustificare il proprio operato; perché viene il giorno in cui bisogna dare una spiegazione al fatto di aver demonizzato un dato personaggio, una data nazione o un dato avversario politico, mica si può sperare sempre che il demonizzato di turno decida di chiudere la faccenda a tarallucci e vino, come si suol dire.
Anche per oggi è tutto! In chiusura di post vi lascio, anche oggi, il link per sostenere la raccolta fondi della quale vi ho parlato nel post di ieri.
Ringrazio tutte e tutti voi per l'attenzione che una volta di più avete voluto dedicarmi.
Buona serata e a risentirci alla prossima occasione!
Con simpatia! 😊
Riccardo


sabato 27 dicembre 2025

Una nuova (urgente) causa da sostenere

Salve a tutte e tutti voi!

Eccomi di nuovo tra voi e stavolta vi porto la notizia di una nuova causa da sostenere.
Si tratta di una raccolta fondi avviata da un padre iracheno con l'unico sogno di vedere i propri figli camminare, giocare e ridere come ogni altro bambino. Non fosse che, con lui e con i suoi figli, la vita si è dimostrata più dura e ora chiede aiuto a quanti abbiano la possibilità di dare una mano, anche solamente con un contributo minimo di 5 €.
Che ne dite?
Ce la facciamo tutti assieme a dare una mano ad Ahmed Omar, così si chiama il padre in questione?
Io credo che se tutti noi doniamo anche solo i 5 € della donazione minima, tutti assieme possiamo dare una bella mano ad Ahmed Omar e ai suoi figli quindi forza!
Vi lascio il link per donare alla fine del post, dove solitamente inserisco il mio.
Come dico spesso, uniti si può fare moltissimo!
Se potete fate girare la notizia.
Grazie infinite per l'attenzione a tutte e tutti voi!
Buona serata e a risentirci alla prossima occasione!
="clear: both; text-align: justify;">Con simpatia! 😊
Riccardo




venerdì 26 dicembre 2025

Non è mai troppo tardi

Salve a tutte e tutti voi!



Nel primo romanzo di Khaled Hosseini intitolato "Il cacciatore di aquiloni" c'è una frase che trovo sia la più bella o comunque una tra le tre più belle della letteratura.

Questa frase recita: "Non è mai troppo tardi per diventare una persona migliore".
Io trovo che questa frase racchiuda una profonda verità; purtroppo noi si tende a incasellare, direi quasi a ingabbiare, le persone nelle loro azioni e, quando queste sono negative, si tende a considerare quelle persone irredimibili.
Invece la letteratura, sì ancora la letteratura, ci insegna che questo, la redenzione dei cosiddetti cattivi, è sempre possibile, se costoro hanno un cuore disposto a essere redento.
Ne sono esempi cristallini l'Innominato e Fra' Cristoforo de "I promessi sposi" ed Ebenezer Scrooge di "Canto di Natale".
Tutti e tre sembrano destinati a un destino in cui la redenzione non è contemplata ed invece tutti e tre, ciascuno a suo modo e grazie a interventi differenti ma tutti, a mio avviso, incentivati, diciamo così, da un intervento della Grazia Divina, mutano rotta alla propria vita, insegnando a tutti noi che non è mai troppo tardi per cambiare vita e diventare delle versioni migliori di noi stessi. Può sembrare un compito improbo e invece basta metterci un po' di buona volontà e di buona predisposizione d'animo e, come si suol dire, il gioco è fatto.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e a risentirci alla prossima occasione!
Buonanotte e a presto!
Con simpatia! 😊
Riccardo




giovedì 25 dicembre 2025

Natale

 Salve a tutte e tutti voi!

È tornato, anche quest'anno, il Natale.
Natale, il giorno in cui tutto diventa possibile, soprattutto diventare persone migliori.
Natale, il giorno in cui ci si sente invadere da una nuova forza.
In questo giorno voglio rivolgere un pensiero a quelle persone che non hanno potuto trascorrerlo in famiglia, a tutti coloro che, anche a Natale, hanno dovuto passarlo negli ospedali, a quanti non hanno potuto godere un pasto caldo.
Ma voglio soprattutto rivolgere un pensiero a quanti, ogni giorno, non solo a Natale, si impegnano per aiutare quanti hanno bisogno, coloro che portano cibo, coperte, medicinali, senza dimenticare quelli che portano doni ai bambini meno fortunati.
E, ultimi ma non perché meno importanti, un pensiero a quanti, nel periodo di Natale, si sono spesi per lasciare giocattoli e libri sospesi, da distribuire a chi questi beni non hanno la possibilità di comprarli.
Grazie a tutte e tutti voi per la pazienza e l'attenzione e ancora tantissimi auguri di Buon Natale!
Buona serata e a risentirci alla prossima occasione!
Con simpatia! 😊
Riccardo




mercoledì 24 dicembre 2025

Reti di solidarietà

 Salve a tutte e tutti voi!

