domenica 31 maggio 2026

Imprenditoria dal volto umano

Salve a tutte e tutti voi!



Anche in questa serata domenicale siamo giunti al nostro incontro riflessivo.

Stavolta ma farei meglio a dire anche stavolta la riflessione in compagnia mi è stata ispirata da un libro; in questo caso si tratta di una biografia che Marco Bardazzi e Marco Lessi hanno dedicato all'avventura umana e imprenditoriale di Vittorio Tadei, il creatore del marchio Teddy.

Vittorio Tadei è l'esempio più fulgido di imprenditoria dal volto umano.

Un uomo che, con una ventina di anni d'anticipo ha dato senso e sostanza al motto "Se puoi sognarlo, puoi farlo".

Vittorio Tadei è stato anche un vero talent scout, in quanto, ha affidato, la prima espansione della propria catena di negozi non a professionisti ma a una serie di ragazzi, un ex fornaio, un venditore ambulante, alcuni giovani ragionieri, tanto per fare solo alcuni esempi, dei quali Vittorio Tadei ha intuito e in certi casi ha fatto emergere le capacità, capacità delle quali loro stessi non erano magari nemmeno consci, non fino in fondo almeno.

Ecco, questo, a me sembra il metodo migliore di fare imprenditoria; il modo di un autentico visionario che non solo voleva "vendere bene e tanto" ma anche creare qualcosa che potesse durare nel tempo.

Vittorio Tadei è stato un capitalista dal volto umano, un visionario che ha prima sognato ciò che voleva fare e poi lo ha realizzato, partendo, appunto, da un sogno e da un grande dolore.

Io non sono un grande appassionato di biografie ma quando ho letto la quarta di copertina de "Il socio fantasma. L'avventura umana e imprenditoriale di Vittorio Tadei" ne sono rimasto affascinato e ho deciso di prenderlo alla bibliotechina di Piazza Campello a Sondrio e di scoprire questa affascinante figura di imprenditore.

Tornerò a parlarvi di Vittorio Tadei nei prossimi giorni, non appena mi addentrerò di più nella lettura della sua biografia umana e imprenditoriale.

Per questa sera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


sabato 30 maggio 2026

Lettere smarrite

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera si è fatta l'ora della nostra riflessione in compagnia.

Questa sera l'argomento sarà particolare e affonderà le proprie radici, almeno in parte, nella Letteratura Americana.

Uno dei miei romanzi preferiti, perché anche se è breve ha comunque il respiro del romanzo,  è "Bartleby lo scrivano" di Herman Melville, romanzo che ho anche avuto l'onore alcuni anni fa per conto della casa editrice romana flower-ed.

Eh già, perché vedete, in una vita anteriore io sono stato, per qualche anno, anche un traduttore editoriale.

Ma non è di me che voglio parlare questa sera, bensì dello scrivano di Melville.

Non voglio parlarne, però, attingendo alle notizie che tutti conoscono ma alla notizia che il suo ex datore di lavoro ebbe di Bartleby e che viene riferita in conclusione di romanzo.

Mi riferisco al fatto che Bartleby fosse stato, in precedenza, anche lui in una vita precedente, impiegato a un ufficio lettere smarrite, letteralmente ufficio lettere morte.

Il suo ex principale ipotizza, non senza ragione, che anche Bartleby fosse, in fin dei conti, una lettera smarrita; una di quelle lettere che, per ragioni spesso banali, un indirizzo o un mittente scritto male, non venivano e forse anche oggi non vengono recapitate rimanendo, appunto, come dice il nome originale dell'ufficio, delle lettere morte.

Quanti Bartleby girano, senza che magari ce ne rendiamo conto, per le nostre strade; quanti magari ne incontriamo anche noi, ogni giorno.

Sono persone miti, gentili, smarrite in questo mondo che non comprendono e che sentono ostile.

Sono esseri non corazzati per la cattiveria imperante in questa nostra società, persone che hanno bisogno di un gesto di semplice umanità.

Lettere smarrite che cercano il proprio recapito o, spesso, anche solo una persona che accetti di essere il loro destinatario.

Vi lascio con questa considerazione, voi rifletteteci e poi ditemi se non è vero, se non avete incontrato anche voi una di queste lettere smarrite.

Per questa sera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


venerdì 29 maggio 2026

Bisogno di cose belle e positive

Salve a tutte e tutti voi!



Anche in questo venerdì sera siamo giunti al momento della nostra riflessione in compagnia.

Stasera la mia riflessione sarà incentrata sul tempo che stiamo vivendo e, soprattutto, sul bisogno, un bisogno umano troppo umano, di staccare dalle brutture e dal tipo di linguaggio che oggigiorno va per la maggiore: un linguaggio di odio, rabbia e violenza; un linguaggio dal quale le parole e, di conseguenza, i concetti belli, buoni e positivi sono scomparsi, banditi del tutto oppure svuotati di significato.

Parole e concetti che un tempo, non molto lontano, erano all'ordine del giorno, oggi sono spariti da ogni radar, sostituiti da parole che esprimono solo concetti opposti.

Non voglio certo dire, non mi sogno nemmeno, che questo sia un fenomeno che si è verificato dall'oggi al domani; nulla si verifica dall'oggi al domani.

Anche in questo caso il cambiamento in peggio è frutto di un decadimento, di un processo di erosione e di conversione in senso negativo che va avanti da lustri.

Il guaio, con questi nefasti processi, è che non ci rendiamo conto che avvengono se non quando ormai è troppo tardi.

Allora cosa possiamo fare?

Come possiamo, "in mezzo all'Inferno trovare ciò che Inferno non è e dargli spazio e farlo durare", come diceva, anzi scriveva, Italo Calvino nel suo romanzo "Le città invisibili"?

