Salve di nuovo a tutte e tutti voi!
Come ogni sera da qualche tempo eccomi di nuovo qui a condividere con voi alcune riflessioni. Oggi, ancora una volta voglio scandagliare scrupolosamente, no non le possibilità che forse ancora restano alla giustizia, come recita la citazione dal romanzo "Giustizia" di Friedrich Durrenmatt posto in apertura del romanzo breve "Una storia semplice" di Leonardo Sciascia, ma, bensì, il mondo dei social media.
Dovete sapere che, da qualche giorno, da qualche settimana in verità, ho ricominciato a frequentare TikTok.
Ebbene, su quel social, qualche giorno fa mi sono imbattuto in un trend, ossia un argomento di moda in un determinato periodo, che, fornendo ai partecipanti degli spunti iniziali, frasi lasciate col finale sospeso, invitano poi coloro che decidono di parteciparvi a completarle a piacere.
Spesso e volentieri quanti partecipano a questo genere di sfida, nei loro finali a piacere accennano a esperienze spesso dolorose.
A fronte di questo genere di frasi ci sono persone che commentano dicendo frasi del tipo: "Ma dai, non capite che non c'è niente di vero. È solo uno dei tanti trend di TikTok!"
Io posso anche essere portato a credere che in certi casi queste persone abbiano ragione, vi sono alcune di queste risposte che sembrano fatte col metodo del copia-incolla.
In altri casi però, secondo me, non è così. In certe risposte si accenna a fatti troppo privati e delicati e quindi non mi sento di sposare la teoria che ho riportato poco fa del è tutto finto, non c'è nulla di vero, svegliatevi un po'.
In certi casi mi vien fatto di chiedermi: "E se, anziché essere parte della finzione fossimo di fronte a richieste di aiuto o di ascolto, quantomeno?
So benissimo che spesso si tende a vedere nei social media un mondo in cui il falso e l'inventato sono la regola; però, come ben sapete, per ogni regola vi è almeno un'eccezione e, secondo me, val la pena rischiare di interessarsi a quel tipo di vicende poi, citando uno dei miei film preferiti, vale a dire "I soliti sospetti", "Se è una diceria il vento se la porta via" ma se, invece, per una volta, non fosse una diceria ma ci trovassimo di fronte a una persona, spesso giovanissima, fragile e bisognosa di aiuto e ascolto?
Secondo me il rischio val la pena di essere corso.
Anche per stasera siamo giunti al termine.
Grazie infinite per l'attenzione e la pazienza che mi avete voluto dedicare!
A risentirci alla prossima occasione!
Buona serata a tutte e tutti voi!
Con simpatia! 😊
Riccardo
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