Eccoci di nuovo insieme anche in questa vigilia di Natale per qualche breve riflessione. Oggi, in particolare, voglio soffermarmi sulle reti di solidarietà, quelle realtà, grandi e piccole, spesso molto piccole, che si occupano di aiutare il proprio prossimo a portare il difficile e a volte assai pesante fardello della vita.
Sono realtà che operano costantemente e spesso senza che se ne abbia notizia, a favore delle persone maggiormente in difficoltà o emarginate da questa nostra società che ci vuole o, per meglio dire, ci vorrebbe tutti interessati e impegnati a primeggiare a scapito di chi non ce la fa; di quelli che, parafrasando Stephen King, resta indietro.
Forse non ci si pensa spesso ma se solo riflettessimo a quanti vengono lasciati indietro dalla società e da noi stessi nella corsa sfrenata al successo; se solo ci si fermasse un attimo a ci guardassimo attorno e indietro, vedremo tante persone che, molto spesso non per loro colpa o altro del genere, arrancano per poter sopravvivere in questo nostro mondo che procede a velocità forsennata.
Se facessimo una cosa del genere ci accorgeremmo che quelle persone non sono diverse da noi, che quelle persone potremmo essere e, magari un giorno, potremo essere noi stessi.
Ebbene, ci sono realtà che a queste persone non solo fanno caso ma che queste persone aiutano e sostengono affinché non siano sole in questo loro lento e stentato cammino della vita.
Realtà non fatte di chissà che tipo di supereroi ma fatte, molto semplicemente, di persone che hanno occhi per vedere la fatica e la sofferenza altrui e cuore per agire e mettersi al servizio di queste persone.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione che mi avete nuovamente voluto dedicare e a risentirci alla prossima occasione!
Con l'occasione permettetemi di rivolgere a voi i miei più cari auguri di un Sereno e Buon Natale!
Con simpatia! 😊
Riccardo




martedì 23 dicembre 2025

Si vince solo uniti

 Salve a tutte e tutti voi!

Sono molto felice di ritrovarmi anche oggi con voi per queste nuove riflessioni che, anche se può non sembrare, con la solidarietà c'entrano eccome.
Infatti, la solidarietà, come ho spiegato in uno dei miei primi post su questo blog, è qualcosa che funziona se e solo se si opera tutti assieme; la solidarietà, per sua stessa natura, richiede una comunione d'intenti altrimenti rischia di non andare a buon fine. Non esiste vera solidarietà se ognuno va per conto suo.
E, soprattutto, la mancanza di collaborazione può far fallire anche i progetti migliori.
Vi invito a riflettere su questo punto: immaginate di esservi impegnati a fondo per dare vita a un progetto, un progetto qualsiasi, che voi avevate, sin dall'inizio inteso come un progetto condiviso; un progetto che avrebbe saputo e potuto aggregare un buon numero di collaboratori. Ora immaginate che, chi per un motivo chi per un altro, tutti quelli che avevate contato di aggregare al vostro progetto dicano "Interessante, bravo!" ma poi, all'atto pratico non collaborino.
Intendiamoci, non voglio dire che queste persone siano tutte da biasimare, sia ben chiaro. Ognuno ha le proprie necessità, i propri impegni e così via.
Ciò non toglie però che voi ci restiate male e vi sentiate abbandonati nonostante il vostro progetto sia valido e le vostre mire collegate a quel progetto siano più che lodevoli.
Infatti, anche la persona che sembra più sicura, più autonoma nel portare avanti qualsiasi progetto, può avere bisogno e spesso ha bisogno, di un aiuto, per quanto piccolo, affinché ciò che fa sia ancora più bello.
Grazie infinite per l'attenzione, anche oggi, avete deciso di prestarmi!
Buona serata e buonanotte a tutte e tutti voi e a risentirci alla prossima occasione!
Con simpatia!😊
Riccardo





lunedì 22 dicembre 2025

Da un piccolo gesto

Salve di nuovo a tutte e tutti voi!


