giovedì 18 giugno 2026

Cose che non mi so spiegare

Salve a tutte e tutti voi!



Anche per questo giovedì sera siamo giunti alla nostra riflessione in compagnia.

Questa sera voglio soffermarmi su un argomento a metà tra i dubbi personali e la tecnologia o, se preferite, su alcuni miei dubbi tecnologici.

Ora, non so a voi ma a me pare assai strano che in un'epoca ad alto grado tecnologico com'è la nostra ancora non vi sia, a livello fiscale, ad esempio, il modo di comunicare tra le varie agenzie.

Prendiamo, ad esempio, ma se ne possono fare a bizzeffe, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che gestisce, tra gli altri, tutti i giochi con premi in denaro, dai Gratta e Vinci, al Lotto e al Superenalotto, fino ad arrivare alla Lotteria Italia.

Io non riesco proprio a capire per quale motivo astruso, questa agenzia non sia ancora, nell'Anno del Signore 2026, di comunicare, in maniera diretta e non mediata, le vincite di grosso importo all'Agenzia delle Entrate, affinché quest'ultima possa inserirle direttamente nella dichiarazione dei redditi del fortunato di turno, nel quadro denominato "Altri redditi".

Se questo tipo di comunicazione fosse attivato non si correrebbe il rischio che cifre ingenti venissero omesse, per lo più, questa è la mia opinione, perché i percettori di tali somme sapendo che queste vengono tassate alla fonte, non sanno che andrebbero anche dichiarate.

Eh sì che queste cifre, quelle di una certa importanza, quelle che, come si suol dire, possono cambiare la vita, non vengono pagate in contanti ma a mezzo bonifico su conto corrente bancario, conto corrente che rimanda senza possibilità di errore a una persona (o più, nel caso di conti cointestati) e quindi si sa benissimo chi sono questi favoriti della Dea Bendata e si potrebbe, quindi, ripeto, provvedere a che cifre di una certa entità non scivolino tra le maglie del fisco.

Per ora è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


mercoledì 17 giugno 2026

L'altruismo efficace

Salve a tutte e tutti voi!



Anche per stasera si è fatta l'ora della nostra riflessione comunitaria.

Stasera l'ispirazione mi è giunta da un libro che ho scoperto questa mattina in biblioteca.

Il libro in questione è un saggio di filosofia etica di Peter Singer intitolato "La cosa migliore che tu puoi fare. Cos'è l'altruismo efficace". 

Peter Singer è considerato uno dei principali esponenti della filosofia etica.

L'altruismo efficace è fondato su un assunto semplicissimo: "dovremmo vivere nel modo migliore possibile" e non solo seguendo le regole base quali non rubare, non uccidere, non giudicare o non fare del male.

Per i fautori dell'altruismo efficace questo non è abbastanza, non è sufficiente.

L'altruismo efficace è una filosofia e un movimento sociale che applica l'evidenza scientifica e la ragione per massimizzare l'impatto positivo delle proprie azioni, come donazioni e scelte di carriera.

Questa filosofia ha preso piede anche da noi in Italia, come testimoniato da questo sito.

La grande, stragrande, maggioranza di coloro che portano avanti questa filosofia è composta da nativi digitali.

A proposito di altruismo efficace, non so voi, ma a me non è capitato di vederne notizia sui grandi media, nonostante questa filosofia circoli all'interno della società da qualche anno.

I più noti sostenitori dell'altruismo efficace sono, oltre a Peter Singer, Toby Ord, Thomas Pogge e Shelly Kagan.

Per stasera è tutto, anche se su questo tema tornerò ancora in seguito e molto spesso.

Un'ultima cosa: stasera, al posto della canzone, troverete, in coda al post, un intervento sulla portata rivoluzionaria dell'altruismo efficace.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


martedì 16 giugno 2026

Il delitto come un'opera teatrale

Salve a tutte e tutti voi!



Anche per questa sera siamo giunti al momento della nostra riflessione in compagnia.

Stasera sarà una riflessione che trarrà spunto da uno dei romanzi più tremendi della Regina del Giallo, al secolo Agatha Christie.

La Christie, come sa molto bene chi, come me, apprezza e ama i suoi lavori, è stata una scrittrice che ha sempre amato stupire i propri lettori con trame costruite in modo assai originale.

Nel romanzo in questione, "Tragedia in tre atti", l'autrice orchestra il delitto o meglio i delitti come fossero parte di una tragedia teatrale.

Si comincia dal primo, l'omicidio di un innocuo vicario a una cena, a causa di un cocktail avvelenato.

