sabato 31 gennaio 2026

Un cattivo uso del progresso

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera eccoci assieme per una nuova riflessione. 
Stasera la nostra riflessione verterà sul progresso tecnologico.
In particolare, il suo cattivo uso.
Il progresso dovrebbe essere inteso, anzi secondo me è inteso, a facilitare la vita e il lavoro della gente mentre, invece, viene utilizzato, al contrario, per sostituirlo.
Questo però non è da addebitare al progresso in sé ma l'utilizzo che ne viene fatto.
Cattivo utilizzo dovuto, a sua volta, alla non adeguata preparazione di chi questo progresso utilizza.
L'ignoranza relativa al progresso è legata, oltre che all'adeguata conoscenza del progresso tecnologico in sé ma anche al fatto di ignorare che il vero progresso è quello legato al benessere delle persone altrimenti non si tratta di autentico progresso.
Per questa sera è tutto.
Come negli ultimi giorni in conclusione del post troverete il link diretto per poter contribuire alla raccolta di fondi solidale "La Sicilia che resiste"; vi invito nuovamente a essere generosi.
Grazie infinite per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo

venerdì 30 gennaio 2026

Gioie, dolori e misteri dell'algoritmo

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera rieccoci insieme per una nuova riflessione in compagnia.

Stasera sarà una riflessione un po' particolare; una riflessione di tipo tecnico, per così dire.

Tranquilli comunque, non userò paroloni tecnici.

Il fatto è che, pur se bazzico i blog e ci scrivo da ormai lungo tempo e anche se utilizzo da anni la piattaforma blog di Google, vale a dire Blogger, ancora non riesco a capire come possa succedere che da un post all'altro vi sia così tanta oscillazione a livello di visitatori.

Sì, lo so, direte che è causa del tema trattato, del fatto che dal titolo la gente capisce se il tema la interessa o meno.

D'accordo, tutto giusto.

Però, c'è ancora qualcosa che non mi torna.

Mi spiego meglio...

Questo mio blog ha una media visitatori, per post, così a spanne che oscilla tra i 6-7 e gli 8 visitatori.

Ogni giorno, salvo casi molto particolari, nei quali io reputo che il post di turno sia importante e meriti maggior condivisione, allorché lo condivido anche sul mio profilo personale di Facebook, sono solito condividere i post che pubblico qui sulla mia pagina Facebook.

Ebbene, il post di ieri, dato che l'argomento trattato era importante, io ho deciso di pubblicarlo, appunto, anche sul mio profilo di Facebook e, non ancora soddisfatto, anche sul mio profilo, aperto da poco, di Substack.

Ora voi penserete che il post in questione abbia fatto il pieno di visite, vero?

Anch'io pensavo, anzi speravo, che sarebbe stato così.

Ed invece...

Invece, nulla, o meglio, il post ha collezionato, per così dire, fino al pomeriggio di oggi la "bellezza" di 2 soli visitatori, poi saliti a 4 in serata.

Insomma ben sotto la media, pur a spanne del blog.

Ora, la cosa che mi domando è: se condividendo i post solo sulla mia pagina Facebook riesco a mantenere la media, anzi tre giorni fa ho raggiunto il picco di 24 visitatori, come mai il post di ieri sera è rimasto inchiodato a 2 visitatori per più di mezza giornata, raggiungendo poi i 4 visitatori?

Cos'è che l'ha inchiodato a livelli tanto bassi?

Non so perché ma mi sa che qui c'entra l'algoritmo di Google che tende a spingere o meno i post, in base ai tag, alle etichette che identificano gli argomenti trattati nel post.

Magari mi sbaglio e, infatti, è mia intenzione verificare coi prossimi post, partendo da questo; ma il sospetto, per il momento, resta.

Anche per questa sera abbiamo finito.

Anche oggi troverete in coda al post il rimando diretto alla raccolta fondi solidale "La Sicilia che resiste".

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l'attenzione e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


giovedì 29 gennaio 2026

Noi, assieme alla Sicilia che resiste

Salve a tutte e tutti voi!




Questa sera più che una riflessione voglio rivolgervi un invito, un serio invito.
Tutti voi siete, senza dubbio a conoscenza dell'uragano Harry che, nella scorsa settimana ha colpito, anzi letteralmente devastato le regioni Sardegna, Calabria e Sicilia.
La Sicilia orientale, in special modo la provincia di Catania, è quella che ha subito i danni maggiori. La cittadina di Niscemi è minaccia, in questi giorni da una frana che non da segni di volersi arrestare.
Per far fronte ai danni causati dall'uragano Harry saranno necessari parecchi miliardi di Euro e in queste ore in tanti, tra personaggi del mondo dello spettacolo e no, stanno promuovendo raccolte fondi per aiutare le popolazioni tanto duramente colpite dalle conseguenze del devastante uragano Harry.
Questa sera io voglio proporvi una raccolta fondi attivata sulla piattaforma Gofundme, chiamata "La Sicilia che resiste".
Vi invito, anzi vi sprono, a donare tutti!
Se doneremo tutti basterà anche poco a testa ma, vi prego, donate!
È urgente e necessarissimo!
In chiusura di post troverete, oltre ai link che vi ho lasciato sparsi in giro per il testo, il link diretto alla campagna di raccolta fondi.
Ve lo chiedo per piacere: donate, donate, donate!
Anche per stasera siamo giunti al termine!
Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l'attenzione e a risentirci alla prossima occasione!
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo

mercoledì 28 gennaio 2026

Il vero senso etico

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera ho il piacere di condividere con voi una riflessione su uno dei temi che più stanno tenendo banco in questo inizio di anno.