Il post di stasera sarà particolare per due ragioni: la prima ragione è che sarà un post autopromozionale e la seconda ragione è che la parte più importante non sarà giocata da un testo scritto da me ma bensì da una presentazione in PowerPoint mediante la quale vi presenterò il mio più recente racconto, pubblicato domenica 20 dicembre 2025 su Amazon.it in edizione ebook.
Il racconto intitolato, come questo mio post odierno, "Da un piccolo gesto", vuole essere sia il mio regalo per il Natale ormai alle porte, il prezzo è di € 0.89, pari a meno di un caffè e, al contempo vuole essere un ulteriore tentativo di raccogliere fondi da destinare, in parte, al mio progetto solidale "Un goccia nel mare".
La presentazione che inserisco qui ha anche uno scopo di test; voglio verificare come risulta se inserita in un post sul blog.
Se il risultato sarà soddisfacente, per voi, riutilizzerò questo metodo di comunicazione visiva anche in altre occasioni.
Vi chiedo quindi il favore di farmi sapere nei commenti cosa ne pensate e come vi sembra che sia andato questo mio esperimento.
Ora lascio la parola alla presentazione...


Per ora è tutto.
Ricordandovi di nuovo di farmi sapere il vostro parere nei commenti e invitando quanti tra ne avessero la possibilità e, soprattutto, la voglia ad acquistare "Da un piccolo gesto" ringrazio infinitamente tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza che mi avete ancora una volta accordato e vi do l'arrivederci al prossimo post!
Buona serata e a presto!
Con simpatia! 😊
Riccardo



domenica 21 dicembre 2025

Mille e una maschera

Salve a tutte e tutti voi!

Questa sera, con questo titolo che strizza l'occhio alla famosa raccolta di racconti arabi, "Le mille e una notte" voglio riflettere su una questione che spesso si tende a trascurare, ossia le persone dietro le maschere.
Si tende sempre a guardare e giudicare le persone come si guardano e si giudicano i libri; dalla copertina.
Vediamo i visi delle persone ma non li vediamo, non veramente almeno.
Infatti, purtroppo, molte delle persone che ci capita di incontrare per la strada, anche quelli più ben vestiti e i più allegri, all'apparenza, nascondo dolori e problemi che, solo se ci si soffermasse ad osservarli più attentamente non potrebbero sfuggire.
Pensateci, quanti occhi bassi incrociamo, quante persone che se ne vanno di corsa senza guardare nulla attorno a loro, quanti sguardi assenti e vuoti?
Ognuno di questi atteggiamenti e di questi particolari, sono pronto a scommetterlo, è rilevatore di lotte interiori di quelle persone; magari non saranno lotte per situazioni gravi o irrimediabili ma, credetemi, ognuno di loro sta percorrendo un tratto di vita dalla pavimentazione quantomeno sconnessa, per così dire.
Concludendo, voglio invitare me stesso per primo e anche voi tutti a prestare più attenzione alle persone che si incrociano per la strada; smetteremo così di saltare subito alle conclusioni e ai giudizi e comprenderemo meglio gli altri.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione.
Buona serata e a risentirci alla prossima occasione!
Con simpatia! 😊
Riccardo




sabato 20 dicembre 2025

Basta davvero poco

Salve di nuovo a tutte e tutti voi!
Anche stasera torno tra voi per una nuova riflessione sulla solidarietà. La solidarietà è, troppo spesso al giorno d'oggi, relegata, come ho già detto in uno dei miei post passati mi pare, ad argomento appannaggio esclusivo dei sacerdoti, della Chiesa in generale, oppure ad argomento "di sinistra". 
È un grossissimo errore; un errore sesquipedale, a mio avviso. Lo è, un errore dei più grossi che qualcuno possa compiere, nella misura in cui si pensa che la solidarietà riguardi solo qualcuno e non la totalità delle persone, ci pensassero gli altri, quelli che vi sono deputati. Non sono forse queste parole che si sentono pronunciare da più parti?
E, scusate, vi sembrano parole opportune? Perché mai la solidarietà non dovrebbe essere qualcosa che ci riguarda tutti, nei limiti del possibile. Perché non dovremmo sentirci chiamati in causa tutti quando vediamo qualcuno in difficoltà?
È chiaro che nessuno pensa che noi si debba fare chissà che grande gesto, se non siamo in grado. Vi posso assicurare, però, che se ci mettiamo all'opera tutti, ripeto nel limite di quello che ci è possibile, umanamente, fare le cose andranno meglio. Dobbiamo solo aprire il cuore e tornare a essere una comunità, a essere una società di mutuo aiuto dove chi può, chi ce la fa, si mette a disposizione per aiutare quanti non riesco o non ce la fanno.
Riuscivano a farlo i nostri genitori, i nostri nonni e i nostri bisnonni. Che cosa impedisce a noi di fare altrettanto?
Riflettiamoci su e capiremo che il difficile è prendere la decisione di iniziare poi tutto il resto verrà da sé.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per aver deciso di prestarmi ancora attenzione.
Buona serata (per quel che ne resta), buonanotte e a risentirci alla prossima occasione!
Con simpatia! 😊
Riccaardo