Questo delitto appare a tutti, persino al grande investigatore belga Hercule Poirot, come un disgraziato accadimento, una sorta di incidente.

Nessuno aveva alcun motivo per eliminare un innocuo vicario e quindi, sebbene qualcuno abbia l'istinto di indagare, questa prima morte viene presto archiviata.

Atto secondo: a cadere vittima è un noto medico, titolare di una clinica per malattie mentali.

Stavolta le indagini scattano con lo stesso Hercule Poirot che si vede costretto ad ammettere di essersi sbagliato a considerare non frutto di un atto criminoso la morte del vicario.

La vicenda, la serie infernale, per citare il titolo di un altro famoso romanzo della Christie, ha anche un terzo atto, al quale seguirà la soluzione dell'intera faccenda.

Non aspettatevi che vi sveli altri particolari perché da amante dei gialli quale sono non lo farò mai.

Non mi sognerei mai di levarvi il piacere di immergervi nelle pagine di questo appassionante romanzo e di scoprirne non solo il colpevole ma anche le motivazioni che lo inducono a mettere in atto questa macabra serie di omicidi.

Per ora è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


lunedì 15 giugno 2026

Mai fidarsi (troppo) della tecnologia

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera siamo giunti alla nostra riflessione in compagnia.

Lo so, scritto da me che, di formazione, sono un tecnico, il titolo può suonare strano ma quando si è fatta l'esperienza che ho fatto io stamattina il titolo di questo post perde la propria stranezza diventando solo un saggio consiglio.

Stamattina, infatti, non appena ho acceso il cellulare ho trovato una chiamata persa da un mio cugino e, poco dopo, ho visto, inviati dallo stesso cugino, un paio di messaggi Whatsapp nei quali mi segnalava un mio errore nella compilazione di un paio di f24 relativi agli acconti Imu in scadenza domani.

L'ironia in tutto questo è che, per la compilazione di quei modelli, i cui dati erano identici a quelli dell'anno scorso, ero ricorso al sito internet che utilizzo di solito.

Comunque, prima di uscire ho deciso di stampare i modelli corretti.

Mi sono collegato al sito internet incriminato e ho cominciato a inserire i dati.

Arrivato ai dati specifici dell'imposta, mi sono comparsi quelli utilizzati già l'anno passato e che non avevano, allora, dato alcun problema.

Dal momento che anche per quest'anno valevano i dati dell'anno passato, mi sono limitato a dare l'invio necessario a che la procedura inserisse i dati nei rispettivi spazi.

Non appena ho dato l'invio, la procedura ha inserito due dei dati negli spazi sbagliati, ossia uno nello spazio riservato all'altro, replicando così l'errore che mi era stato segnalato.

Non mi sono scomposto e sono andato a correggere manualmente così da avere, stavolta, i modelli compilati correttamente.

La volete sapere un'altra ironia della sorte?

Quel sito è quello che ho utilizzato per la compilazione della quasi totalità dei modelli per il pagamento dell'Imu senza alcun problema né errore.

Boh, ho idea che abbia risentito del caldo africano di due o tre settimane fa.

Comunque ho imparato la lezione; mai più mi fiderò a scatola chiusa dell'opera dei mezzi tecnologici; nemmeno se si tratterà di semplici ricopiature di dati.

Anche per questa sera siamo giunti al termine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


domenica 14 giugno 2026

Dare credito alle idee

Salve a tutte e tutti voi!



Anche oggi si è fatta l'ora della nostra riflessione in compagnia.

Questa sera voglio sfatare un luogo ormai diventato comune nella nostra società, ossia quello che i giovani non abbiano iniziativa, non abbiano voglia di mettersi in gioco.

Si tratta, spesso e volentieri, di un falso mito.

Infatti ai giovani non è l'iniziativa o la voglia di fare, di mettersi in gioco, a mancare, ma sono i mezzi, soprattutto finanziari.

Per questo ritengo che andrebbero pensati nuovi metodi di finanziamento; nuove tipologie di accesso al credito.

Tipologie studiate per quelle persone che, non potendo contare (ancora) su alcunché da dare in garanzia ma avendo un'idea da sviluppare per poter far nascere una propria attività, in un qualsiasi campo o branca di attività, possano accedere a finanziamenti che non prevedano tempi stretti di restituzione e, magari, nemmeno interessi.

Lo so, questa mia modesta proposta potrà essere solo un'utopia.