Si tratta della proposta di introdurre una tassa etica sui creatori di contenuti attinenti al mondo della pornografia.

 da, io, a parte i commenti e le notizie trovate su Internet e sui social media, non ho conoscenze a sufficienza per esprimere un giudizio e quindi mi taccio, come si suol dire.

Anche perché la cosiddetta tassa etica mi è servita da pretesto per introdurre quello che è il tema della mia riflessione di stasera.

Perché, a mio avviso, se si volesse fare qualcosa di davvero etico, si dovrebbe investire in solidarietà e assistenza a favore di quanti si trovano in difficoltà economiche.

Loro sono il vero problema che chiede soluzione perché non è ammissibile che nel 2026 quasi sei milioni di nostri concittadini versino in condizioni di povertà assoluta.

Quindi, l'impegno principale per uno stato che voglia e possa definirsi tale deve essere quello di porre rimedio a queste situazioni di emergenza sociale evitando di far diventare termini come solidarietà, assistenza e inclusione alla stregua di parolacce quando non peggio.

Anche per questa sera siamo giunti al termine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte a tutte e tutti voi!

Con simpatia! 😊

Riccardo





martedì 27 gennaio 2026

Tutelare la dignità delle persone

Salve a tutte e tutti voi!



Questa sera, nella riflessione che voglio condividere con voi, voglio tornare a parlare del modo più giusto di aiutare le persone.
Ne ho già parlato in uno dei primi post di questo blog ma stasera ci voglio tornare.
Oggi, infatti, in un video su Instagram, ho scoperto una cosa che ignoravo.
La Costituzione della Germania, nata come la nostra negli anni del secondo dopoguerra, si apre con la dichiarazione che stabilisce l'intangibilità della dignità umana.
Sembra strano che proprio la nazione, nella quale, fino a pochi anni prima, la dignità delle persone era stata mandata a morte nei campi di concentramento, abbia deciso di mettere l'intangibilità della dignità umana proprio nella prima frase dell'articolo 1 della propria carta costituzionale.
Però, a ben pensarci, non è così strano; così facendo la Germania ha voluto chiudere il capitolo più buio della propria storia e sancire che, da quel momento in avanti, le cose sarebbero radicalmente mutate.
Fine dell'excursus.
Torniamo a quello che è il tema centrale della nostra riflessione serale.
Quello che mai, dico mai, dobbiamo dimenticare quando decidiamo di andare in aiuto di una persona che si trova nel bisogno è di farlo nel modo giusto, senza imporci o imporre la nostra opera.
Dobbiamo sempre tenere a mente che anche la persona più disperata del mondo mantiene sempre e comunque viva la propria dignità e noi questa sua dignità dobbiamo sempre rispettarla e tutelarla intervenendo nella giusta misura e con i modi più appropriati, così da non togliere a quella persona anche l'unica ricchezza che ancora gli resta.
Anche per questa sera siamo giunti al termine.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo




lunedì 26 gennaio 2026

Aggiornamenti d'obbligo

Salve a tutte e tutti voi!





Quello di stasera sarà un post nel quale vi fornirò alcuni aggiornamenti in corso d'opera circa la mia raccolta fondi solidale attiva sulla piattaforma Gofundme.
Come potrete notare grazie al video che ho pubblicato poco fa su YouTube il totale raccolto ha cominciato a muoversi arrivando alla quota di € 5.
Devo essere sincero con voi: questi primi 5 Euro li ho messi io.
Se vi state chiedendo perché vi rispondo subito: l'ho fatto per dimostrare che bastano anche solo i 5 Euro dell'offerta minima accettata da Gofundme; non serve donare grosse cifre (ben inteso, se arrivassero io sarei più che contento!) ma basta anche solo un'offerta minima.
Ciò che conta, davvero, è essere in tanti a prendere parte alla raccolta fondi.
Se tanti donassero anche solo 5 Euro ognuno, come ho già avuto modo di dire in precedenti post, si potrebbero raggiungere cifre impensabili.
Spero che vi uniate in tanti a questa mia raccolta fondi solidale e, chissà, magari questo mio progetto, un domani, grazie anche al vostro aiuto potrà diventare qualcosa di più ambizioso.
Come si suol dire "Se sono rose, fioriranno".
Anche per oggi siamo arrivati ai saluti.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l'attenzione e a risentirci alla prossima occasione!
Buonanotte!
Con simpatia! 😊 
Riccardo



domenica 25 gennaio 2026

Un antidoto contro il silenzio

Salve a tutte e tutti voi!



Anche in questo tardo pomeriggio domenicale torno tra voi per questa nuova riflessione in compagnia. Oggi si ricorda la nascita di Virginia Stephen sposata Woolf, avvenuta il 25 gennaio 1882, a Kensington, Londra.

Nel video celebrativo, RaiCultura propone un video in cui Liliana Rampello parla in quello che  è il più famoso romanzo della Woolf, ossia "La signora Dalloway".

In questo romanzo la protagonista è Clarissa Dalloway, la quale è impegnata nei preparativi per la festa che darà la sera di quello stesso giorno.

Cosa c'entra il titolo del mio blog con ciò che ho scritto fin qui?

C'entra in quanto, nel romanzo che Michael Cunningham ha dedicato a "La signora Dalloway", vale a dire "Le ore", romanzo il cui titolo è, tra l'altro, quello che Virginia Woolf aveva inizialmente dato a "La signora Dalloway"; in quel romanzo, dicevo, c'è un personaggio, un amico dell'alter ego di Clarissa Dalloway, diceva: "Signora Dalloway... Dai sempre feste per combattere il silenzio..."