venerdì 19 dicembre 2025

Il superpotere smarrito (o sopito)

 Salve a tutte e tutti voi!

In questa nostra epoca sembra essersi smarrito quello che, a mio avviso, è il superpotere più importante di tutti: il superpotere dell'ascolto.
L'ascolto è quello di cui le persone hanno più bisogno Mentre ormai abbiamo sempre troppa fretta per prestare ascolto.
La fretta ci fa passare vicino a chi ha bisogno senza prestare attenzione; eppure basterebbe solo fermarsi un momento ad ascoltare e si potrebbe riuscire ad alleviare il peso e la fatica di vivere di qualcuno; in fondo le necessità che vengono fuori non sono eccessive; spesso si tratta di bisogno di pochi soldi per potersi comperare da mangiare o per potersi procurare qualcosa per poter stare al caldo in questi mesi di freddo intenso.
Storie di bisogni comuni e risolvibili senza troppa spesa.
Se solo ci impegnassimo tutti per quel che possiamo.
Alla fin fine se tutti dessimo qualcosa potremmo risolvere tante situazioni di bisogno permettendo così a quanti hanno bisogno di trovare un po' di sollievo.
Basterebbe solo un po' di ascolto non giudicante; basterebbe mettersi lì e prestare ascolto ai bisogni, spesso piccoli e semplici bisogni, come ho detto poco fa.
Basterebbe ritrovare la nostra capacità di ascolto; ritrovarla o, riscoprirla perché, spesso questa capacità, questo superpotere, come l'ho definito, non è smarrito ma semplicemente sopito.
È lì, dormiente dentro di noi, in letargo come certi animali fanno nella stagione fredda, che aspetta solo di essere risvegliato, non dal bacio di un bel principe, come nelle favole ma semplicemente da un cuore che torna a riscaldarsi e a commuoversi.
Anche per stasera non mi resta che di ringraziarvi per l'attenzione che avete nuovamente deciso di dedicarmi.
Buona serata e a risentirci alla prossima occasione!
Con simpatia! 😊
Riccardo




giovedì 18 dicembre 2025

Parliamo della solidarietà

Salve a tutte e tutti voi!
Questa sera la storia sarà un po' diversa. Mi rendo conto che, dal momento che questo blog si occupa di solidarietà e racconta storie solidali questo avrebbe dovuto essere, se non il primo almeno il secondo post ma tant'è recupero stasera.

Stando al dizionario della Treccani per solidarietà s'intende 

"L'essere solidale con altri, il condividerne le idee, i propositi e le responsabilità. In senso più ampio, su un piano etico e sociale, rapporto di fratellanza e di reciproco sostegno che collega i singoli componenti di una collettività nel sentimento appunto di questa loro appartenenza a una medesima società e nella coscienza dei comuni interessi."

Etimologicamente il termine solidarietà per come lo intendiamo noi oggi risale, più che all'origine romana dove era una moneta e nello specifico una moneta di oro stabile, nella sua derivazione francese, in cui il termine solidarietà derivava dal termine "solidaire", cioè "unito, che all'epoca della Rivoluzione Francese venne ad assumere il significato attuale, indicando un sentimento di fratellanza e sostegno reciproco tra i cittadini, un vincolo che rendeva la comunità "solida" e forte. Da quel contesto si è poi passati al concetto di mutuo aiuto, empatia e responsabilità condivisa per il benessere comune, unendo le persone in una rete di sostegno materiale e morale.

Da qui si giunge poi alla doppia accezione che diamo oggi al termine, dal punto di vista di coesione sociale, dove la solidarietà è vista come il cemento di una società, che rende la collettività forte e unita di fronte alle difficoltà; e quindi nella seconda accezione, quella. cioè, di supporto reciproco, concetto questo che implica la volontà di condividere un destino comune, intervenendo per alleviare le sofferenze altrui e costruire un'umanità più giusta e coesa.