Beh, innanzitutto rivolgendoci ai libri; specialmente a quei libri scritti da divulgatori del bene come ad esempio il Professor Eugenio Borgna che nei suoi libri ci parla di ascolto gentile, ci insegna ad ascoltare il silenzio e ci parla, per fare un altro esempio, di mitezza.

Sì, proprio quel grandissimo dono che, secondo il Discorso delle Beatitudini, a quanti ne saranno dotati sarà data in eredità la Terra.

La mitezza, il dono "di chi ha un carattere dolce, paziente e improntato alla comprensione".

Dedichiamoci a letture che ci facciano riscoprire il nostro lato più umano, mite ed empatico e scopriremo così che si può cambiare, con il tempo e la pazienza, il nostro e l'altrui modo di vedere le cose.

Anche per questa sera siamo giunti al termine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


giovedì 28 maggio 2026

Promozioni e piccoli intoppi

Salve a tutte e tutti voi!



Anche per questo ultimo giovedì del mese di maggio è giunta l'ora della nostra riflessione in compagnia.

Riprendendo e specificando meglio l'argomento del post di ieri sera vi voglio informare di alcuni sviluppi o, per meglio dire, come capirete meglio tra poco, tentati sviluppi, della mia tattica promozionale, per così dire.

Come prima risorsa, essendo i miei libri tutti pubblicati su Amazon, ho deciso di sperimentare il programma di promozione offerto direttamente dalla piattaforma.

Ho iniziato quindi a scegliere i libri che volevo promuovere per primi.

Una volta scelti i titoli ho spostato il cursore verso il tasto "Lancia la campagna" e  lì, subito, ecco il primo piccolo intoppo.

A parte che come al buon Ugo Fantozzi, un primo piccolissimo sospetto che qualcosa non avrebbe funzionato o che ci fosse qualcosa che ancora mancava l'ho avuto notando che il pulsante in questione non era cliccabile come ogni tasto che si rispetti ma era raso pagina, troppo raso pagina, ed infatti, non appena sono arrivato in zona, mi sono visto comparire l'avviso "Scegliere un metodo di pagamento prima di proseguire".

Immaginatevi ora la mia espressione quando, ingenuo che sono, pensavo che il metodo di pagamento potesse corrispondere a quello che uso per incassare i miei luculliani diritti d'autore.

Invece no, ma proprio per niente!

Infatti, una volta avuto accesso alla pagina apposita mi sono visto comparire un elenco a tendina con una serie di metodi di pagamento (carta prepagate o di debito, come vengono chiamate ora) tra cui scegliere.

Io allora ho scelto quella che utilizzo, solitamente per pagare i miei acquisti libreschi e ho dato la conferma pensando, ingenuo due volte, che bastasse scegliere un metodo di pagamento e che questo sarebbe poi stato utilizzato da Amazon per addebitare i costi della campagna e solo i costi della campagna.

Ribadisco, due volte ingenuo che sono!

Infatti una volta confermata la scelta quel simpaticone di Amazon ha avviato il tentativo di pagamento di un piccolo obolo di € 1,00.

Niente di così astronomico... ad aver avuto la prepagata caricata ma io mai pensavo che volessero un antipastino di pagamento solo per aver accettato il metodo di addebito e così, la partenza della campagna è slittata.

Per questo primo racconto delle mie vicissitudini da campagna promozionale è tutto; per nuovi, esilaranti, aggiornamenti continuate a seguirmi, sempre qui tra queste pagine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


mercoledì 27 maggio 2026

Alla ricerca del metodo di promozione

Salve a tutte e tutti voi!




Anche oggi è giunta l'ora della nostra riflessione in compagnia.

Stasera vi parlerò di qualcosa di estremamente personale.

Da ieri è ufficiale la riduzione di prezzo anche per l'edizione cartacea di "Null'altro che l'amore", la mia ultima pubblicazione che raccoglie una serie di pensieri che avevo inizialmente sparpagliato su alcuni profili social.

Per l'edizione cartacea non ho potuto, volendo guadagnare qualcosina dalla vendita e anche dal fatto che le spese di stampa per il cartaceo hanno il costo a dir poco osceno di € 6,63, fatto questo che mi impedisce di fissare un prezzo inferiore a € 11,05, andare oltre una riduzione del 10%, che ha portato il prezzo finale del libro, Iva inclusa, a € 14,04.



Ora non mi resta che pubblicizzare questa e le mie altre pubblicazioni, nella speranza di riuscire a venderne almeno alcune copie.
Sono alla ricerca di possibili alternative all'autopromozione; qualcuno tra voi è in grado di aiutarmi, possibilmente senza aver bisogno di chiedere un prestito in banca?
Se avete consigli da darmi lasciateli nei commenti oppure scrivetemi un email all'indirizzo: rickym74@hotmail.it.

Qualsiasi suggerimento sarà più che bene accetto.

Se poi vorrete anche lasciare recensioni e commenti a questa e alle mie altre pubblicazioni anche questo servirà a dar loro maggior slancio o, per utilizzare un termine molto speso ultimamente su YouTube, hype.

Anche per questa sera siamo giunti al termine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo

martedì 26 maggio 2026

Il grande imbroglio del valore

Salve a tutte e tutti voi!



Anche per questa calda serata di martedì è giunta l'ora della nostra riflessione in compagnia.

Riflessione che oggi avrà come protagonista il grande imbroglio al quale ci obbliga a sottostare la società odierna.

Quale grande imbroglio?

Quello secondo il quale per avere una qualsivoglia importanza le cose che si fanno devono avere un qualche valore.

La domanda tipo è: "A cosa serve?"

