sabato 28 febbraio 2026

Statistiche delle soddisfazioni

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera è giunta l'ora di ritrovarci per la nostra consueta riflessione.

Questa sera la mia riflessione verterà su questo blog.

Sono ormai mesi che l'ho aperto e che vi scrivo ogni sera; inizialmente avrebbe dovuto essere la casa di storie che avessero a che fare con la solidarietà, anche perché nel mio innato ottimismo pensavo che la raccolta fondi avrebbe avuto se non fortuna al 100% che avrebbe almeno funzionicchiato, come disse un medico a proposito dei vaccini contro il COVID. 

Poi la realtà, una realtà che, comunque, avevo preso in considerazione le cose sono andate diversamente e va beh, così è la vita.

Comunque, col tempo, ho deciso di abbandonare la vena mono tematica e di dare a questo blog una veste un  po' più arlecchinesca, trattando di vari argomenti.

Devo ammettere, tra l'altro, che questo svariare tra i temi ha portato i propri frutti, dal momento che le statistiche delle visite mi hanno ripagato con alcune belle soddisfazioni.

Certo, quanti sono abituati a gestire blog con decine, se non centinaia, di visualizzazioni per ogni post sorrideranno o rideranno sguaiatamente delle mie di visualizzazioni, che, finora, hanno avuto un picco di 24-25 e una media generale, a spanne, di una decina, visita più visita meno però per me, vedere che i miei post ondivaghi vengono letti, anche solo da poche persone sono soddisfazioni; certo quando vedo il contatore fermarsi sotto le 5 visualizzazioni non è che faccia proprio la danza di Snoopy ma comunque non perdo il sonno; semplicemente il giorno dopo cambio tema e sto a vedere e solitamente questo mi ripaga con delle visualizzazioni maggiori.

Ma ora basta così.

Per questa sera di sbrodolamenti personali siamo giunti al termine.

Grazie infinite, stasera più che mai, a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata (per quel che ne resta) e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo

venerdì 27 febbraio 2026

I trucchi del marketing

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera è giunta l'ora, anche passata da un po' per via (anche) di alcuni inconvenienti tecnici, il bello della tecnologia, della nostra riflessione in compagnia.

Questa sera analizzeremo o, per meglio dire, cominceremo a farlo alcune tecniche sottili del marketing che sembrano aver preso alla lettera il verso della canzone di Luca Carboni "La mia città", che recita: "chi per poterti fregare ha imparato a studiare".

Intendiamoci, in questo caso si tratta di fregature per modo di dire però mi sembra ben calzante quel verso di Luca Carboni anche perché queste tecniche, o meglio la tecnica è una e le altre sono sue, sottilissime, applicazioni.

La tecnica della quale parleremo, anche se solo come introduzione, mi riprometto di tornarci in futuro infatti, va sotto il nome di neuromarketing.

Il neuromarketing è una tecnica che applica le neuroscienze al marketing allo scopo di studiare le risposte inconsce, emotive e cognitive dei consumatori agli stimoli di marca, prodotto e pubblicità.

Una volta studiate queste reazioni, applica degli accorgimenti allo scopo di influenzare noi consumatori.

E, devo dire, che questi accorgimenti funzionano egregiamente.

La sottile persuasione messa in atto dal neuromarketing viaggia facendo leva su tre tipi di stimoli  principali: gli stimoli visivi, gli stimoli sonori e gli stimoli sollecitati dallo storytelling o narrazione.

Gli stimoli visivi vengono attuati curando, soprattutto il design visivo di una pagina di vendita, di un dato annuncio o di un sito web, allo scopo di influenzare le percezioni e le decisioni del consumatore. Questo viene attuato, ad esempio, per mezzo di una scelta oculata dei colori: i colori caldi (rosso e arancione) stimolano nel consumatore un senso di urgenza e di eccitazione; al contrario la scelta di colori freddi, (blu e verde, ad esempio), stimolerà sentimenti di fiducia e calma.

La composizione visiva, in contrasto tra gli elementi e l'equilibrio tra le informazioni sono cruciali per garantire che gli elementi più importanti (inviti all'azione, offerte speciali) , siano evidenziati in modo efficace.

Gli stimoli sonori sono messi in atto, per così dire, scegliendo il tipo di musica da inserire, ad esempio, in un sito internet, così da creare un'atmosfera emotiva in grado di influenzare il comportamento del consumatore; la scelta di suoni piacevoli e calmanti induce una sensazione di comfort e sicurezza; la scelta, al contrario, di suoni frenetici e dinamici, induce un senso di urgenza e di eccitazione. La scelta del sottofondo musicale può incidere sul tempo trascorso su un sito web o una app dei acquisti ma anche influenzare la volontà del consumatore di completare un ordine d'acquisto.

Lo storytelling o narrazione è una tecnica che unendo stimoli visivi e sonori arriva a creare una storia avvincente e coinvolgente, in grado di stabilire una connessione profonda con il consumatore di turno aumentando di conseguenza la probabilità di conversione, processo in grado di trasformare semplici navigatori di un sito web in potenziali clienti. La combinazione tra una narrazione efficace e opportuni stimoli visivi può generare nel consumatore una risposta emotiva forte e duratura.

Per questa prima puntata della blog-serie "Quello che non sapevate sulle tecniche di persuasione digitale" è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo

giovedì 26 febbraio 2026

Vite al limite

Salve a tutte e tutti voi!




Anche stasera ci ritroviamo per una nuova riflessione.

Stavolta l'argomento di questo nostro incontro è uno dei più sentiti se non il più sentito: la scarsità, per non dire la mancanza, di possibilità di impiego.

Ebbene, la penuria di lavoro qui da noi in Italia non è certo un argomento sconosciuto né è una situazione solo recente.

Il guaio, l'aspetto preoccupante che sto notando sempre più spesso anche se non sembra destare più di tanto scalpore, sono le alternative che, sempre più spesso vengono propagandate, a volte anche utilizzando volti di personaggi noti della televisione.

Queste alternative sono giochi, applicazioni di giochi, che promettono grossi guadagni a fronte, cose viene detto, di una spesa esigua.