In effetti, quella festa pare proprio questo, un modo per combattere, se non il silenzio, la propria vita, quella attuale, che la protagonista non considera più soddisfacente; prima Clarissa Dalloway era l'animatrice di un gruppo vivace e vitale mentre ora era solamente la signora Richard Dalloway.

Il romanzo tocca un problema della vita moderna; il bisogno di affrontare i problemi e le situazioni che ci pesano.

Solo, anziché con le feste o i ricevimenti, oggi le persone, specie i giovani, per cercare un antidoto contro i propri problemi e contro il silenzio che troppo spesso li accompagna, soprattutto per paura, per cercar di escogitare quello che in un suo libro David Foster Wallace chiama "Un antidoto contro la solitudine", fanno uso dei social media e delle dirette sui social, e questi mezzi di comunicazione diretta.

Un antidoto che però serve solo sul momento, anche perché i social media non si possono utilizzare per tutta la durata del giorno e le dirette non possono durare in eterno e così, quando alla fine ci troviamo di nuovo soli con noi stessi questi problemi si ripresentano; però, a questo punto, sappiamo di poterci confidare con gli altri e così i problemi, i nostri fantasmi personali, ci fanno meno paura.

Anche per stasera siamo giunti al termine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l'attenzione e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo




sabato 24 gennaio 2026

Dietro le apparenze

Salve a tutte e tutti voi!



L'argomento sul quale voglio riflettere con voi stasera è un argomento sul quale abbiamo riflettuto già più di una volta, l'ultima nel post di due giorni fa.

Voglio riflettere, con voi, anche stasera, sulle maschere che ognuno di noi indossa e su come noi siamo incapaci di andare oltre le apparenze, di un sorriso, che però non riesce ad arrivare agli occhi o a uno "sto bene", in realtà poco convinto.

Noi però non siamo in grado o, per meglio dire, non vogliamo, anche perché la cosa ci spaventa terribilmente, non vogliamo vedere al di là di ciò che appare; non riusciamo ad avvicinarci a sufficienza alle altre persone.

Non vogliamo arrivare a incontrare il dolore degli altri perché ci spaventa e ci spaventa perché ci porta a riflettere sulle nostre maschere, sui nostri finti sto bene, insomma perché il dolore degli altri ci metterebbe a stretto contatto col nostro dolore; quel dolore che ci sforziamo tanto di tenere nascosto agli altri.

Forse dovremmo semplicemente imparare a non fingere, a chiedere aiuto agli altri; forse così impareremo a farci autenticamente prossimi delle altre persone. sia nel mondo reale che nel mondo dei social.

Anche per questa nostra breve riflessione serale è davvero tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l'attenzione e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo




venerdì 23 gennaio 2026

Cosa racconta il mio ebook?

Salve a tutte e tutti voi!





Anche stasera eccoci di nuovo assieme per una chiacchierata e una riflessione in compagnia. Stasera sarà più una chiacchierata e l'argomento principe sarà il mio racconto uscito in ebook su Amazon.it qualche settimana fa.

Ve ne avevo già parlato in precedenza, mi pare, ma non vi avevo illustrato bene da dove è nato e chi si nasconde tra quelle pagine.

Ecco è giunto il momento di svelarvi tutto.

Come sapete o come avrete intuito l'ebook è una parte del mio progetto solidale, insieme con la raccolta fondi ma da dove ho preso spunto per il racconto?

Come vi ho detto più volte parlandovi del progetto solidale e della raccolta fondi, l'idea di iniziare questo tipo di progetto è nata dopo aver osservato quanta povertà c'è anche nella realtà, pur piccola, della cittadina in cui vivo; una povertà che mi ha toccato talmente tanto il cuore da spingermi a tentare di fare la mia parte, per quello che posso, per alleviarla.


Mi è poi venuta l'idea di allargare il progetto ad altri possibili collaboratori, attraverso l'attivazione della raccolta fondi solidale sulla piattaforma di Gofundme.



Ebbene, dovete sapere che il racconto "Da un piccolo gesto" ha per protagonista proprio uno dei destinatari delle mie prime donazioni.

Naturalmente, pur descrivendolo in linea generale ho romanzato un po' la narrazione, com'è giusto e doveroso fare sempre in questi casi.

Comunque, anche per scoprire chi sono le persone per le quali ho dato vita al progetto solidale vi invito a leggere "Da un piccolo gesto". 

Se non potete acquistarlo o non avete il lettore di Amazon, niente paura!

Vi basterà inviarmi una email e vi invierò molto volentieri il pdf del racconto.

Anche per oggi siamo giunti al termine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo





giovedì 22 gennaio 2026

Quanto dolore...

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera è giunta l'ora di trovarci insieme per riflettere, sia pure brevemente, su una situazione che se me ne avessero parlato anche solo qualche hanno fa non avrei mai creduto possibile.

Ci hanno sempre venduto i social media come un luogo di svago, di condivisione di momenti lieti e spensierati.

Da quando è nato e, ancor di più da quando ha cominciato a diffondersi, tra i giovani e giovanissimi, TikTok è sempre stato etichettato come il social dei balletti.

Quanto è cambiato tutto questo mondo virtuale!

Ormai sono settimane che ho ricominciato a bazzicare il mondo di TikTok, in cerca di una cassa di risonanza in più per i miei progetti.

Ebbene, non passa giorno, che non mi imbatta in veri e propri diari del dolore; in giovani, a volte anche molto giovani, che utilizzano l'ex social dei balletti, come valvola di sfogo e condivisione, in cerca di amici che possano ascoltarli, condividere esperienze dolorose simili e, magari, possibili percorsi per uscire da quei problemi o anche solo amici che possano farli sentire meno soli.