Sottintendendo che se non serve a qualcosa ciò che facciamo è inutile; come se ciò che si fa, se non ha un valore evidente, non può avere un valore per chi quella cosa la fa.

Tutto deve contare per la società odierna, altrimenti tutto viene considerato secondario e inutile.

Dobbiamo imparare a uscire da questo circolo vizioso, altrimenti finiremo come quelli che, nella poesia di Eugenio Montale intitolata "Ho sceso dandoti il braccio", credono "che la realtà sia quella che si vede" e quindi provano "scorni".

Anche per stasera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo

lunedì 25 maggio 2026

Pensare ai propri affari

Salve a tutte e tutti voi!



Anche in questo, finalmente caldo, lunedì sera è giunta l'ora per la nostra riflessione in compagnia.

Sì, lo so, me ne rendo conto, il titolo può suonare strano, quasi una rispostaccia e, in effetti, è spesso usato in quel senso.

Io, però, l'espressione in questione la intendo nel suo senso puramente letterale.

Ma andiamo per ordine.

Oggi pomeriggio, dopo che la settimana scorsa avevo ribassato il prezzo dell'edizione in ebook della mia più recente pubblicazione, anche se farei meglio a parlare di una ripubblicazione, intitolata "Null'altro che l'amore", oggi pomeriggio, dicevo, mi sono deciso a ritoccare al ribasso anche il prezzo dell'edizione cartacea.

Qui però ho potuto scontare il prezzo di partenza di solo il 10%, passando dagli € 15,00 iniziali agli € 13,50 una volta che la modifica sarà stata resa effettiva.

Facendo ciò, io, come dico nel titolo, ho pensato ai miei affari così come fanno ed è giusto sia così tutti quanti.

Questo perché anche quando, magari, certi prezzi di vendita possono parerci esosi noi dovremmo, comunque, sospendere il nostro giudizio non essendo a conoscenza delle variabili in gioco.

Chi lo sà, magari chi stabilisce dei prezzi che a noi sembrano eccessivi lo fa perché si trova a dover gestire una struttura, un gruppo di assistenti e collaboratori che devono essere pagati; magari deve riuscire a coprire costi vivi, tasse, Iva, e contributi e quindi, la sua, non è una scelta ma un obbligo.

Anche per questa sera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


domenica 24 maggio 2026

Concorsi e campionati

Salve a tutte e tutti voi!





Anche in questa domenica sera siamo giunti al momento della nostra riflessione in compagnia.

Oggi voglio ragionare su un fattore che accomuna concorsi pubblici e campionati sportivi.

Oggi si chiuderà la stagione calcistica e tutti dicono che saranno importanti i risultati delle squadre in lizza, però, potrebbe non bastare.

Potrebbe non bastare, anzi non basterà, perché ci sono anche le altre squadre e i loro risultati in ballo.

Lo stesso discorso vale per i concorsi pubblici.

Tanti pensano che basti studiare a fondo le materie di concorso per avere la meglio sugli altri concorrenti.

In realtà, però, non è così.

Così è quando si tratta di esami o compiti in classe,  ma per i concorsi, proprio in quanto pubblici, non sono mai una questione ristretta ai risultati dei singoli concorrenti.

Certo, studiare al meglio possibile è importante, anzi fondamentale per i singoli concorrenti, ma nonostante il proprio risultato non è detto che il concorso ci arrida.

Impegnarsi e vincere è sempre importante perché se una squadra perderà non riuscirà nel proprio intento, così come se non si studia non si potrà sperare di riuscire a passare la prova ma il risultato finale, dipende da altre circostanze.

Anche per questa sera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo

sabato 23 maggio 2026

La grande illusione

Salve a tutte e tutti voi!




Anche per questo sabato sera è giunto il momento della nostra riflessione in compagnia.

Oggi voglio ragionare con voi sull'illusione.

Niente maghi, prestigiatori, illusionisti o simili, no.

L'illusione della quale ragioneremo stasera, sulla quale rifletteremo, è un'illusione umana, troppo umana: l'illusione della felicità altrui.

C'è una battuta, nel finale dell'adattamento televisivo del romanzo di Agatha Christie intitolato "Tragedia in tre atti", pronunciata da sir Charles Cartwright, attore teatrale ritiratosi dalle scene, nella quale sir Charles esprime quella che è una grandissima verità: "Voi credete che noi siamo felici. Ma le giovani ammiratrici tornano a casa e noi rimaniamo soli".

Ebbene, se questo fatto, il fatto di trovarsi assediati dal senso di solitudine risulta pesante, addirittura insopportabile, a volte, per le persone famose, pensate alle cosiddette persone comuni, l'effetto che può fare.

Sì, è vero, ci sono gli amici, le uscite o anche solo le telefonate o le chat, d'accordo.

Ma una volta che gli amici se ne sono andati, che la festa o la serata in compagnia è giunta al termine, che la telefonata o la chat sono terminate, eccoci in compagnia di quella che Gianni Morandi in una sua famosa canzone chiama Signora Solitudine.

Eppure, c'è, presente, perennemente presente, nella mente delle persone, l'illusione che noi si sia felici e questo, solo perché ci vedono sorridere, a volte ridere, a volte scherzare.

Non si rendono conto che, noi così come sir Charles Cartwright del romanzo della Christie, non stiamo facendo altro che recitare; stiamo recitando una parte, quella delle persone felici.

Parte che si rivelerebbe fasulla come una moneta da cinque Euro se solo si prendessero la briga di guardarci negli occhi, cosa che non fanno e non lo fanno per scelta; non lo fanno perché, spesso, sanno benissimo che la nostra è una semplice posa e che, se, come ho detto, ci guardassero negli occhi scoprirebbero il nostro grande bluff, il che li terrorizza da morire.