A parte il fatto che la spesa, se si vogliono vincere le cifre che vengono mostrate, non sarà per niente esigua ma poi, numero uno, non è possibile proporre soluzioni simili a gente che avrebbe bisogno di un lavoro, lavoro che non è solo questione di guadagno ma anche e soprattutto di dignità personale; numero due, proporre simili alternative e in alcuni casi lo spot che reclamizza certi giochi recita proprio "è la soluzione ideale per chi non ha ancora un lavoro" e menomale che compare, bontà loro, quel "ancora".

A queste due ragioni ne aggiungo una terza, ossia, che è un bel controsenso, anzi un assurdo, che circolino di queste pubblicità di veri e propri giochi d'azzardo in un paese com'è il nostro nel quale la piaga della ludopatia ha già mietuto e continua a mietere un numero cospicuo di vittime.

E nessuno si scandalizza, nessuno fa nulla per porre un  a questo stato di cose.

Proprio non capisco cosa debba succedere perché chi può intervenire intervenga.

Per stasera è tutto ma mi riprometto di tornare su questo argomento in futuro.

Per il momento grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊 

Riccardo

mercoledì 25 febbraio 2026

Impegnarsi e sperare

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera eccoci qui per una nuova riflessione serale in compagnia.

Stasera la riflessione verterà sull'impegno nel far le cose.

Quando ci si cimenta in qualcosa, qualsiasi cosa, che sia un progetto di ampio respiro o una cosa di relativamente poco conto, dico relativamente perché, in realtà, non vi sono cose di poco conto in quanto per chi le fa, per chi ci si impegna con tutte le forze, non sono certo di poco conto; quando ci si cimenta in qualcosa è giusto e doveroso metterci tutto l'impegno di cui siamo capaci.

È giusto metterci sempre tutti noi stessi in ciò che facciamo sapendo che più di così non possiamo fare; che più di così non ci è umanamente possibile fare.

Quello che, però, ci vorrebbe, che sarebbe giusto ci fosse, è un riscontro da parte di chi vede ciò che abbiamo fatto.

Questo perché, se anche noi si può essere comunque soddisfatti del nostro impegno e del risultato che tanto impegno ha dato, però ciò che facciamo ha lo scopo di portare risultati e per questo ci vuole anche che gli altri ci mettano almeno un po' del loro.

Altrimenti si rischia che, se i risultati sono al di sotto di quelli sperati, chi si è dato tanto da fare ne resti deluso e amareggiato.

Perché un progetto, per poter portare frutti, una volta che diventa realtà ha bisogno che altri si uniscano a quel progetto affinché questo porti frutti, altrimenti si rischia che tutto l'impegno e la dedizione finiscano in nulla.

Anche per questa sera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo

martedì 24 febbraio 2026

Le dediche sui libri

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera ci ritroviamo per una nuova riflessione.

La riflessione di oggi mi è stata suggerita da un libro che ho preso nel pomeriggio di oggi presso una delle "piccole librerie gratuite", questo il loro nome tecnico per così dire ma io preferisco chiamarle bibliotechine, cioè piccole biblioteche per il loro essere luoghi nei quali si possono prendere e portare libri liberamente.

Il libro in questione è "Rimini" di Pier Vittorio Tondelli.

Quando l'ho aperto per leggere la trama essendosi aperto un po' più avanti ho potuto vedere una dedica scritta a penna datata 19-6-1985. 

Non la riporterò, un po' per una questione di riservatezza più che doverosa e un po' perché non è questa dedica in sé l'argomento del nostro post di stasera ma, più in generale, l'abitudine, diffusa soprattutto in passato ma che ancora qualcuno porta avanti, di mettere una dedica sui libri che si regalavano e si regalano.

Si tratta di una cosa che ho fatto anch'io anche se, lo confesso, mi mette un po' a disagio, non perché non mi piaccia dedicare i libri che regalo ma per una questione di (scarsa) calligrafia.

Avendo infatti una scrittura altalenante tra il leggibile e l'illeggibile, a seconda dei giorni, ho sempre paura che le mie dediche risultino illeggibili per il destinatario o la destinataria di turno.

Sia come sia, le dediche su di un libro, in un libro com'è forse più corretto dire, le ritengo non solo un'usanza o abitudine molto bella e dolce ma, a mio parere valgono più di un bel pacchetto.

Sono piccoli gesti che rendono più personale un libro regalato; gesti che per chi li riceve possono fare, anzi fanno, la differenza perché danno proprio il senso dell'amore e della cura che ci sono in quel particolare regalo.

E voi che ne pensate? Siete anche voi persone che amano scrivere le dediche nei libri che regalano?

Fatemelo sapere nei commenti, se vi va.

Anche per stasera siamo giunti al termine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


lunedì 23 febbraio 2026

Qualcosa di bello sta cominciando a bollire in pentola

Salve a tutte e tutti voi!



In questa nostra riflessione serale vi comincerò ad accennare a qualcosa di veramente importante che, nel pomeriggio di oggi, ha cominciato a delinearsi.

Sicuramente ricorderete il mio progetto solidale, che ha poi dato vita alla raccolta fondi su Gofundme, vero?

Ebbene, questo qualcosa di importante che ha cominciato a delinearsi nel pomeriggio di oggi ha a che fare proprio con questo progetto.

Preparatevi a salire a bordo di una nave che, con il vostro fondamentale aiuto, potrà arrivare lontano, molto, molto, molto lontano.

Più saremo e meglio sarà quindi, se vi capita e vi fa piacere farlo, cominciate a far girare la voce attraverso i vostri canali social tra i vostri conoscenti.

Sarà importante, anzi, oso dire che sarà fondamentale, essere i più numerosi possibili.

Non temete,  non mancherò di aggiornarvi passo, passo da oggi in avanti.

Per il momento vi basti sapere che faremo grandi cose assieme.

E non temete né fatevi problemi di alcun tipo ma ricordatevi sempre che un gesto, anche piccolo alla volta può fare la differenza!

Per stasera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


domenica 22 febbraio 2026

Il nudge o paternalismo libertario

Salve a tutte e tutti voi!



In questa nostra riflessione domenicale voglio iniziare a prendere in esame un tema nel quale mi sono imbattuto ieri sera (e che ho subito abbandonato in quanto voglio farmi prima un'idea precisa su cosa sia con esattezza) mentre leggevo "Pop Economy" di Luciano Canova.

Questo tema è quello del nudge, termine non traducibile o quantomeno non traducibile con un termine esatto, in italiano, che può essere reso con il concetto di architettura delle scelte.