Quanto dolore, amici miei, tanto, troppo, dolore e quel che è peggio, come ho scritto poco fa, è che riguarda ragazzi e ragazze giovani, a volte anche molto giovani.

Ragazzi e ragazze che, coraggiosamente, stanno combattendo battaglie più grandi di loro e che chiedono solo ascolto, vicinanza, amicizia e gentilezza.

Anche per questa sera siamo giunti al termine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l'attenzione e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo




mercoledì 21 gennaio 2026

Il primo traguardo da raggiungere

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera ritorno tra voi per condividere una riflessione.


Tema della riflessione sarà, nuovamente, la mia raccolta fondi solidale attiva sulla piattaforma di crowdfunding Gofundme.

Lo so, sto diventando monotematico ma che ci volete fare?

E poi, in fondo, questo blog è stato aperto anche per parlare e portare avanti questa raccolta fondi solidale.

Ma non temete, stasera non farò il Fra Cercotto, come si dice dalle mie parti, ovvero, non voglio chiedere donazioni (poi, beh, se ne arrivassero sarebbero ben accette, ci mancherebbe!).

No, stasera e nelle sere che seguiranno, vi chiederò solo una cosa: condividete, condividete, condividete!

Quello che è il primo traguardo che mi pongo è, appunto, che questa mia raccolta fondi solidale venga conosciuta da più persone possibili; mi sono posto questo come primo traguardo, secondo me perfettamente fattibile, da raggiungere: che la mia raccolta fondi solidale sia conosciuta e visitata da un buon numero di persone.

Per il momento mi basta raggiungere questo scopo; il resto, come si suol dire, verrà da sé.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l'attenzione che anche stasera avete deciso di accordarmi e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo




martedì 20 gennaio 2026

Un progetto importante

Salve a tutte e tutti voi!




A costo di tediarvi oltre ogni dire anche stasera torno a parlarvi della mia raccolta fondi solidale attivata sulla piattaforma di crowfunding Gofundme.

È un progetto a cui tengo moltissimo in quanto la raccolta fondi servirà ad aiutarmi a portare avanti il progetto che ho denominato "Una goccia nel mare".

Non si tratta di un semplice rifinanziamento o di un modo per rientrare dei soldi da me già impiegati in questo progetto ma è un modo per rendervi partecipi di un grande atto di altruismo verso persone che hanno davvero bisogno.

Sono persone che non pretendono, che l'unica cosa che chiedono è che qualcuno si avvicini a loro e ascolti le loro storie e per questo le ho prese a cuore; perché capisco che la loro situazione non è per nulla facile.

Uno di loro, un uomo, un padre di famiglia, lo incontro, non sempre ma ogni tanto, nei giorni di mercato, in special modo al mercoledì. L'unica cosa che chiede è un aiuto per comprare qualcosa da mettere in tavola per sé ma soprattutto per moglie e figli e anche se posso aiutarlo a trovare un lavoro perché, sono parole sue, "non posso e non voglio continuare a vivere così".

Queste sono le persone che, con le vostre offerte, mi aiuterete a sostenere; queste e altre come loro.

Dato che però, come ho verificato oggi di persona, l'offerta minima che Gofundme ha stabilito è pari a € 5,00 e che, magari, non tutti voi potete permettervela vi chiedo un favore che non vi costerà niente, ossia di condividere la mia raccolta fondi solidale coi vostri contatti e coi vostri amici. 

Se deciderete di farlo ve ne sarò grato, in caso contrario vi ringrazio comunque per avermi prestato anche questa sera la vostra attenzione!

Anche per oggi è tutto!

A risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte a tutte e tutti voi!

Con simpatia! 😊

Riccardo




lunedì 19 gennaio 2026

Rilancio la mia raccolta fondi

Salve a tutte e tutti voi!



Il post di oggi si differenzia dai soliti perché vuole essere una sorta di rilancio per la mia raccolta fondi attiva da un mesetto su Gofundme e della quale è qualche tempo che non parlo.

Ho iniziato il rilancio ieri facendomi realizzare un nuovo banner e una nuova cartolina pubblicitaria spendibile sui social e su questo blog da ChatGpt, strumento che, come ho già scritto in un post precedente, trovo utilissimo quando si tratta di realizzare elementi di grafica, dal momento che io in quel campo sono non negato, di più!


Niente male, vero? Io la trovo fantastica e molto in tema con l'obiettivo della raccolta fondi.

Inoltre ho inserito un aggiornamento in cui annuncio una sorpresa per quanti doneranno; come ho già detto più volte, non solo qui, basta una piccola offerta; se tutti offriamo un poco possiamo fare cose inimmaginabili.

Quindi vi aspetto numerosissimi su Gofundme e spero vogliate donare, ciò che potete anche poco, ripeto, basta per sostenere la mia raccolta fondi a scopo benefico.

Per questa sera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte a tutte e tutti voi!

Con simpatia! 😊

Riccardo





domenica 18 gennaio 2026

Una questione non secondaria

Salve a tutte e tutti voi!



Anche questa sera torno tra voi per riflettere su un argomento che, all'apparenza (solo all'apparenza, però) potrebbe sembrarvi fuori contesto rispetto al tema centrale e dichiarato di questo mio spazio virtuale, vale a dire la programmazione.

Con programmazione non intendo quella finalizzata alla realizzazione di nuovi programmi o applicazioni informatiche.

No, intendo la programmazione che deve essere alla base di qualunque progetto noi mettiamo in campo.