Anche per stasera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo

venerdì 22 maggio 2026

Sono soddisfazioni

Salve a tutte e tutti voi!



Anche per questo venerdì è giunto il momento della nostra riflessione in compagnia.

Riflessione che oggi voglio incentrare sulla soddisfazione; concetto che non ha un solo significato ma che è quanto mai cangiante, mutevole e adattabile.

C'è infatti che si ritiene soddisfatto per aver raggiunto un determinato risultato, per aver realizzato un progetto, magari anche piccolo, per aver raggiunto quella che la persona in questione ritiene una certa serenità a livello economico mentre, magari anzi certamente, la soddisfazione implica ben altri traguardi.

Sia come sia la soddisfazione non è sinonimo di accontentarsi; la soddisfazione, il raggiungimento di un proprio livello di soddisfazione, implica impegno, dedizione e fatica.

La soddisfazione è un qualcosa che non c'entra nulla con l'accontentarsi, non è mai sinonimo, per nessuno, di un risultato misero; minimo, magari, sì (anche se anche il concetto di minimo varia grandemente da persona a persona), misero mai.

Quindi il mio invito rivolto a tutti noi, a cominciare da me stesso, è quello di impegnarci a fondo, di studiare, di lavorare, con dedizione, fino al raggiungimento di un risultato che possa farci sentire soddisfatti.

Non importa di cosa si tratta; ciò che conta è che, una volta raggiunto, ci faccia provare quella sensazione di soddisfazione e appagamento che deriva, come ho detto, per meglio dire scritto, poco fa, dalla convinzione di aver lavorato a fondo e con dedizione, in altre parole, di avercela messa tutta.

Anche per questa sera siamo giunti al termine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


giovedì 21 maggio 2026

Ogni cosa a suo tempo

Salve a tutte e tutti voi!



Anche questa sera è giunta l'ora per la nostra riflessione in compagnia.

Oggi l'ispirazione mi è venuta da un commento, la risposta di una mia amica a un mio commento a una foto che aveva pubblicato nelle storie di Instagram.

La storia in questione era la fotografia di un bellissimo fiore, una pianta in vaso fiorita, che io avevo commentato con un "Meravigliosa!"

Lei mi ha risposto dicendomi "Sono dieci anni che ce l'ho ed è il primo anno che fiorisce".

Questo commento mi ha subito portato a pensare a quanto sia vera la frase che ogni cosa, in natura, ha bisogno del proprio tempo per sbocciare.

Ne hanno bisogno piante e fiori per fiorire; ne hanno bisogno i progetti per prendere il via e partire a pieno regime; ne abbiamo bisogno noi, esseri umani, per poter arrivare a dare il meglio di noi.

Ogni cosa ha i propri tempi e i propri ritmi biologici che devono essere rispettati.

Questa era una cosa che sapevano bene i nostri nonni che facevano gli agricoltori e sapevano benissimo che ciò che veniva seminato aveva bisogno, sì, di acqua e sole ma anche e soprattutto di tempo, del proprio tempo.

Il tempo, un concetto che in questa nostra epoca che va sempre di fretta, sempre di corsa, che non ha più tempo o che sembra non averne più, che non ha più la sacrosanta pazienza di aspettare che i risultati arrivino ma li vuole, li pretende anzi, all'istante.

Ecco, tra le cose delle quali dobbiamo riappropriarci prima che sia troppo tardi c'è anche questa: il tempo, il nostro tempo, un  tempo che sia più umano.

E, secondo me, la tecnologia è solo la foglia di fico dietro la quale nascondiamo la nostra incapacità di aspettare, di pazientare, di dare tempo al tempo.

Anche per questa sera siamo giunti al termine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


mercoledì 20 maggio 2026

Opportunità sprecate

Salve a tutte e tutti voi!



Anche per questo mercoledì sera è giunta l'ora per la nostra consueta riflessione in compagnia.

Oggi voglio soffermarmi a riflettere su quante occasioni, ottime occasioni, riusciamo a sprecare e, quando non le sprechiamo totalmente, comunque le sfruttiamo davvero al minimo se non, addirittura, sotto al minimo.

Pensate alla tecnologia.

Per farvi un esempio, ieri mi è capitato di incappare in uno dei tanti spot pubblicitari che si incontrano in video, giochi e altri contenuti online.

Questa pubblicità reclamizzava un sistema di lettura automatizzato; nello spot pubblicitario, ad un certo punto, si diceva "smetti di rileggere la stessa pagina più e più volte", frase che a me ha fatto pensare che grande innovazione sia, specialmente per quanti hanno difficoltà nella lettura e nella comprensione di un testo quando lo leggono mentre, magari, non ne hanno se lo ascoltano.

Sennonché all'inizio dello spot la voce narrante invitava a smettere di leggere libri e così un'altra immagine mi si è presentata alla mente; non più o non solo quella dello studente che abbia problemi nella lettura e che trarrebbe giovamento da questo sistema di lettura automatizzata ma quello di qualcuno che, pigro e senza voglia di faticare a leggere un libro si goda questa innovazione, svilendola nella propria altrimenti enorme utilità.

Un po' quello che succede con altre innovazioni tecnologiche che ci sono donate per poterle sfruttare al meglio e che noi, pigri e non più curiosi e vogliosi di andare alla scoperta delle infinite possibilità ci accontentiamo di utilizzarle allo 0,000000...% delle loro potenzialità.

Un po' quello che feci io i primi tempi che utilizzavo la mia prima macchina fotografica digitale.

Mi era stata regalata dal fratello di mia mamma ed era un modello semiprofessionale.

Ricordo che la portai con me in un viaggio in Inghilterra e Scozia e quando tornai andai in un negozio di fotografie a portare la selezione di fotografie da stampare.