In inglese il termine indica l'atto di farsi notare dagli altri dando una piccola gomitata.

I due economisti statunitensi che hanno elaborato la teoria del nudge lo hanno anche chiamato o, per meglio dire, definito come paternalismo libertario, una tecnica che unisce l'intento di aiutare gli individui, i quali, secondo i due "padri" di nudge, sono spesso indotti a prendere "decisioni irrazionali e poco lungimiranti", salvaguardando però la loro libertà di scelta.

Questa tecnica prevede, ad esempio, che, nelle mense, frutta e verdura vengano poste all'altezza degli occhi delle persone così che queste sia spinte gentilmente (il nudge può essere inteso anche come spinta gentile) a consumare cibo più sano.

Questa tecnica, da quello che ho dedotto io, anche se posso sbagliarmi, è adottata anche all'interno dei supermercati, nei quali i primi reparti che si incontrano entrando sono proprio quelli di frutta e verdura.

Come ho detto non intendo certo esaurire il nostro viaggio nel mondo del nudge questa sera, comunque voglio, fin da subito, esprimere un mio dubbio circa questa tecnica; dubbio che magari mi si chiarirà approfondendo l'argomento.

Questo dubbio è legato proprio al concetto paradossale di paternalismo libertario, in special modo in merito alla prima parte, quella che fa riferimento al lato paternalistico.

Posso ammettere che a volte, spesso se preferite, le persone siano portate a prendere decisioni irrazionali, non salutari o sbagliate però non credo che l'approccio paternalistico sia il migliore per insegnar loro a prendere decisioni più consapevoli.

Io sono, infatti, convinto che, anche in questo caso, l'insegnamento e il far loro apprendere una cultura in fatto di decisioni oculate e consapevoli sarebbe molto più costruttiva oltre che rispettosa.

In fondo le persone non sono bambini piccoli coi quali un atteggiamento paternalistico può dare i propri frutti e spesso è così; qui si parla di persone, spesso adulte o comunque che già da tempo hanno raggiunto l'età della ragione con le quali un atteggiamento che si imperni sul paternalismo, pur se rispettoso della loro libertà di scelta, potrebbe avere, anzi secondo me avrebbe, allorquando queste si rendessero conto di essere guidate e trattate da bambini, l'effetto esattamente opposto a quello desiderato.

Quindi più che spinte per quanto gentili è preferibile, in questo caso, a mio modo di vedere, un insegnamento che faccia apprendere la cultura del buon decidere.

Per questa sera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


sabato 21 febbraio 2026

Errori di sottovalutazione

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera ci ritroviamo di nuovo assieme per una nuova riflessione e anche stasera il nostro incontro avrà come protagonista il variegato e complesso, molto più complesso di quanto noi non si sia portati a pensare, mondo della Rete e, in particolare, dei social media.

Cosa induce la gente a gestire male le proprie attività social, secondo voi?

A mio parere ciò è dovuto all'ignoranza, sia ignoranza circa l'uso di certi strumenti sia, forse ancora più grave, della considerazione che viene data a questi strumenti.

Chi di noi, parlando di social, di piazze virtuali, non è mai stato quanto meno tentato di considerarli cose da ragazzi se non da ragazzini; di relegarli a un rango di poco, pochissimo, superiore ai giochi?

Confessatelo liberamente, l'ho fatto anch'io agli inizi.

A farmi cambiare idea, più di venticinque anni fa, anzi, se ben ricordo ancora sul finire del secolo scorso, è stata una trasmissione radiofonica, trasmissione che andava in onda su Rai RadioUno ed era condotta all'epoca da Oliviero Beha.

In una puntata di quella interessante e istruttiva trasmissione il padre di un ragazzo lamentava il fatto che il figlio si fosse visto negare un impiego perché il principale era andato a controllare anche il profilo Facebook del figlio, profilo che il ragazzo aveva indicato sul curriculum vitae che aveva inviato all'azienda in questione.

Il principale aveva guardato il profilo e da quello che vi aveva osservato aveva scartato la candidatura di quel ragazzo perché non lo aveva ritenuto adatto al posto che avrebbe dovuto ricoprire.

Il padre lamentava che una tale, importante, decisione fosse stata presa solo in base a un profilo Facebook, forse dando per scontato che tutti sui propri profili Facebook postassero fotografie di feste e così via.

Anzi, mi pare si fosse proprio espresso in tal senso ma Oliviero Beha gli aveva fatto presente che, ormai, a far testo per possibili assunzioni erano anche i profili sui social network aggiungendo che il figlio, sapendo che quanto indicato sul curriculum vitae sarebbe stato controllato non avrebbe dovuto indicare il proprio profilo Facebook sapendo di avervi postato solo fotografie di vacanze, feste, uscite con amici e così via.

Ecco, come in questo caso, molti, troppi, di noi tendiamo a sottovalutare l'importanza, reale ed effettiva, di strumenti quali i social network e così li usiamo male, con superficialità e non considerando le possibili conseguenze che un loro utilizzo alla leggera potrebbe avere.

Quindi, dato che ormai sono molti i manuali che spiegano cosa sono e com'è giusto e doveroso utilizzarli, suggerirei a tutti voi e a me, in primis, di studiare approfonditamente questo genere di strumenti prima di utilizzarli; anche se ormai ci siamo dentro, magari da molti anni come me, non è mai troppo tardi per diventare utenti più consapevoli.

Anche per questa sera siamo giunti al termine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


venerdì 20 febbraio 2026

Profilazione e come difendersi

Salve a tutte e tutti voi!