Concetto, questo, che credo abbia ispirato anche i Padri costituenti quando, scrivendo l'articolo 2 della nostra Costituzione hanno stabilito che:

"La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale."


La solidarietà è stata posta, come ho sinteticamente esposto fin qui, come fondamento e collante per qualsivoglia società che si possa dire pienamente giusta e coesa eppure, mai come in questi ultimi anni sembra essersi persa, totalmente, la cultura della solidarietà, rimpiazzata, ahimè, da quella del sospetto. Credo sia necessario, per poter vivere meglio, recuperare quella preziosa cultura della solidarietà che portava, in un passato non troppo lontano nei decenni, gli uomini ad aiutarsi vicendevolmente.

E per farlo bisogna smettere di considerare la solidarietà un tema relegato unicamente a una parte politica; la solidarietà non ha, né deve avere alcuna colorazione politica. Prima lo impareremo, prima recupereremo, come dicevo poc'anzi, la cultura della solidarietà reciproca e prima le cose torneranno ad andare meglio per tutti.

Grazie infinite per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

A presto!

Con simpatia! 😊 

Riccardo

 



La teoria del piano inclinato

 Salve a tutte e tutti voi!



Per la storia di stasera mi riaggancio, lo farò spesso anche in futuro, alla storia di ieri sera; in particolare al punto in cui parlavo della lenta ma ahimè costante discesa nell'indigenza.

Forse ricorderete il film "Chiedimi se sono felice" del trio comico, anche se nei loro film spesso più comicità vera e propria si ritrova la commedia con non poche scene amare, Aldo, Giovanni e Giacomo.

Il film racconta di una rottura che si avuta tra di loro e per raccontarne la genesi e l'evoluzione, Aldo, che nel film fa la voce narrante, ricorre alla teoria del piano inclinato.

Ebbene, riflettendoci questa teoria può essere benissimo adottata anche per spiegare la discesa, come dicevo all'inizio, lenta ma costante da una situazione di tranquillità economica a una situazione che non di rado sfocia nell'indigenza.

Anzi, nel nostro caso il piano non è inclinato all'inizio e non lo diventa di punto in bianco. Spesso, se non sempre, anzi, inizialmente il piano in questione e davvero piano, la strada da percorrere è liscia e piana, fino a che, un giorno, la strada comincia a non essere più liscia e piana com'era inizialmente ma comincia a inclinarsi.

All'inizio l'inclinazione è lievissima, quasi impercettibile, tanto è vero che le persone non se ne rendono conto o se lo fanno pensano che non sia nulla di cui preoccuparsi, pensano che si tratti di semplici chiari di luna passeggeri e risolvibili nel giro di poco tempo.

Ma il tempo passa e i chiari di luna restano e si fanno sempre più frequenti.

Poi cominciano i debiti, anche in questo caso all'inizio sono piccole cifre, piccoli picchi in zona rossa del conto in banca che però pian, piano si fanno sempre più difficili da ripianare.

Quindi, se riconoscete anche solo uno di questi indizi, non trascuratelo ma prestavi attenzione e, se del caso, chiedete aiuto a parenti, amici, conoscenti.

Ho idea che a questo tema dedicherò altro spazio,

Non abbiate timore ad ammettere di aver bisogno di aiuto; non è una colpa né una vergogna!

Mi raccomando, non fate l'errore di non chiedere una mano al bisogno!

Grazie infinite per l'attenzione e arrivederci alla prossima occasione.

Buonanotte!

Con simpatia!

Riccardo 😊



martedì 16 dicembre 2025

Fantasmi senza lenzuolo

 Salve di nuovo!



Con questo racconto il blog comincia l'opera che si è prefissato di portare avanti.

Ieri sera, scorrendo tra i video di Tiktok, eh già ho riscoperto o meglio sto riscoprendo anche questo social media, mi sono imbattuto in un video che mi ha fatto riflettere. A raccontare la (propria) vicenda era un senzatetto, un barbone come vengo chiamati in gergo quei uomini e quelle donne che un tempo avevano un lavoro, una casa e una famiglia e poi, poco per volta, perché sì non è un salto a precipizio quello che conduce a una vita raminga ma un lenta, spesso inizialmente inavvertita, discesa.

Si comincia da cose di poco conto, come raccontava il senzatetto del video; si comincia contando le monetine per vedere se ci si può permettere, non dico un pranzo ma un semplice caffè; si continua con lo sguardo che si spegne a poco a poco, a causa dei problemi che si fanno via via sempre più pressanti e impellenti, pur se sempre inavvertiti all'esterno; si continua, ancora, con un "non me lo posso permettere", mormorato a bassa, bassissima, voce e così via, e così via.