Avevo con me anche la macchina fotografica e ricordo che dissi, tutto fiero: "Ho scattato più di mille fotografie".

Il ragazzo che c'era in negozio in quel momento fissò stupito prima me poi la macchina fotografica, avevo acquistato lì la schedina di memoria quindi ricordava alla perfezione quanto fosse capiente, e mi disse: "Con la schedina che hai acquistato due settimane fa e questa macchina sei riuscito a fare più di mille foto?! Mi sembra incredibile!"

Andò quindi a sbirciare nelle impostazioni e vide che io, che pur avevo curiosato tra la gran parte delle impostazioni, avevo dimenticato di andare a modificare la risoluzione delle fotografie e disse: "Certo che hai fatto più di mille fotografie! Se usi questa macchina fotografica come se fosse un cellulare anziché mettere la risoluzione massima!"

Ecco qui un esempio di sotto sfruttamento di una risorsa tecnologica fantasmagorica.

E la stessa cosa, come ho accennato nel post, capita per molte altre innovazioni della tecnologia che potrebbero permetterci di dar vita a creazioni inimmaginabili ma che ci accontentiamo, per pigrizia, di utilizzare al minimo, del minimo, del minimo.

Per citare il mio vecchio medico di famiglia: "È come avere una Ferrari in garage e usarla solo per fare il giro dell'isolato".

Anche per questa sera siamo giunti al termine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


martedì 19 maggio 2026

L'evoluzione dell'Intelligenza Artificiale

Salve a tutte e tutti voi!



Anche per oggi, martedì 19 maggio 2026, è giunta l'ora della nostra riflessione in compagnia.

In oggi sarà una riflessione sul tema Intelligenza Artificiale.

L'argomento sembra essere la cosa più nuova del mondo quando invece è un progetto che sta venendo elaborato già da almeno una quarantina di anni abbondante.

Non vi sembra possibile, vero?

In effetti sembra impossibile pensare che negli Anni Ottanta, quando i computer, almeno a livello di uso diffuso, erano ancora agli albori e Internet era solo un'applicazione in ambiti militari o poco più, già si potesse essere al lavoro su un'evoluzione avveniristica quale è l'Intelligenza Artificiale.

Eppure, prendete alcuni film dei primi Anni Ottanta, uno fra tutti TRON.

Ebbene, in quel film, anche se non con precisione o scopertamente, comunque si cominciano a delineare in nuce future applicazioni informatiche, quali la computer grafica e, appunto, l'Intelligenza Artificiale.

E come avrebbero potuto gli autori e i creatori di quel meraviglioso film, che tra l'altro mi ha fruttato il mio primo 7 in Informatica, accennare a cose che ancora erano sconosciute.

D'accordo Jules Verne nel suo "Dalla Terra alla Luna" ha immaginato possibili viaggi spaziali ma arrivare a delineare il concetto di Intelligenza Artificiale nel 1982, senza che se ne fosse nemmeno sentito parlare non mi parrebbe credibile.

Quindi, a mio parere, i primi progetti in tal senso risalgono, almeno, agli inizi degli Anni Ottanta.

Questa mia supposizione mi pare possa essere corroborata anche dal fatto che, 1993, quando io ho fatto l'esame di maturità, non solo l'Intelligenza Artificiale era una delle tracce dei temi d'esame, l'ultima, quella del tema tecnico ma, addirittura, all'epoca, l'Intelligenza Artificiale era già giunta allo stadio dei test sui giochi, ad esempio tris, dama e scacchi.

D'altronde, tutti noi impariamo giocando quindi, perché non anche la baby Intelligenza Artificiale?

Scherzi a parte, queste sono solo mie supposizioni ma non credo di essermi sbagliato di molto e anche fosse, almeno mi hanno fornito lo spunto per un post, spero interessante.

Anche per questa sera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


lunedì 18 maggio 2026

Download gratuiti e riflessioni

Salve a tutte e tutti voi!



Anche in questo uggioso lunedì sera è giunta l'ora della nostra riflessione in compagnia; riflessione che, partendo dalla mia idea di offrire in download gratuito per un certo periodo, due ebook per cinque giorni e un, l'ultimo pubblicato, per questi primi tre giorni della settimana mi hanno spinto a fare alcune riflessioni.

Innanzitutto vi annuncio che questo mio progetto solidale, una sorta di progetto in stile libri (ebook) sospesi sta andando non alla grande, di più

Un successo oltre ogni mia più rosea e ambiziosa aspettativa, per intenderci se mi avessero prospettato che a fine periodo avrei visto un numero totale di download gratuiti di 10-12 ebook io ci avrei messo la firma.

Invece al momento in cui scrivo siamo ben oltre il doppio, anzi siamo quasi al triplo della cifra più alta indicata qui sopra.

Un successone, questo, che mi ha piacevolissimamente sorpreso e che mi ha portato a riflettere su alcuni piccoli dettagli.

Oh mamma, non so se dettagli sia il più appropriato per definirli ma, in mancanza di meglio, passatemelo per favore.

Dettaglio numero uno: ciò che scrivo attira lettori e pure tanti, quindi non è questione di scrittura o di argomenti ma, in parole povere, è questione di prezzo.

Questo perché, piaccia o no, i libri, fatti salvi quelli per la scuola, di ogni ordine e grado o i manuali professionali, sono generi voluttuari e in quanto tali chi si trova a dover decidere se e quando acquistarli si ritrova a pensarci su e poi ancora a pensarci su e così via.

Dettaglio numero due. Sarà meglio, fortemente consigliabile, che io, terminato questo periodo di download gratuiti, mi metta a tavolino e mi faccia quattro conti da far sfociare in correzioni di prezzo in special modo degli ebook.