Nella nostra riflessione di stasera voglio approfondire con voi un aspetto che ci riguarda tutti in quanto navigatori della Rete: la profilazione.
Ci troviamo tutti soggetti, in ogni campo, a ben riflettere anche al di fuori della mondo virtuale, al processo della profilazione.
Stasera, con voi, mi limiterò solamente a quella che riguarda la Rete altrimenti il discorso si espanderebbe troppo.
Pensate, ad esempio, ai social network.
Quante ore trascorriamo al giorno sui social network?
Avete mai pensato a quante informazioni vi lasciamo, che noi ne siamo consci o meno?
Eh già, infatti i social network non ci profilano solamente in base alle informazioni che gli forniamo noi, durante la registrazione e gli aggiornamenti successivi.
I social o, per meglio dire, gli algoritmi che li gestiscono, su di noi raccolgono informazioni anche in base ai nostri comportamenti: in base ai post, ai reels e ai video, che guardiamo mentre siamo lì, in base alle nostre reazioni a quei contenuti, ai commenti lasciati, ai post pubblicati e così via.
La soluzione per proteggerci da questo fenomeno, per così dire è fare uso di quello che il Professor Umberto Galimberti ha definito come il vero senso del pudore, ossia il non esporci non solo e non tanto il nostro corpo ma i nostri pensieri più intimi e privati.
Dobbiamo imparare o imparare di nuovo un po' di sana riservatezza, anche perché per gli algoritmi ci sono solo dati da esaminare ed elaborare; solo noi sappiamo quali dati sono privati e ancor di più sensibili e, di conseguenza, quali è meglio, anzi doveroso, tenere per noi.
Magari non eviteremo del tutto di essere profilati, questo no, ma lo saremo solo per dettagli ininfluenti.
Anche per questa sera è tutto.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo

giovedì 19 febbraio 2026

Trovare un obiettivo da raggiungere

Salve a tutte e tutti voi!



Questa sera nella nostra riflessione affronteremo o, quantomeno, cominceremo ad affrontare un'altra della problematiche che dovrò affrontare per rendere più funzionale e raccogliente ossia, nelle mie intenzioni, più appetibile alla raccolta di offerte, la mia campagna di raccolta fondi.

Sì, perché mi sono reso conto che a impallare la mia raccolta fondi, oltre probabilmente a una comunicazione non proprio ai massimi livelli c'è anche il fatto di non aver fornito ai donatori un obiettivo preciso che voglio raggiungere.

Sì, è vero, dico di voler aiutare chi ha più bisogno ed è ciò che, già in privato faccio ma mi sto rendendo conto che molto probabilmente per chi, non conoscendomi, vede per la prima volta la mia raccolta fondi su Gofundme questo obbiettivo possa apparire un po' troppo generico.

Da qui il mio impegno, in questo periodo, a rendere meno vago e fumoso anche questo aspetto della mia campagna su Gofundme.

Il guaio, guaio si fa per dire naturalmente, è che quando ho avviato la campagna di raccolta fondi su Gofundme io già avevo intrapreso il mio progetto e i soldi che mi ero prefisso e tuttora mi prefiggo di raccogliere servono a far partecipare più persone al mio progetto solidale.

Anche questo, il fatto cioè di aver lasciato intendere che il progetto era già attivo e che sarebbe comunque continuato, non ha giovato alla raccolta fondi e sarà bene che sistemi anche questo punto.

D'altronde sono ben conscio di dover lavorare ancora molto attorno a vari punti inerenti la raccolta fondi di Gofundme e tutto il progetto nel suo complesso.

Come ho già detto ieri, so benissimo che sarà un lavoro lungo e non facile, tutt'altro ma la cosa non mi spaventa, anche perché è un progetto a cui tengo tantissimo e che voglio possa avere successo.

Fatemi gli auguri!

Anche per stasera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


mercoledì 18 febbraio 2026

Scrivere per poter comunicare

Salve a tutte e tutti voi!



Questa sera, questa nostra riflessione avrà come temi centrali la scrittura e la comunicazione.

La scrittura, lo scrivere, è una delle prime, fondamentali, capacità che acquisiamo a scuola.

Ma saper scrivere è sufficiente per poter comunicare al meglio?

No, non è una domanda pirandelliana. 

Non voglio intendere, come Pirandello fa dire al padre nei suoi "Sei personaggi in cerca d'autore": "Ma come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch'io dico metto il senso e il valore delle cose che sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com'egli l'ha dentro?"

No, dicevo, la mia domanda non ha questa intenzione.

È, piuttosto, una domanda semplicemente "tecnica" per così dire, ossia, voglio intendere, se il saper scrivere "in buon italiano" è sufficiente, lo è sempre, per comunicare in tutti gli ambiti e i contesti della vita quotidiana.

A tutta prima, credo, si sarebbe portati a rispondere di sì.

D'altronde l'italiano è uno e uno soltanto, o no?

Beh, sì e no in realtà.

Ovvero, l'italiano in quanto lingua è uno, d'accordo, però l'italiano che utilizziamo quando scriviamo un testo privato, che so una pagina di diario, non è né potrà mai essere lo stesso che utilizzeremo scrivendo, invece, un testo destinato alla lettura da parte di altre persone.

E ancora, l'italiano che utilizziamo per scrivere le didascalie ai nostri post privati sui social media non sarà lo stesso che utilizzeremo per scrivere un post destinato a pubblicizzare ad esempio un libro che abbiamo letto e che ci è particolarmente piaciuto o per presentare, ad esempio, una raccolta fondi che ci sta a cuore.

Quindi, come potete vedere, una sola lingua può avere, anzi ha, infinite sfaccettature e adattamenti in base ai vari contesti nei quali viene utilizzata.

Ed è questo l'impegno più importante al quale mi sto dedicando in questo periodo: quello, cioè, di riuscire a trovare il modo giusto, le parole giuste, per presentare sia il mio progetto solidale che la raccolta fondi che vi è collegata.

So già che non sarà un compito facile ma intendo mettermici d'impegno in quanto questo progetto solidale mi sta particolarmente a cuore, come ho avuto modo di dirvi in svariati altri post su questo blog.

Vi terrò aggiornati sugli sviluppi di questo mio impegno.

Per stasera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊


martedì 17 febbraio 2026

Un sogno realizzato che ne aiuta altri

Salve s tutte e tutti voi!


Anche stasera vi parlerò, in questo nostro nuovo incontro di riflessioni sparse e variegate, della mia nuova idea per portare fondi al mio progetto solidale.
Della cosa ho cominciato a parlarvi nel post di ieri sera nel quale vi ho parlato del mio quaderno poetico e nel quale trovate anche, sparsi in giro per il post i link per l'acquisto.
Stasera vi voglio spiegare meglio il motivo per il quale ho deciso di aggregare anche il mio "Considerazioni a rime sparse" alle fonti di finanziamento del progetto solidale.
A dirla tutta il perché, almeno uno dei perché, il principale tra questi, risulta piuttosto evidente, credo.
È, infatti, legato al fatto che dal quaderno poetico io riesco a guadagnare un importo maggiore che mi consente, quindi, di destinare un importo maggiore al progetto.
Poi, se devo dirla tutta, era un po' di tempo che mi dicevo che avrei voluto destinare parte dei diritti d'autore del mio quaderno poetico a un'opera di bene.
Questo perché, per me, il quaderno poetico ha rappresentato la realizzazione di un sogno e mi pareva e tuttora mi pare giusto che io aiuti altri sogni, più grandi e importanti.