Lo so, all'apparenza, per noi ai quali è stata instillata l'idea che l'importante è fare, fare, fare, l'idea che prima di fare sia non solo utile ma indispensabile sedersi a tavolino e progettare, programmare come ho detto poco fa, ciò che si andrà a fare e più la programmazione è fatta in anticipo meglio è, ecco questa idea può sembrare solo una perdita di tempo.

Invece, non è così! Infatti, anche se il nostro progetto è stato da noi ben ideato ed è quanto mai concreto, se non lo annunciamo per tempo con una serie di avvisi magari sfruttando i nostri canali sui social media, questo progetto, per quanto possa essere valido, rischia di non essere così fortunato come avrebbe potuto essere se solo avessimo perso un po' di tempo ad annunciarlo, se solo avessimo fatto dei post sui social annunciando "a breve darò vita a questo dato progetto. Chi è con me?"

Ecco perché alcuni progetti, tra i quali alcuni dei miei, non hanno l'eco e la partecipazione che potrebbero avere se fossero pensati e annunciati meglio e con un maggiore margine di tempo.

Quindi, concludendo, anche se avete un'idea magnifica e nella vostra testa questa è già fattibile, spendete un po' di tempo, prima, ad annunciarla così da creare aspettativa e da dare il tempo a quanti fossero interessati a parteciparvi di decidere con più calma.

Anche per oggi è tutto!

Un ringraziamento sentito a tutte e tutti voi per la pazienza e l'attenzione che, anche in questa domenica sera, mi avete dedicato e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo




sabato 17 gennaio 2026

L'importanza del lavoro

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera, seppure a un'ora tanto tarda torno tra voi per una riflessione su un tema di grande attualità, vale a dire, appunto, come ho scritto nel titolo, il lavoro.

Come recita il famoso adagio "il lavoro nobilita l'uomo".

Il lavoro, però, non solo nobilita l'uomo ma dà anche, all'uomo, un senso di tranquillità e di pace.

Infatti, chi non ha un lavoro è in perenne agitazione, non trova mai requie pensando a come fare a vivere; è una situazione tremenda che lede i nervi e la psiche.

È una situazione che non dovrebbe essere sperimentata da nessuno.

Bene, per questa sera è tutto.

Lo so, è stata una riflessione lampo ma vi prometto di tornare a dilungarmi maggiormente dal prossimo post.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!

Buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo




venerdì 16 gennaio 2026

Quando l'Intelligenza Artificiale sposa il sociale

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera è giunta l'ora di incontrarci per fare assieme una riflessione.
Da tempo ormai si parla dell'Intelligenza Artificiale.
Devo dire che, quando qualche anno fa, ne cominciavo a sentir parlare come di una novità nata il giorno prima o quasi ne sorridevo.
Infatti, essendo io, per formazione un ragioniere programmatore ed essendomi diplomato nel 1993, ci avevo scritto il tema di Maturità quindi ecco perché sentendo dire che l'Intelligenza Artificiale era una novità pressoché assoluta ne sorridevo.
Divagazione nostalgica chiusa torniamo al tema della riflessione odierna.
In questi anni, novità o meno, l'Intelligenza Artificiale ha fatto passi non da gigante, di più!
Si è cominciato ad applicarla a molte situazioni del vivere quotidiano e sono nate parecchie applicazioni che sull'Intelligenza Artificiale sono basate.
È nata, in certi casi, persino una fobia per questa evoluzione dell'informatica; in molti hanno cominciato a vederci se non il Diavolo qualcosa di molto simile.
Eppure, l'Intelligenza Artificiale va semplicemente conosciuta e imparata a maneggiare; in fin dei conti, pur tecnologicamente avanzatissima, altro non è che uno strumento come gli altri.


Ebbene, io da qualche giorno ho cominciato, lo so, per essere un informatico sono arrivato piuttosto tardi, ad utilizzare la famosa, per altri famigerata, applicazione Chatgpt.
Ne sentivo dire talmente tante che ho voluto metterci il nasino e, devo dire, che mi pare un'applicazione che, se maneggiata nel modo giusto, può diventare un utilissimo ausilio.
Io, per esempio, la uso per quello che riguarda la grafica essendo io, da sempre, negatissimo in questo campo.
Stamattina mi è venuta l'idea di chiedere all'applicazione di realizzare una cartolina pubblicitaria, come le chiamo io, per l'antologia solidale "Supereroi come io e te" nata su impulso della bravissima Monica Pasero; essendo passato un po' di tempo dalla sua uscita ho ritenuto giusto, come ho appreso anni fa quando collaboravo a una rivista online, rinnovare l'invito, a quanti ancora non l'hanno fatto ma non solo, ad acquistare o continuare ad acquistare l'antologia così da potersi regalare o da regalare ad altri piacevolissime ore di lettura in compagnia di Federico e gli altri Supereroi del quotidiano e, nel contempo, aiutare il Centro diurno "Casamica" di Busca in provincia di Cuneo.



Quindi, cosa state aspettando? Correte a fare spese librarie su Amazon.it! Federico e gli altri supereroi del quotidiano vi aspettano!
Anche per oggi è tutto!
Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l'attenzione che mi avete voluto dedicare e a risentirci alla prossima occasione!
Buona serata e Buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo





giovedì 15 gennaio 2026

Maschere

Salve a tutte e tutti voi!



Oggi anticipo di qualche ora il nostro quotidiano incontro di condivisione di riflessioni.
La riflessione del giorno è imperniata sulle maschere, non però su quelle che, tra qualche tempo, circoleranno per le nostre città visto il periodo carnascialesco.
Le maschere di cui vi sto per parlare sono quelle delle quali Luigi Pirandello ha parlato in molte sue opere e in molte sue citazioni famose, tra le quali ne ho scelta una che riporto qui di seguito.