D'altronde, in special modo con il mio ultimo libro, al momento di stabilire il prezzo sono stato sinceramente assai esoso e quindi c'è ampio spazio di manovra per una riduzione, in special modo, come ho detto sopra, per quel che riguarda l'ebook, quanto al cartaceo ci ragionerò a fondo e credo che metterò mano anche lì.

Anche per questa sera siamo giunti al termine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


domenica 17 maggio 2026

La gioia di donare

Salve a tutte e tutti voi!



Anche per questa domenica siamo giunti al momento della nostra abituale riflessione in compagnia.

Oggi voglio riflettere sul piacere, anzi sulla gioia, di donare.

Da un paio di giorni ho messo in download gratuito i miei due ebook, "Da un piccolo gesto" e "I miei primi haiku".




Questa offerta doppia durerà cinque giorni.

Fino a qualche anno fa non sarei stato propenso a mettere in download gratuito le mie pubblicazioni ma ora ho cambiato atteggiamento in questo senso e questi due non saranno gli unici che offrirò gratuitamente.

Da domani, infatti, avrà inizio un'altra tornata di download gratuito, stavolta di tre giorni, da domani a mercoledì 20 maggio, del mio ultimo libro, la mia raccolta di pensieri intitolata "Null'altro che l'amore".




Non è stata una decisione meditata a lungo, un paio di giorni all'incirca.

Perché ho preso queste decisioni?

Principalmente per una questione pratica, ossia per il fatto che voglio che ciò che ho scritto venga letto e poi perché ho in animo, quando le offerte saranno terminate, di aggiustare i prezzi degli ebook, specialmente quello di "Null'altro che l'amore" che, obiettivamente, ho fissato a un livello eccessivamente alto.

Per le versioni cartacee non riuscirò a regolare granché ma almeno per quel che riguarda gli ebook ho intenzione di renderli più accessibili.

Credo che stabilirò per il mio racconto "Da un piccolo gesto", il download gratuito fisso.

Vi terrò aggiornati.

Anche per stasera siamo giunti al termine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo

sabato 16 maggio 2026

Una materia per niente arida (al contrario di ciò che comunemente si pensa)

Salve a tutte e tutti voi!




In questo sabato sera ci ritroviamo di nuovo insieme per una nuova riflessione e questa sera voglio spezzare una lancia, come si suol dire in questi casi, a favore di materie ritenute a torto aride.

In tanti, in troppi, ahimè, considerano le materie scientifiche, un esempio tra i tanti, l'informatica, materia a torto ritenuta arida, basata esclusivamente su numeri e informazioni codificate; una materia nella quale fantasia e sensibilità non hanno quartiere.

Ma è davvero così?

Si tratta davvero di una materia tanto arida?

Pensateci sopra, riflettete anche solo sulle scoperte e sulle creazioni che sono state realizzate.

Ma, secondo voi, certe scoperte,  certe innovazioni in ambito informatico, sì, anche l'Intelligenza Artificiale con le sue molteplici applicazioni, sarebbero mai state possibili, con ideatori, programmatori etc. del tutto privi di fantasia?

Come avrebbero potuto essere create applicazioni come ChatGpt, Gemini, Base44 e tutte le altre svariate applicazioni dell'Intelligenza Artificiale se chi ci ha lavorato non avesse avuto un'intuizione, una visione di quello che avrebbe potuto scaturire da certi studi e certi lavori.

Certo, poi ci sono i numeri, le codifiche fisse e rigorose ma nulla e ribadisco nulla di ciò che ora è o sta per diventare, per molti di noi se non per tutti, il pane quotidiano negli ambiti dello studio e del lavoro soprattutto.

Ciò che ritengo, da tecnico quale sono, da persona che alla maturità al tema si è trovato a trattare di Intelligenza Artificiale e all'orale di quella che è la base delle pagine e dei siti web, vale a dire, l'ipertesto, è che ci sia la necessità di smettere di considerare l'informatica una materia per smanettoni fissati con i computer e che la si cominci a guardare per quello che è, cioè una materia nel corso della cui storia la fantasia, la visione lunga e ampia dei suoi pionieri e dei principali nomi in questo campo hanno avuto un ruolo fondamentale.

È stato da questi elementi che si è giunti alle innovazioni che oggi sono all'ordine del giorno.

Anche per questa sera siamo giunti al termine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buonanotte e buona domenica!

Con simpatia! 😊

Riccardo

venerdì 15 maggio 2026

La folle rincorsa

Salve a tutte e tutti voi!



Anche questa sera è giunta l'ora della nostra riflessione in compagnia.

Oggi a farmi da ispiratore di lusso è stato Giovanni Verga.

Per essere più precisi un suo pensiero.

 


In questo pensiero l'autore de "I Malavoglia" ritrae, con estrema precisione, quella che è la società del nostro tempo.

Infatti, sottolinea come molti, guarda caso come succede oggi, inseguono ciò che hanno gli altri, invidiano e bramano ciò che hanno gli altri, nell'assurda convinzione che possedere di più possa farli sentire completi. In conclusione di pensiero mette in guardia i bramosi di turno di tenere presente il pericolo che la folle rincorsa a ciò che non hanno possa portarli a perdere se stessi.

Proprio come sta succedendo ai giorni nostri nei quali la società ci mette davanti desideri sempre maggiori e sempre più grandi illudendoci che il loro raggiungimento possa farci raggiungere la felicità e la sazietà.

Ma questo nostro eterno rincorrere ciò che ci manca non ci porta mai ad altro che a nuovi e sempre più irraggiungibili desideri e mai a un'autentica felicità o completezza.

Anche per questa sera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


giovedì 14 maggio 2026

Itaca!