Quindi, come vi invitavo a fare già ieri sera, se vi va, se vi fa piacere, date un'occasione al mio quaderno poetico e fare anche un gesto di solidarietà nei confronti di gente che ha davvero bisogno.
Grazie sin da ora per la vostra generosità.
Il mio quaderno poetico lo potete trovare in vendita su Amazon.it inserendo nella casella di ricerca, in alternativa, o "Riccardo Mainetti", poi lo trovate tra i primi libri che compaiono, oppure direttamente il titolo del quaderno poetico, ossia "Considerazioni a rime sparse".
Non mancate anche di far girare la voce.
Grazie ancora di vero cuore!
Anche per oggi abbiamo finito.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo




lunedì 16 febbraio 2026

Considerazioni a fin di bene

Salve a tutte e  tutti voi!



Questa sera le nostre saranno riflessioni a cavallo tra la solidarietà, la narrativa e la poesia.

Infatti, forse non lo sapete, a meno che non siamo frequentatori e lettori del mio altro blog a tema editoriale, ma oltre al racconto in formato ebook, grazie all'immenso lavoro della bravissima Monica Pasero, sul finire del 2024 ho dato alle stampe, il mio primo quaderno poetico intitolato "Considerazioni a rime sparse".

Si tratta di un progetto che, superbamente realizzato dalla bravissima Monica Pasero, racchiude alcune delle mie poesie; si tratta di poesie a rime (molto) sciolte (quando ci sono) nel quale ho riversato alcune mie considerazioni su di tutto un po'.

Cosa c'entra il mio quaderno poetico con la solidarietà?

Beh, in realtà c'entra e non solo da oggi dato che parte dei diritti d'autore sono serviti a finanziare i primi passi del mio progetto di solidarietà.

Fino ad oggi, però, si trattava di qualcosa di personale e non espressamente dichiarato.


Oggi mi sono deciso a rompere gli indugi, come dicono quelli che parlano bene, e, grazie a ChatGpt, indispensabile aiuto quando si tratta di lavori che prevedono un lato grafico, dal momento che io e la grafica, in ogni suo aspetto e in ogni sua versione, non siamo mai andati molto d'accordo, ho realizzato una cartolina pubblicitaria, tra l'altro molto in tema con la primavera all'arrivo della quale ormai non manca più moltissimo, allo scopo di rilanciare questo mio quaderno poetico.

Questo perché ho deciso, ufficialmente di devolvere, per ogni copia che vorrete acquistare, 2 € dei diritti d'autore che guadagno, al mio progetto solidale.

Quindi, se vi va, date un'opportunità al mio quaderno poetico; vi regalerete, così, alcune ore di piacevole lettura e farete anche un gesto solidale per le persone che hanno davvero bisogno.

Bene, anche per stasera siamo giunti al termine.

A me non resta altro da fare se no ringraziare infinitamente tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e darvi l'arrivederci e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo



domenica 15 febbraio 2026

Accendiamo una luce

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera torno tra voi per una riflessione e un invito.

Come sapete bene, molto bene, da qualche tempo bazzico sulla piattaforma di Gofundme per via della mia raccolta fondi solidale.



Beh, questa sera vi invito a donare ma non per me bensì per un uomo che ha avviato una raccolta fondi in quanto vive sommerso dai debiti, da grossi, ingentissimi, debiti, come scoprirete andando sulla sua raccolta fondi.

Non so se voi abbiate mai sperimentato questa sensazione di trovarvi in un vicolo, cieco e buio, immersi nelle tenebre della paura di non riuscire a risollevarvi da una situazione debitoria opprimente, vi auguro di no perché è una sensazione tremenda.

Io l'ho sperimentata, non ai livelli del nostro nuovo amico fortunatamente ma ho provato quel senso di incertezza e paura di non riuscire a uscire da una situazione complicata.

Fortunatamente per me ho sempre avuto delle riserve che mi hanno permesso di riuscire a riemergere ma capisco benissimo come possa sentirsi quest'uomo.

Tra l'altro un uomo che ha deciso di affidarsi alla generosità altrui per uscire dalla situazione debitoria in cui si trova, solo come ultima ratio come dicevano i Latini.

Quindi aiutiamolo tutti!

Come dice lui stesso, basta davvero pochissimo per regalargli una luce che infranga le tenebre nelle quali ad oggi si trova immerso.

Aiutiamolo perché queste non sono situazioni che si può credere non toccheranno anche a noi; basta davvero un niente per ritrovarsi sommersi di debiti, davvero basta un niente.

Perciò, ve lo chiedo per favore, fate ciò che potete per aiutare il nostro nuovo amico a risollevarsi.

Grazie infinite per la vostra generosità!

Per comodità al termine di questo post vi lascerò il link diretta alla sua raccolta fondi.

Per questa sera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


sabato 14 febbraio 2026

Raccolta fondi in pausa

Salve a tutte e tutti!



Questa sera, il nostro incontro abituale sarà diverso dal solito.

Lo so, lo dico spesso ma stasera è proprio così.

Volevo illustrarvi quella che avrebbe dovuto essere una parte della nuova fase della mia raccolta fondi solidale ma è successo un imprevisto, indipendente, totalmente indipendente, dalla mia volontà.

La mia raccolta fondi solidale è stata messa temporaneamente in pausa da Gofundme per dei controlli, dei quali io non riesco a capire il motivo.

Fino a verso le 21.00 la raccolta fondi era attiva come sempre; senza donazioni a parte la mia ma attiva.

Tanto è vero che io ho inserito un nuovo aggiornamento nel quale lanciavo l'idea, già pronta a partire, di conferire, a seconda dell'importo donato, un badge che ho già fatto preparare da Chatgpt.