Non sempre però le maschere che la gente indossa hanno intenti ingannatori o negativi; o meglio, ingannatori, quantomeno per il reale umore delle persone in questione, per quella che è la loro reale situazione, personale o di altro genere, sì però non sono inganni, questi, tesi a scopi disonesti.
Spesso le persone indossano una maschera, la propria maschera migliore, per non far pesare i propri problemi agli altri.
Spesso tocca a noi dover intuire che quella che vediamo sul viso di una persona è una maschera ed è o, per meglio dire, sarebbe, in un mondo perfetto, nostro dovere aiutare la persona in questione a levarsela di dosso e ad aprirsi con noi, chiedendoci aiuto.
Troppo spesso, però, ahimè, noi intuiamo che la persona che ci troviamo di dosso ci sta presentando la propria maschera migliore, fosse anche solo la maschera di un sorriso, ma preferiamo far finta di niente.
Anche perché, per avvicinarci a una persona a tal punto da indurla a far cadere la propria maschera e ad aprirsi, ci vogliono tempo, impegno, pazienza e tatto, molto tatto e non è cosa da tutti saperlo fare.
Comunque, da domani, prendiamoci l'impegno di osservare le persone che incontriamo o anche solo incrociamo fugacemente per la strada; impariamo a notare anche i dettagli più minuti, il cosiddetto linguaggio del corpo: la camminata spedita a occhi bassi, il borbottio nervoso, gli occhi, se ci capita, guardiamo negli occhi le persone che incontriamo e osserviamo come sono, perché una persona potrà sorridere quanto vuole con la bocca ma se il sorriso non arriva a illuminarle il viso, ecco, questo è un ottimo indizio che quella sia una maschera.
Dobbiamo imparare, o reimparare, a prenderci a cuore le altre persone, non dobbiamo pensare "Va beh, se ha bisogno mi chiederà aiuto", perché molto spesso le persone che hanno più bisogno hanno anche la dignità e il pudore di non esternare questo loro bisogno; bisogno che, purtuttavia, esiste ed è, magari, anche urgente e grave.
Anche per oggi è tutto.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l'attenzione e a risentirci alla prossima occasione!
Buona fine pomeriggio e buona serata!
Con simpatia! 😊
Riccardo





mercoledì 14 gennaio 2026

Solidarietà contro voglia di primeggiare

Salve a tutte e tutti voi!



Ed anche per stasera è giunto il momento di condividere con voi una breve riflessione. Quest'oggi la riflessione prende il via, come già successo per altri post, da un video che mi è capitato di guardare nel pomeriggio, stavolta su Instagram.

Protagonista del video in questione era l'attore Pierfrancesco Favino il quale, intervistato, ha sottolineato un aspetto della società moderna, ossia la voglia, anzi oso dire la fame, la frenesia, di primeggiare, di essere dei vincenti.

Credendo che un vincente è solo ed unicamente colui che primeggia sempre e ad ogni costo sugli altri.

Favino sottolinea, in questo video intervista come, invece, nella nostra cultura sia parte fondante la solidarietà; la solidarietà fa parte del nostro imprinting, della nostra natura più profonda.

E anche il cinema, il grande cinema, questo tipo di personaggi ha ritratto, anche se a qualcuno questo non piace. Ha ritratto personaggi che non erano sempre dei vincenti, anzi spesso risultavano perdenti ma sapevano vivere pur da non vincenti, sapevano trarre, comunque, il meglio dalle loro vite.

In questi ultimi anni si va però sempre più diffondendo l'idea, la filosofia di vita, che bisogna, per forza, essere dei vincenti e per farlo bisogna, assolutamente, primeggiare; se non lo si fa non si è nessuno.

Dobbiamo, come ho invitato a fare in altri post, invertire il senso di marcia che abbiamo intrapreso; dobbiamo tornare a essere persone che se vedono qualcuno che ha bisogno non lo guardano male o con sospetto ma gli tendono una mano.

Perché a volte non servono chissà quali gesti epici; a volte da un piccolo gesto scaturiscono fiumi di bene.

Anche per questa sera è tutto!

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l'attenzione che mi avete nuovamente dedicato e a risentirci alla prossima occasione!

Buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo




martedì 13 gennaio 2026

La lezione di Jack London

Salve a tutte e tutti voi!