Salve a tutte e tutti voi!



Anche in questa tarda serata di un piovoso e freddo giovedì di maggio, troppo piovoso e freddo per credere che sia veramente maggio, ci ritroviamo per una nuova riflessione in compagnia.

Prima di tutto, no, rassicuratevi, non sono impazzito, non più di quanto, in parte, non sia.

Il titolo vuole indicare, a quanti tra voi hanno seguito l'odissea, un'autentica odissea è stata, del processo di pubblicazione della mia ultima fatica editoriale, che, per riuscire a venir pubblicata in formato cartaceo, per il formato ebook, invece, è andato tutto liscio come l'olio più pregiato che ci sia, ha dovuto affrontare una serie di lotte con quel branco di sofistici controllori che compongono il gruppo di controllo propedeutico alla pubblicazione delle opere, di Amazon Kdp.

Serie di battaglie che, vi annuncio, ieri sono state coronate da una vittoria, piena e completa e l'odissea editoriale è terminata e anche la seconda versione del mio volume di pensieri intitolato "Null'altro che l'amore" ha finalmente raggiunto la sua Itaca.



Ed ora, come capita nell'Odissea omerica, è pronta a ripartire; questa volta sarà un viaggio meno periglioso, un viaggio che dovrebbe essere, per la maggior parte degli autori sarebbe, un'autentica passeggiata di salute.

C'è però un piccolo, piccolissimo particolare da tener ben presente: io non sono la maggior parte degli autori.

Io, che spingo, spesso e volentieri opere ed eventi altrui, quando si tratta di me mi trovo a disagio.

Non perché non creda nel valore e nella qualità di ciò che pubblico, al contrario, ci credo moltissimo anche perché mi impegno a fondo per dar vita a una pubblicazione, appunto, di qualità e che valga ma perché mi trovo male a spingermi da solo.

Faccio preparare, sì, immagini pubblicitarie a ChatGpt che poi pubblico e diffondo sui social trasformandole in post e in reel, però non sono capace di spingere oltre un certo limite come, invece, riesco a fare quando si tratta di pubblicazioni altrui.

Comunque, permettetemi comunque di farmi un minimo di pubblicità prima di chiudere.



Il mio ultimo (solo in ordine di tempo, sia ben chiaro) volume, composto da una serie di pensieri che avevo, in precedenza disseminato in svariati profili social, vi aspetta o, meglio, aspetta quanti tra voi vorranno, bontà loro, dargli una possibilità.

Anche per questa sera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


mercoledì 13 maggio 2026

Dare voce al dolore

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera è giunta l'ora della nostra riflessione in compagnia.

Oggi a fornirmi lo spunto, l'ispirazione, è il libro di Georges Simenon intitolato "Memorie intime", un libro nato da quello che è, senza dubbio alcuno, l'accadimento più doloroso, drammatico e straziante per un genitore, vale a dire la morte di un figlio, nel caso di Simenon di una figlia: Marie-Jo.

La morte di un figlio, come ho detto, per un genitore rappresenta qualcosa di autenticamente terribile; quando poi, come nel caso della figlia di Georges Simenon, la morte è dovuta a suicidio, il colpo rischia di mettere totalmente fuori combattimento i genitori.

Il libro, scritto da Georges Simenon contravvenendo alla decisione, presa da lui stesso, di non scrivere più nulla, perché evidentemente riteneva di aver scritto tutto ciò che aveva in animo di scrivere, è quello che possiamo, senza tema di smentita, definire un tributo, alla figlia morta nel 1978.

Come dice lo stesso Simenon, gli ci sono voluti due anni, mese più mese meno, prima di riuscire a trovare la forza di mettere mano alle carte dell'amatissima figlia Marie-Jo e la decisione è stata presa con lo scopo che Marie-Jo "non morisse per nessuno".

Allo scopo di fare in modo di ampliare la portata del famoso detto che vuole che nessuno muore finché qualcuno lo ricorda e lo porta nel proprio cuore.

Mi immagino Georges Simenon e mi immagino i suoi turbamenti e i suoi sentimenti mentre riprendeva in mano tutto il materiale scritto dell'amatissima figlia, mentre tentava, come dice Emmanuel Carrère, a proposito del dolore altrui, di dar voce al proprio dolore, tentando, riuscendoci, di dargli voce e di condividerlo con una platea assai ampia di lettori, in tutto il mondo e in varie epoche.

Anche per questa sera siamo giunti al termine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


martedì 12 maggio 2026

L'odissea continua

Salve a tutte e tutti voi!



Anche in questo martedì sera ci ritroviamo assieme per una nuova riflessione in compagnia che, come avrete intuito dal titolo, ha ancora e sempre a che vedere con la mia lotta per l'esistenza dell'edizione cartacea della mia raccolta di pensieri intitolata "Null'altro che l'amore".

Si sta rivelando una battaglia più lunga di quanto avessi pensato; ogni giorno una nuova email nel quale il team di Kdp mi fa presente la necessità, anzi l'urgenza, di rivedere qualcosa, un dettaglio, spesso minimo e infinitesimale, del mio libro.

Kdp e il suo team sono diventati degli orafi o degli orologiai che, giorno dopo giorno, misurano, al miliardesimo di millimetro, ogni dettaglio del libro.

In questi ultimi dei giorni, l'oggetto del contendere, è stato il dorso del libro o, per meglio dire, per essere precisi, le scritte che compaiono sul dorso del libro e che, a loro dire, non metto in dubbio che sia così, arrivano troppo vicine alla piegatura della copertina, rischiando così di sconfinare.

In questi due giorni, quindi, la richiesta è stata quella di fare in modo che tra la scritta e il famigerato bordo, vi sia un margine di 0,0625 cm.