Provate però a pensare a quanti progetti, fino ad oggi abbandonati per mancanza di fondi, potrebbero fiorire.

Per stasera è tutto.

p style="text-align: justify;">Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


sabato 13 giugno 2026

Gli amici autentici

Salve a tutte e tutti voi!




Anche stasera siamo giunti al momento della nostra riflessione in compagnia.

In questi ultimi giorni mi sono imbattuto, scorrendo i video sui social media, in due brevi video che fanno il paio l'uno con l'altro.

Nel primo un ragazzo dice al padre di contattare tutti i suoi amici coi quali voleva festeggiare, la sera al ritorno dal lavoro, il suo compleanno.

La sera il ragazzo torna dal lavoro, entra in casa e vede ad attenderlo tre amici con il padre; subito chiede al padre come mai ci siano solo tre amici, non ha forse telefonato a tutti quanti?

Il padre gli dice che sì, aveva chiamato tutti ma aveva detto loro che il figlio si trovava in grossi guai e che aveva bisogno di aiuto e quei tre erano stati i soli ad accorrere in suo aiuto.

In conclusione il padre dice al figlio, "questi sono i soli amici veri che hai, tieniteli stretti".

L'altro video, che, come ho detto all'inizio, fa il paio con quello di cui vi ho appena parlato, l'ho visto oggi pomeriggio su TikTok e recita così: "Quando non hai soldi ti chiedono, chi sei? Quando hai debiti ti chiedono, dove sei? Quando finalmente hai soldi, ti dicono. hey, amico mio, come stai?"

E continua dicendo di come la gente, spesso, non valuta chi sei ma quanto hai e avverte di tenersi stretti, anche in questo caso, quelle persone che ci hanno visti quando non eravamo nessuno o non avevamo niente, aggiungendo, in conclusione: "Gli altri salutateli educatamente e basta".

Questo fenomeno, quello di credere di avere molti  amici, cioè, è tanto più reale e sperimentabile in questa nostra epoca nella quale parte della nostra vita la passiamo collegati ai vari social dove il numero di amici è, in certi casi, esorbitante.

Ricordiamo sempre gli insegnamenti di questi due video: teniamoci strette le persone che tengono davvero a noi e gli altri consideriamoli, solamente, dei conoscenti, ché amici non sono di certo.

Anche per questa sera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


venerdì 12 giugno 2026

Rovina o sfida?

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera siamo giunti al momento della nostra riflessione quotidiana?

Oggi, in particolare, voglio tornare a toccare il tema dell'Intelligenza Artificiale nelle sue varianti e sfaccettature.

Ieri mi è capitato di leggere, di scorrere per la precisione, un articolo nel quale l'autore trattava la questione dei romanzi scritti grazie all'Intelligenza Artificiale; grazie a una delle numerose varianti dell'Intelligenza Artificiale.

Non voglio dilungarmi oltre sul contenuto dell'articolo in questione che mi serve solo da rampa di lancio per le riflessioni di stasera.

La prima cosa che mi è venuta in mente scorgendo quell'articolo e vedendone il tema è stata che fosse una questione ormai vecchia e risaputa.

Sono mesi, ormai, praticamente dallo spuntare all'orizzonte di ChatGpt e i suoi fratelli e sorelle che gli utenti di turno hanno cominciato ad utilizzare tali strumenti anche per la stesura di relazioni, tesine e altri documenti; anzi, alcuni, si sono cimentati anche nella sperimentazione di queste applicazioni per quel che riguardava la stesura di libri scritti alla maniera di un certo autore, a seconda dei casi e delle preferenze dello sperimentatore di turno.

La questione è talmente vecchia che l'espediente del libro scritto dall'Intelligenza Artificiale, mi pare che in quel caso fosse stato scritto da ChatGpt, è stato utilizzato da Benjamin Stevenson nel suo romanzo del 2024 intitolato "Tutti su questo treno sono sospetti".

In conclusione, mi è sorta una domanda, ossia, anche se la moda dei romanzi scritti per mezzo dell'Intelligenza Artificiale si diffondesse, sarebbe davvero una rovina per gli scrittori in carne ossa o non rappresenterebbe, piuttosto, una sfida?

Una sfida ad aumentare la qualità delle proprie pubblicazioni?

Perché puntando sulla qualità non avrebbero nulla da temere da nessuna Intelligenza Artificiale.

Per stasera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


Cose che non mi so spiegare

Salve a tutte e tutti voi! Anche per questo giovedì sera siamo giunti alla nostra riflessione in compagnia. Questa sera voglio soffermarmi s...