mercoledì 29 aprile 2026

Lo spazio di manovra

Salve a tutte e tutti  voi!



Anche questa sera ci ritroviamo assieme per una nuova riflessione in compagnia.

Il titolo sembra strano a prima vista ma vi garantisco che il suo senso vi risulterà perfettamente chiaro anche prima che io abbia finito di scrivere.

 Il nostro istruttore ci ha raccomandato, nel caso in cui ci fossimo trovati a dover prestare soccorso, due cose: la prima e la più importante è stata "Chiedete a qualcuno presente sul posto di avver3ire il 112 (il nuovo numero di pronto intervento che ha sostituito il 118)".

La seconda raccomandazione è stata quella di accertarci che ci sia sufficiente spazio per operare in tutta sicurezza.

Lì per lì queste raccomandazioni, specie la seconda, sono sembrate, ad alcuni di noi corsisti, delle perdite di tempo.

Il nostro istruttore ci ha però spiegato che, nel caso in cui noi non si riesca a intervenire efficacemente e ci sia quindi bisogno che intervengano i sanitari professionisti, c'è bisogno che loro riescano, prima di tutto, ad  alla zona con i mezzi e, in secondo luogo, che abbiano sufficiente spazio per intervenire in tutta sicurezza.

Detto in poche parole, c'è bisogno che, loro ma anche noi, si abbia a disposizione un adeguato spazio di manovra. 

Ora, cambiando argomento, mi è tornato in mente, in questi giorni che c'è un altro tipo di spazio di manovra che, specie quando si è giovani, si tende a trascurare, ossia quello che ci può fornire e ci fornisce l'istruzione a livello universitario.

L'errore comune che spesso si fa è quello di considerare l'Università solamente come un di più un qualcosa che se c'è bene altrimenti, beh, amen.

Questo, come ho detto, è un errore ed è un errore del quale ci si rende conto col tempo quando, magari passata una certa età, ci si trova a doversi cercare un altro lavoro perché il lavoro precedente, per una serie di possibili ragioni, viene meno.

Ecco, in questi casi, specialmente in questi casi, aver trascurato di arricchire, specie avendone avuta la possibilità, il proprio bagaglio culturale, ci si rende conto di quanto, invece, averlo fatto ci avrebbe garantito un maggior spazio di manovra nel momento di dover tornare a guardarci attorno in ambito lavorativo.

Quindi, anche se possiamo essere tentati di pensare che se abbiamo l'occasione di lavorare vale la pena coglierla anche a costo di abbandonare gli studi, beh, il mio consiglio, consiglio di uno che questa scelta ha fatto, è di non farlo; di continuare gli studi svolgendo, magari, al limite, dei piccoli lavoretti, che non pregiudichino però la prosecuzione degli studi.

Potrebbe non verificarsi mai l'occasione di doversi riciclare lavorativamente, nel qual caso il bagaglio culturale accumulato non sarà certo un peso; se però capiterà si potrà godere, come ho scritto sopra, di uno spazio di manovra più ampio.

Anche per questa sera siamo giunti al termine.

Grazie infinite per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


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