Fino a che non si diventa dei fantasmi. Fantasmi che, come ho detto nel post di presentazione, a differenza di quelli che tutti noi conosciamo, specie gli amanti delle storie dell'orrore, le ghost-stories come le chiamano Oltremanica e Oltreoceano, non indossano un lenzuolo né scuotono catene o altro; sono fantasmi che non hanno un aspetto di per sé spaventoso ma che, purtuttavia, spaventano e lo fanno, io me ne sto facendo persuaso sempre più, perché ci mostrano che la miseria nella quale vivono loro non è un fatto straordinario ma è un qualcosa che potrebbe capitare a ognuno di noi. Permettetemi di ripetere il concetto: potrebbe capitare a ognuno di noi e, visti i dati sulla povertà assoluta nel nostro Belpaese che, stando all'ultima rilevazione dell'Istat, riguarda ormai 5.700.000 italiani, la cosa spaventa sempre di più.

I senzatetto, anche qui dove vivo io, sono una realtà e non solo da oggi o dagli ultimi giorni. Ci sono ma, chissà com'è, in pochi se ne avvedono. Molti passano loro accanto senza nemmeno voltarsi; d'altronde come diceva il protagonista del video su Tiktok, sono fantasmi.

E sì che, uno di loro, suona, tutti i giorni o quasi, la fisarmonica in centro; suona e regala gioia e bellezza con la sua musica. Eppure, non solo non viene visto ma, a quanto pare, nemmeno udito. Chissà, magari le persone credono che quei motivi musicali vengano diffusi da altoparlanti o dalle radio dei negozi. Solo così si giustifica il fatto che quest'uomo passi inosservato e inudito.

E dire che il Buon Dio ci ha dotato di occhi e orecchie ma, ahimè, tanti, troppi, di noi, come dice la Scrittura: "hanno occhi e non vedono, hanno orecchie e non odono".

Pensare che basterebbe un piccolo sforzo da parte di tutti per alleviare il peso di vivere di quest'uomo e di altri come lui.

Grazie infinite per l'attenzione a tutte e tutti voi!

Buona serata, buonanotte e a risentirci alla prossima occasione!

Con simpatia! :)

Riccardo



Dichiarazione d'intenti

 Salve a tutte e tutti voi!



Hai aperto un nuovo blog, vi starete chiedendo. No, non negatelo lo so che lo state facendo. Comunque, sì confesso ho aperto un nuovo blog, l'ennesimo ormai. Il fatto è che, vedete, avevo bisogno di un nuovo spazio, uno spazio apposito dove raccontarvi storie di piccola solidarietà quotidiana, storie di emarginazione, storie di realtà misconosciute, di fantasmi che non indossano un lenzuolo né si pongono la missione di spaventare nessuno ma che, proprio come gli spettri dei racconti dell'orrore non sono visti dalla maggior parte di noi.

Anzi, che a differenza dei fantasmi spaventosi, nemmeno fanno nulla per attirare l'attenzione.

Il motivo dei racconti che troverete tra queste pagine è quello di invogliarvi, di tentare di invogliarvi a seguirmi in quello che è il mio nuovo progetto, un progetto solidale che ho chiamato "Una goccia nel mare".

Il progetto è già attivo da qualche giorno; lo sto portando avanti, come ho pensato di fare, in proprio finanziandolo con parte delle mie entrate d'ora in avanti.

Come potete notare, poi, nella colonna destra del blog ho inserito il rimando alla mia raccolta fondi, che ho attivato qualche giorno fa sulla piattaforma Gofundme; questa raccolta fondi è stata pensata, appunto, per attrarre qualche altra persona che sia disposta ad aiutarmi a portare avanti ancora meglio questo mio progetto al fine di aggiungere qualche altra goccia nel mare.

Non sono necessarie grosse somme; anche poco va più che bene anche perché so bene, so fin troppo bene, che questa nostra epoca non è certo la più florida quindi capisco che sentire qualcuno che batte cassa chiedendo elargizioni non è sempre la cosa più gradita.

Personalmente, vi sarò grato se farete anche solo girare la notizia o se vorrete lasciare un commento.

Per ora è tutto. Spero di ritrovarvi in tanti tra queste pagine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l'attenzione!

Buona serata e a risentirci alla prossima occasione!

Con simpatia!

Riccardo



Convincere le persone

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