Ho anche completato alcuni punti ancora in sospeso che avrebbero dovuto dare maggior slancio, almeno credevo alla mia raccolta fondi solidale.

E invece...

Poco fa la sorpresa (amarissima).

Sono andato sul sito per copiare il link alla mia raccolta fondi solidale per inserirlo nel post e ho visto, sull'immagine che ho scelto per identificarla la scritta "in pausa".

Il lato ancora più kafkiano della cosa è che il mio profilo su Gofundme è collegato a una e-mail per la quale ho esaurito lo spazio e quindi domani, per sapere cosa è successo e cosa abbia mandato forzatamente ai box la mia raccolta fondi solidale dovrò ricaricare il telefono e acquistare dello spazio extra.

Va beh, vi terrò informati.

Per ora è tutto!

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l'attenzione e a risentirci alla prossima occasione!

Buonanotte!

Con simpatia! 😊 

Riccardo


venerdì 13 febbraio 2026

Non è il denaro, né il potere

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera siamo di nuovo assieme per una riflessione.

Questa sera concentrare la mia riflessione su un argomento che viene troppo spesso travisato: il denaro e il potere.

Lo so, sono due aspetti ma spesso vengono legati assieme, specie da quanti li vedono come fumo negli occhi.

In realtà, a mio avviso, denaro e potere sono concetti, di per sé, neutri.

Mi spiego meglio.

Non ritengo che il denaro e il potere abbiano o possano avere, di per sé, un carattere, sia esso positivo o negativo, né può il loro possesso da parte di una persona far di quella persona, solo per il fatto di avere denaro, potere o entrambi, una persona buona o cattiva.

A incidere, a far davvero la differenza, facendo pendere la bilancia da una parte o dall'altra è la volontà della persona.

Una persona che abbia denaro, potere o entrambe queste cose e decida di utilizzare questi strumenti per far del bene potrà davvero fare la differenza e aiutare, concretamente chi ha bisogno.

Quindi, a mio avviso è sbagliato, sbagliatissimo, oltre che sciocco, molto sciocco, demonizzare una persona per il semplice fatto che essa "è ricca, ricchissima" o ha potere.

Ben vengano denaro e potere se volti al bene e all'aiuto di quanti hanno davvero bisogno.

Anche per questa sera siamo giunti al termine.

A me non resta che ringraziare tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e darvi l'arrivederci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo



giovedì 12 febbraio 2026

Una nuova idea per la mia raccolta fondi

Salve a tutte e tutti voi!



Anche per questa sera è giunta l'ora della nostra riflessione quotidiana; riflessione che stasera sarà, come già successo da che esiste questo blog, un po' diversa da quella che è la sua linea editoriale, per utilizzare un'espressione altisonante.

Stasera la nostra riflessione parte da un manuale che ho preso a prestito ieri in biblioteca.

Il manuale in questione è "Pop Economy" di Luciano Canova edito dalla casa editrice Hoepli.

Ebbene, uno dei temi che vengono trattati in questo libro è la gamification.

Il termine mi ha talmente incuriosito che, ancor prima di leggerne nel libro, sono andato a cercare cosa sia su Google che la definisce come segue:

"La gamification (o ludicizzazione) è l'applicazione di dinamiche tipiche del gioco in contesti non ludici, quali lavoro, istruzione, marketing e vita quotidiana. L'obiettivo è quello di aumentare il coinvolgiment, la motivazione e la partecipazione delle persone coinvolte, così da trasformare attività ordinarie in esperienze coinvolgenti e stimolanti."

Sulle prime mi sembrava un tema un po' così, strano e inapplicabile al mio progetto di raccolta fondi solidale, tanto che mi sono detto "Va beh, il libro tratta anche del crowdfunding quindi staremo a vedere quali suggerimenti utili trarrò da quella parte.

Ero quindi pronto ad affrontare la parte della gamification come un qualcosa da leggere ma senza particolare attenzione o coinvolgimento.

Stasera, però, mentre annotavo la definizione in modo da inserirla nel post, mi è venuta l'idea di cercare gamification abbinato a fundraising, l'altro nome del crowdfunding e, sorpresa, sorpresa, questa tattica è perfettamente adattabile anche alla raccolta fondi, quindi mi metterò d'impegno a studiare come renderla applicabile al meglio alla mia raccolta fondi solidale.

Non mancherò di aggiornarvi sull'andamento di questa ulteriore fase evolutiva della mia raccolta fondi solidale.

Anche per stasera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


mercoledì 11 febbraio 2026

Gesti estremi

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera rieccoci di nuovo insieme per una nuova riflessione.

Oggi, sarà che si ricorda il suicidio di Sylvia Plath, avvenuto l'11 febbraio 1963, mi è venuta l'ispirazione d'imperniare questa riflessione sui gesti estremi, in particolare su quello che tra i gesti estremi è il più estremo di tutti: il suicidio.

Niente paura, però. Non ho le competenze mediche e psicologiche per trattare del suicidio nel dettaglio.

Voglio riflettere, partendo proprio da quello di Sylvia Plath, su come, delle volte, il suicidio sia il punto d'arrivo di una serie di sfortunati eventi.

Mi spiego meglio...

Quella fatale mattina dell'11 febbraio 1963 Sylvia Plath doveva ricevere la visita di un amico.

Purtroppo, per un ritardo di qualche minuto, non ricordo con precisione quanti siano stati sebbene l'abbia letto tempo fa, l'amico giunse da lei quando lei era già morta.

Ora, magari non sarebbe cambiato nulla però questo particolare, quando lo sono venuto a sapere, mi ha messo cominciato a far dire tra me e me "Chissà come sarebbe andata a finire se quel giorno l'amico fosse arrivato da lei in orario".

Oppure, spostandoci a casa nostra, un'altra domanda molto simile a questa che da un paio d'anni mi gira in testa è: "Se il pomeriggio del giorno in cui si è suicidato Cesare Pavese avesse trovato alla casa editrice Einaudi, almeno uno degli amici, dei quali aveva chiesto al custode ma che erano ancora tutti in ferie, se non avrebbe desistito dal suicidio?"

Per lui dovrei dire "avrebbe nuovamente desistito" dal suicidio.

Dovete sapere, infatti, che un po' di tempo prima rispetto al giorno in cui si è suicidato, Cesare Pavese era uscito di casa per una passeggiata, portando con sé una pistola con la quale intendeva suicidarsi una volta giunto in un punto, in una radura, nel bosco.