Anche oggi ci ritroviamo insieme per la riflessione quotidiana; in questo caso è una riflessione che affonda le proprie radici nella Letteratura, in particolare in quella americana.
Ieri, 12 gennaio, si sono ricordati i centocinquant'anni dalla nascita di Jack London, autore, tra gli altri, di "Zanna bianca" e de "Il richiamo della foresta".
L'opera sua sulla quale vorrei riflettere con voi stasera è, però, un'altra, ossia quella intitolata "Perché sono diventato socialista".
Dovete sapere che Jack London, nel corso della propria, purtroppo non molto lunga, anzi piuttosto breve, esistenza, ha passato un periodo a girare per l'America e non solo sui treni da clandestino, o, come si chiamavano ai tempi, da "Hobo", termine che deriva da "hoe-boy", vale a dire "bracciante" e stava a indicare i vagabondi che giravano, spesso su treni merci, per l'America in cerca di lavori stagionali.
Durante una di queste sue migrazioni venne arrestato e si trovò a condividere il destino da detenuto con un altro uomo.
Scrive Jack London di avere sempre vissuto con ben fissata in mente l'idea che un uomo che potesse definirsi tale doveva lavorare e che, solo coloro i quali avevano problemi fisici che li rendessero inabili al lavoro, non lavoravano.
>Tutti gli altri, come aveva sempre creduto, bastava che ne avessero la voglia e non avrebbero avuto difficoltà a lavorare.
Ebbene, durante il periodo di detenzione, il suo compagno di sventura, gli disse di essere rimasto senza lavoro.
Jack London lo descrive come un uomo alto, robusto e con una voglia di lavorare superiore alla sua; si chiese dunque e lo chiese al proprio compagno di prigionia, cosa gli avesse impedito di lavorare. Questi gli rispose che fino a qualche tempo prima lavorava ma poi, il proprio datore di lavoro, come si definisce oggi, lo aveva licenziato perché in esubero.
Questo portò l'ancor giovane Jack London a ricredersi, improvvisamente e dolorosamente, sulla filosofia del lavoro che aveva ritenuto valida fino a quel giorno, in quanto realizzò che non solo gli sfortunati o coloro o quanti soffrissero per un qualche genere di malattia invalidante o comunque inabilitante, erano esclusi dal mondo del lavoro ma vi erano anche casi nei quali, appunto, anche gente giovane, forte e con la voglia di lavorare, restasse senza lavoro.
Da quella rivelazione Jack London cominciò a sentire come molto vicini a sé i diseredati che incontrava per le strade.
Bene, anche per questo post in cui riflessioni e Letteratura si sono mischiate, temo non sempre in maniera lineare, è tutto!
Oggi più che mai devo un ringraziamento particolare a tutte e tutti voi per la pazienza e l'attenzione che mi avete dedicato.
Buona serata, buonanotte e a risentirci alla prossima occasione!
Con simpatia! 😊
Riccardo




lunedì 12 gennaio 2026

Divisi non si va da nessuna parte

Salve a tutte e tutti voi!



Anche questa sera ho il piacere di essere qui con voi per condividere una riflessione.

Siamo in un'epoca dalle mille sfaccettature e, ahimè, poche positive. Siamo nell'epoca della precarietà, non solo lavorativa, siamo nell'epoca dell'indebitamento sempre più crescente e siamo nell'epoca della frammentazione.

In che senso siamo nell'era della frammentazione, chiederete.

Ebbene, siamo nell'era della frammentazione in quanto, sempre più spesso, per motivi anche sciocchi realtà associative, unioni di persone anche di lungo corso finiscono alle ortiche.

Siamo nell'era della frammentazione perché non sappiamo più accettare una disparità di opinioni; non sappiamo più trovare un compromesso, una via di mezzo, niente.

Se qualcuno si permette di non essere d'accordo con la linea di condotta comune e ne propone un'altra questo basta perché da una realtà associativa ne nascano due e così via.

Non ci rendiamo conto che, non riuscendo a essere uniti, a restare uniti, ci sparpagliamo, ci frammentiamo e, di conseguenza, ci indeboliamo.

Per evitare questo basterebbe, oltre a rispolverare la nobile arte del compromesso, ricordare la frase che da il titolo a questo post: "Divisi non si va da nessuna parte".

Solo restando uniti si possono conseguire traguardi importanti e ottenere anche che qualcosa cambi, altrimenti, se ci frammentiamo, verremo ignorati e marginalizzati.

Impariamo a fare gruppo e a restare un gruppo, unito e coeso.

Bene, anche per questa sera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!

Buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo




domenica 11 gennaio 2026

E se fossero delle richieste d'aiuto?

Salve di nuovo a tutte e tutti voi!



Come ogni sera da qualche tempo eccomi di nuovo qui a condividere con voi alcune riflessioni. Oggi, ancora una volta voglio scandagliare scrupolosamente, no non le possibilità che forse ancora restano alla giustizia, come recita la citazione dal romanzo "Giustizia" di Friedrich Durrenmatt posto in apertura del romanzo breve "Una storia semplice" di Leonardo Sciascia, ma, bensì, il mondo dei social media.

Dovete sapere che, da qualche giorno, da qualche settimana in verità, ho ricominciato a frequentare TikTok.

Ebbene, su quel social, qualche giorno fa mi sono imbattuto in un trend, ossia un argomento di moda in un determinato periodo, che, fornendo ai partecipanti degli spunti iniziali, frasi lasciate col finale sospeso, invitano poi coloro che decidono di parteciparvi a completarle a piacere.

Spesso e volentieri quanti partecipano a questo genere di sfida, nei loro finali a piacere accennano a esperienze spesso dolorose.

A fronte di questo genere di frasi ci sono persone che commentano dicendo frasi del tipo: "Ma dai, non capite che non c'è niente di vero. È solo uno dei tanti trend di TikTok!"

Io posso anche essere portato a credere che in certi casi queste persone abbiano ragione, vi sono alcune di queste risposte che sembrano fatte col metodo del copia-incolla. 

In altri casi però, secondo me, non è così. In certe risposte si accenna a fatti troppo privati e delicati e quindi non mi sento di sposare la teoria che ho riportato poco fa del è tutto finto, non c'è nulla di vero, svegliatevi un po'.

In certi casi mi vien fatto di chiedermi: "E se, anziché essere parte della finzione fossimo di fronte a richieste di aiuto o di ascolto, quantomeno?

So benissimo che spesso si tende a vedere nei social media un mondo in cui il falso e l'inventato sono la regola; però, come ben sapete, per ogni regola vi è almeno un'eccezione e, secondo me, val la pena rischiare di interessarsi a quel tipo di vicende poi, citando uno dei miei film preferiti, vale a dire "I soliti sospetti", "Se è una diceria il vento se la porta via" ma se, invece, per una volta, non fosse una diceria ma ci trovassimo di fronte a una persona, spesso giovanissima, fragile e bisognosa di aiuto e ascolto?