Per la verità tanto io quanto il mio assistente Artificiale, non credo vi sia bisogno di specificare ulteriormente di chi si tratta, di chi mi avvalgo per gli aspetti grafici, pensavamo di aver risolto con le modifiche di ieri.

Ed invece, assolutamente no!

Il problema margine è rimasto, invariato, tanto che oggi mi sono ritrovato tra la posta una email del team di Kdp che pareva e forse era la riedizione di quella di ieri.

Oggi, però, oltre a segnalare il persistere del problema a ChatGpt, non ho potuto esimermi dal nominarlo in questo caso, ho anche proposto, per tentare di porvi rimedio, di ridurre, leggermente, la dimensione del carattere delle scritte che compaiono sulla costola del libro.

Sarà finalmente la scoperta del proverbiale uovo di Colombo che pacificherà infine la congrega di calibratori di copertine?

A domani la (non) ardua, anche perché lo capirò dalla presenza o meno di una nuova email di richiamo, sentenza.

Anche per questa sera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


lunedì 11 maggio 2026

Pubblicare, che odissea!

Salve a tutte e tutti voi!



Anche questa sera ci ritroviamo insieme per una nuova riflessione in compagnia.

Pubblicare con Kdp ultimamente sta diventando una vera e propria odissea.

Intendo pubblicare in formato cartaceo, perché quel che riguarda le pubblicazioni in ebook continuano ad andare lisce come il miglior olio sulla piazza.

Per quanto riguarda le pubblicazioni in cartaceo invece...

I controllori di Kdp sono diventati di un difficile che non potete sapere o forse sì se anche voi pubblicate utilizzando la piattaforma di auto-pubblicazione di Amazon, Kdp appunto.

Le maggiori difficoltà sorgono quando si tratta di inserire la copertina fatta da noi; da noi o con l'aiuto dell'Intelligenza Artificiale, come nel mio caso che mi affido per la parte grafica, per le copertine cioè, a ChatGpt.

Una volta sono le misure che non coincidono al miliardesimo di millimetro con quelle stabilite dalla piattaforma; un'altra volta sono delle dimenticanze mie, vale a dire che, al momento di caricare il pdf della copertina lascio anche le guide cioè le indicazioni delle misure delle copertine, anteriore e posteriore, nonché quelle del dorso.

Sistemati questi dettagli pensavo che, infine, fosse ormai tutto a posto.

Povero illuso!

Infatti, nella giornata di oggi, controllando la casella di posta elettronica trovo un nuovo avviso di Kdp che mi avverte, questa volta, che la scritta sul dorso del libro arriva troppo a ridosso della piegatura e che quindi è necessario che io provveda a inserire un margine tra le scritte sul dorso e la piegatura.

Ora mi auguro possa essere tutto a posto, anche perché non riesco a immaginare, nemmeno lontanamente, nemmeno facendo galoppare a briglia sciolta la mia fervida fantasia, cos'altro potrebbe trovare quel fine cesellatore di Kdp, che ancora non va.

Comunque, nessun problema, se ci sarà altro da sistemare io e il mio Assistente Artificiale vedremo di porvi rimedio.

In fin dei conti, questo lavoro di calibro di Kdp consentirà, una volta che sarà tutto a posto di avere un volume fatto a puntino.

Anche per questa sera siamo giunti al termine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


domenica 10 maggio 2026

Apprendere chi siamo per poterlo diventare

Salve a tutte e tutti voi!



Eccoci di nuovi insieme, anche in questa domenica sera ben poco consona, sia come meteo che come temperature ai primi giorni di maggio, per una nuova riflessione in compagnia.

Riflessione che sarà, anche questa, insolita.

Questa riflessione mi è stata ispirata da un video che ho visto su YouTube dopo pranzo e che ho riguardato dopo cena.

Si tratta di un video della serie, non so se sia proprio corretto chiamarla serie ma vi chiedo il favore di passarmi il termine, TedX.

Protagonista di questo video è una giovane fotografa che si chiama Giulia Bersani.

Alcuni tra voi forse la conoscono perché seguono il suo profilo Instagram; io l'ho scoperta, proprio grazie a Instagram in questi ultimi giorni e, grazie a una risposta data da lei e pubblicata sulle sue storie, ho scoperto il video su YouTube di cui vi ho accennato e che troverete alla fine del post, al posto della canzone.

Ve lo posto e vi invito a guardarlo e riguardarlo perché è illuminante, sì, davvero, è illuminante!

È illuminante per capire meglio noi stessi, chi siamo, al di là dei modelli standard che ci propone, continuamente la società, anzi, non propone ma impone.

È illuminante per capire che a volte ci vuole tempo per apprendere, realmente, chi siamo e, di conseguenza poi diventare ciò che siamo, come dice Friedrich Nietzsche, mutuando il motto dal poeta greco Pindaro.



Lo è, illuminante, anche perché Giulia Bersani, ci spiega, ci invita, ad accogliere anche le parti di noi che ci sembrano sbagliate, ad accogliere le nostre stranezze, stranezze che sono, in realtà, le nostre unicità; sono quelle particolarità che fanno di noi delle persone uniche e, sì, diciamolo senza paura, speciali.

Ci invita, infine, a capire il nostro carattere, a capire che spesso quegli elementi del nostro carattere che ci sembrano sbagliati e da correggere, possono essere, anzi spesso sono, in realtà, delle spie di una ipersensibilità emotiva che non va respinta né corretta ma abbracciata e saputa sfruttare.

Anche per questa sera siamo giunti al termine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo



Cose che non mi so spiegare

Salve a tutte e tutti voi! Anche per questo giovedì sera siamo giunti alla nostra riflessione in compagnia. Questa sera voglio soffermarmi s...