Lungo il cammino, però, aveva incontrato un amico e si era messo a passeggiare e a parlare con lui e così era tornato a casa con la pistola ancora in tasca.

Ecco, perché mi chiedo se quel pomeriggio d'agosto avesse trovato anche solo uno degli amici con in quali chiacchierare un po', se non avrebbe desistito nuovamente dai propri intenti suicidi; ammesso e non concesso che tali intenti già li nutrisse nel pomeriggio.

Domande, domande, domande senza risposta; domande che una risposta, ormai, non la possono più avere ma domande che sono tutt'altro che pellegrine, ritengo.

Anche per questa sera la nostra riflessione in compagnia finisce qui.

G3azie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza che, come sempre, avete voluto dedicarmi e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


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martedì 10 febbraio 2026

La piaga della povertà

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera eccoci di nuovo assieme per la nostra riflessione quotidiana.
Questa sera il tema della riflessione è tanto attuale quanto drammatico, ossia la povertà in Italia o, come l'ho definita, ahimè senza grande sfoggio di fantasia, nel titolo di questo post, "La piaga della povertà".



Come si può vedere dall'immagine che ho riportato qui sopra quasi il 20% delle famiglie, vale a dire quasi 1/5 delle famiglie italiane, gravita, pericolosamente attorno alla soglia di povertà.
Mi ha fatto sorridere, amaro sia chiaro, poco fa, cercando dati in proposito sul cellulare, su Google nello specifico, che, facendo un raffronto con alcuni paesi europei messi peggio di noi (dati 2025), arrivati a trattare dell'Italia la frase sia "in Italia i minori sono il gruppo più colpito; tra gli adulti il rischio di povertà si ferma al 22,3%".
Beh, non c'è che dire, un dato davvero confortante, non pare anche a voi?
Naturalmente sto scherzando, anche se non c'è niente su cui scherzare.
Pensare che più di un quinto degli adulti in Italia sia a rischio povertà non può e non deve lasciare indifferenti.
Questo anche e soprattutto considerando che, ormai, nemmeno più il lavoro garantisce di rimanere lontani dal baratro visto che, sempre dall'immagine qui sopra si vede come il numero dei cosiddetti working poors ha raggiunto quota 2,4 milioni di persone.
Urgono non solo maggiori misure di sostegno ma, come ho avuto modo di dire svariate volte in questo blog, un cambiamento radicale di mentalità e un ritorno al senso di comunità.

Anche per questa sera siamo giunti al termine.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!
Buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo

lunedì 9 febbraio 2026

Gli invisibili

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera rieccoci insieme per una nuova riflessione.
Questa sera voglio tornare ad affrontare un tema che ho già trattato in uno dei primi post di questo blog, ovvero quello degli invisibili., 
Qualche lustro fa, questo era il titolo di una trasmissione di Italia1.
Si trattava di una trasmissione che si occupava di quelle persone che pur popolando le nostre strade risultano, ai più, invisibili.
Queste persone non vengono considerate, se non da rare e lodevoli eccezioni.
Gli invisibili non sono però figli esclusivi di questi nostri tempi recenti ma sono nati, praticamente, con il mondo.
Al limite, questo nostro tempo, li ha resi più numerosi e meno considerati ma sono sempre esistiti e, temo, ahimè, sempre esisteranno; a meno che noi non cambiamo il nostro modo di vivere e di considerare gli altri, specie quanti versano in condizioni più difficili, a livello sociale e torniamo a praticare l'inclusione come principio cardine per una società sana e degna di questo nome.
Dobbiamo tornare a vedere gli altri non come nemici da cui guardarci ma come fratelli e compagni di viaggio lungo il cammino della vita da aiutare qualora si trovino in situazioni di bisogno.
Obiettivo impossibile da raggiungere, dite?
Impossibile no, se ci mettiamo d'impegno.
Basta tornare a pensare, come mi ha insegnato il mio papà, che "dove si mangia in due si mangia in tre".
Bene, anche per questa sera siamo giunti al termine.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo

domenica 8 febbraio 2026

Voltare pagina

Salve a tutte e tutti voi!



Anche per questa domenica sera è giunta l'ora di una nuova riflessione in compagnia.

Prima di tutto una domanda: quanto è difficile per voi voltare pagina?

Intendo lasciarsi tutto dietro le spalle e continuare.

In molti dicono che si dovrebbe dare un taglio netto.

Fare come si fa con i cerotti, un colpo secco e via.

Ma quanti di voi ci riescono?

Per quanti, invece, restano ferite e cicatrici ancora ben vive e dolorose per un bel po' di tempo?

Ricordo un'intervista a Rafael Nadal pubblicata sull'inserto del sabato della Gazzetta dello Sport nella quale al campione maiorchino veniva chiesto cos'avrebbe fatto una volta appesa la racchetta al chiodo e lui aveva risposto che il tennis, per lui, era solamente uno dei tanti capitoli della vita; una volta terminata la carriera avrebbe chiuso il capitolo e voltato pagina.

Ecco, quando un capitolo si chiude naturalmente questo voltare pagina e andare avanti è semplice; quando però il capitolo non si chiude in maniera naturale ma viene chiuso anzitempo come si fa a voltare pagina con naturalezza?

Bene, anche per questa sera siamo giunti al termine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


sabato 7 febbraio 2026

Sete di potere

Salve a tutte e tutti voi!



Anche questa sera è giunta l'ora di ritrovarci assieme.

Stasera torno a condividere con voi una delle mie riflessioni; stavolta protagonista sarà la sete di potere.

Manzoni chiude la sua ode a Napoleone Bonaparte intitolata "Cinque maggio" coi versi:

"Fu vera gloria?

 Ai posteri l'ardua sentenza."

Ebbene, in questi giorni con le cose che stanno saltando fuori dopo la desecretazione degli Epstein files e in particolare dopo aver visto un video su YouTube questa sera, mi sono tornati alla mente questi versi.

Infatti, Epstein, negli anni ha avuto rapporti con molti dei potenti della Terra.

Come viene detto nel video in questione, egli ha attirato, come un ragno, un ragno abile, molto abile, queste grosse personalità nella propria rete e, dopo, si è servito del proprio potere.