Secondo me il rischio val la pena di essere corso.

Anche per stasera siamo giunti al termine.

Grazie infinite per l'attenzione e la pazienza che mi avete voluto dedicare!

A risentirci alla prossima occasione!

Buona serata a tutte e tutti voi!

Con simpatia! 😊

Riccardo




sabato 10 gennaio 2026

La forza dell'unione

Salve a tutte e tutti voi di nuovo!



Anche questa sera eccoci di nuovo insieme per qualche riflessione. In un mondo e una società che ci vogliono sempre più individualisti non dobbiamo mai dimenticare che non siamo a questo mondo per essere delle isole.

Siamo a questo mondo per essere parte della grande comunità delle persone e, in una comunità che si rispetti, ci si aiuta vicendevolmente.

Una comunità autentica è tale perché si prende cura di quelle persone che non ce la fanno o che fanno fatica a farcela.

Siamo al mondo per essere membri vivaci e attivi di una comunità perché solamente così possiamo riuscire a ottenere qualcosa di bello e importante.

Perché anche se siamo i migliori in assoluto da soli possiamo far poco; prendete un asso del calcio, ad esempio Roberto Baggio. Baggio era un genio del pallone ma se non fosse stato membro di una squadra avrebbe solamente potuto palleggiare nel giardino di casa e giocare a rimbalzello contro il muro.

Per stasera, con queste riflessioni casuali e caotiche, è tutto!

Grazie infinite, stasera più che mai, per l'attenzione e la pazienza che mi avete dedicato e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo




venerdì 9 gennaio 2026

Trovare tra la frenesia della vita ciò che frenesia non è

Salve a tutte e tutti voi!



Oggi, partendo dai versi dell'amico Giosuè Forleo voglio fare alcune brevi riflessioni sul nostro modo di vivere.

Innanzitutto i versi di Giosuè Forleo:

"Nella frenesia di ogni giorno, il tuo vivere ti sfugge, se solo tu aprissi gli occhi, vedresti la meraviglia che ti circonda. 

 La tua vita."

Questi versi descrivono quello che è il modo di vivere moderno, con tutta la frenesia e lo stress che ciò comporta.

Uno stile di vita imposto da questa società che procede a velocità inumane, governata da apparecchiature tecnologiche che ragionano a velocità insostenibili per la mente umana.

Una società dello stress che provoca, in un numero sempre maggiore di persona, una fatica di vivere, una fatica di reggere questi ritmi che, per lo stessa natura, come ho scritto poco fa, non sono compatibili con gli esseri umani.

Una società che spingendoci a questi limiti ci fa, sempre più, perdere di vista la meraviglia, le meraviglie, che la vita ancora ci offre; meraviglie delle quali possiamo godere solo tornando a vivere a ritmi più confacenti alla nostra natura di uomini e donne.

Per poterlo fare dovremmo, parafrasando una citazione famosissima di Italo Calvino, "Cercare nella frenesia della vita ciò che frenesia non è e darle spazio".

È una ricerca, questa, che costerà fatica, molta fatica ma è l'unico modo per riuscire a tornare a vivere ai nostri ritmi.

Prima di chiudere una novità: da oggi ogni giorno vi lascerò in conclusione di post, una canzone presa da YouTube che, a mio avviso, si ricollega a quello che è il tema delle riflessioni proposte. Inizio con la bellissima "Fragile" di Sting con un invito a tutti voi a non nascondere né rinnegare il vostro lato fragile perché è ciò che, più di ogni altra cosa vi rende, ci rende, umani. 

Anche per oggi è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata!

Con simpatia! 😊

Riccardo

 


giovedì 8 gennaio 2026

Ribaltare la narrazione d'odio

Salve a tutte e tutti di nuovo!



Stasera ci tengo in modo particolare a condividere con voi alcune riflessioni sul tema del linguaggio atto a creare, a dare vita, come dico nel titolo, a una narrazione d'odio.

Questo tranello come tanti altri oggigiorno ma non solo oggigiorno è frutto e figlio di una sottovalutazione iniziale; in questo caso una sottovalutazione circa l'uso di determinati termini e metafore, pensate e mirate a creare nella mente di chi le ascolta o le legge l'idea che una determinata categoria di persone sono nostre nemiche e per questo motivo non vanno conosciute o frequentate.

Come ogni linguaggio che si propone di imporre il proprio modo di vedere anche questo fa perno sulla volontà che i lettori e gli ascoltatori restino nell'ignoranza per nulla beata, anzi nell'ignoranza beota, di chi siano i soggetti appartenenti alla categoria additata come meritevole unicamente del nostro odio.

Eh già, perché, come sempre succede, la paura, anche in questo caso, nasce dalla non conoscenza, vale a dire dall'ignoranza di chi siano gli individui che ci viene chiesto di odiare; mentre invece, se noi, contravvenendo ai desiderata dei creatori di mostri, ci sforziamo di conoscere come stanno davvero le cose, chi siano quei tanto spaventosi, per certa gente, soggetti ecco che, come per incanto, la narrazione d'odio viene non solo a cadere ma si ribalta completamente dando spazio all'apertura verso l'altro e alla vicinanza solidale.

Quindi, in conclusione, stiamo attenti, stiamo molto ben attenti, alle trappole che, di quando in quando, incontriamo lungo il cammino; riconosciamole, evitiamole e ribaltiamo la narrazione che si prefiggono di portare avanti.

Anche per oggi è tutto. 

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata!

Con simpatia! 😊

Riccardo

Convincere le persone

Salve a tutte e tutti voi! Anche questa sera sono qui con voi per condividere una nuova riflessione. Oggi la mia riflessione vi svelerà una ...