Quindi, mi sono cominciato a convincere della bontà di alcuni sospetti che già avevano cominciato a girarmi per la testa da qualche giorno.

Ossia, che le cose aberranti che avvenivano sull'isola privata di Epstein, per quanto mostruose e indicibili (io, dopo aver visto alcuni di quei video, spezzoni di quei video, mi sono convinto che l'Inferno sia esattamente così), non fossero fini a se stesse ma avessero altri scopi, ovvero quello di dare al finanziere morto sei anni fa un potere enorme.

E ora veniamo al tema centrale del mio post.

A garantire il potere a Epstein sono stati proprio quei potenti che sono caduti nella sua ragnatela, vi sono caduti per quale motivo?

Secondo quella che è la mia opinione vi sono caduti per la loro sete di potere, fama e successo; sete per la quale sono stati disposti, letteralmente, a tutto.

La loro sete di potere, fama e successo li ha accecati a tal punto da spingerli a compiere, pur di placare quella loro inesauribile sete, atti assolutamente aberranti.

Bene, per questa sera direi che possa bastare.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊 

Riccardo



venerdì 6 febbraio 2026

Il suonatore di fisarmonica

Salve a tutte e tutti voi!


Come vi ho anticipato ieri con stasera il mio blog inizia un nuovo corso e per inaugurarlo come si deve vi regalo un racconto.

Pronti?

Eccolo qua...

La città cominciava a vestirsi per il Natale. Le decorazioni cominciavano a comparire in ogni angolo del centro e della periferia; festoni e luminarie rendevano ancora più belle e accattivanti le vetrine che esponevano gli articoli che sarebbe finiti sotto i vari alberi di Natale.

Anche la musica natalizia cominciava a diffondersi a volume elevato dagli altoparlanti collocati in vari angoli delle vie.

In mezzo a tutto questo, in centro, si udiva anche una musica più lieve, lenta e dolce.

La musica di una fisarmonica..

In un punto di una delle vie del centro, a metà strada tra le due piazze principali della città, seduto su uno sgabellino da campeggio, se ne stava un uomo.

Dall'apparente età di sessant'anni aveva davanti a sé, adagiato su un piccolo tappeto, dalle dimensioni di poco superiori a quelle di uno stuoino scendiletto, un cagnolino che se ne stava lì, buono buono, ad ascoltare i brani suonati dal suo padrone.

Di fianco al cagnolino, oltre alla ciotola dell'acqua, stava non un piattino, non la custodia della fisarmonica aperta e rovesciata in modo da poter accogliere le offerte ma un bicchierino, un piccolo bicchierino di quelli dei distributori del caffè; quello era il deposito per le offerte che il suonatore di fisarmonica aveva approntato.

Un ben misero contenitore, in verità.

Un contenitore che giorno dopo giorno raccoglieva i miseri lasciti che i passanti distratti e presi dalle loro incombenze e dai loro pensieri lasciavano cadere, così come avrebbero lasciato cadere, distrattamente, una carta di caramella a terra.

Il suonatore di fisarmonica era sempre al suo posto, con qualunque condizione di tempo, giorno dopo giorno, con il suo fidato compagno di sventura.

Suonava e rivolgeva un saluto e un ringraziamento ai passanti frettolosi e distratti.

Un giorno, però, nelle sue vicinanze passò un ragazzo.

Il ragazzo si fermò, salutò il suonatore di fisarmonica e si chinò a carezzare il cagnolino.

Mentre era impegnato a carezzare il cagnolino il suonatore di fisarmonica raccontò al ragazzo di essere da poco giunto in Italia e di vivere in un campo nomadi a qualche decina di chilometri dalla città; aggiunse poi che aveva bisogno di una tenda dove poter dormire la notte. Aggiunse di sapere dove poterla acquistare ma che, purtroppo il costo era alto e, con le magre, magrissime, offerte che raccoglieva non era in grado di pagarla.

Chiese quindi al ragazzo se poteva dargli una mano. Il ragazzo gli disse che in quel momento non aveva più dell'offerta che aveva lasciato nel bicchierino; aggiunse però che si sarebbe recato allo sportello Bancomat a prendere i soldi e che glieli avrebbe portati nel giro di pochi minuti.

Il suonatore di fisarmonica lo ringraziò e rimase in fiduciosa attesa. Passarono cinque minuti ed ecco tornare il ragazzo che si avvicinò all'uomo e gli mise in mano un importo più che sufficiente a pagare la tenda.

Chinatosi poi a fare qualche altra carezza al cagnolino, salutò l'uomo che non finiva di ringraziarlo e se ne andò tornando alle proprie incombenze mattutine.

Quel primo piccolo gesto diede il via a un'autentica catena di solidarietà che vide sempre più persone aiutare il suonatore di fisarmonica.

Bene, per questa sera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione, la lettura e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo

giovedì 5 febbraio 2026

Avviso ai naviganti

Salve a tutte e tutti voi!



Anche questa sera ci ritroviamo insieme.

Quello di stasera non sarà però un post di riflessione ma un avviso circa quello che troverete e non troverete più da domani qui sul blog.

Tenendo presente che, comunque sia, se guardate nella colonna di destra in alto trovate un rimando diretto alla mia raccolta fondi solidale non intendo più inserire nei miei post inviti, più o meno pressanti, di nessun genere relativi, appunto, alla mia raccolta fondi solidale.

Questo, principalmente, perché la solidarietà non può né deve essere obbligata, in alcun modo, ma deve venire dal cuore.

Quindi, da domani qui sul blog troverete, storie, racconti, riflessioni e considerazioni personali.

Magari mi capiterà ancora di parlare anche di raccolte fondi a scopo solidale ma senza inviti a donare; mi limiterò, se del caso, a inserire dei link, uno nella maggior parte dei casi, nel testo del post ma tutto qui.

Per il resto lascerò tutto alla vostra volontà.

Per questa sera siamo giunti in porto (visto il titolo che ho dato a questo post mi sembra un'espressione quanto mai calzante).

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l'attenzione e a risentirci alla prossima occasione o, per meglio dire, alla nuova vita di questo mio blog.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo




Convincere le persone

Salve a tutte e tutti voi! Anche questa sera sono qui con voi per condividere una nuova riflessione. Oggi la mia riflessione vi svelerà una ...