domenica 22 febbraio 2026

Il nudge o paternalismo libertario

Salve a tutte e tutti voi!



In questa nostra riflessione domenicale voglio iniziare a prendere in esame un tema nel quale mi sono imbattuto ieri sera (e che ho subito abbandonato in quanto voglio farmi prima un'idea precisa su cosa sia con esattezza) mentre leggevo "Pop Economy" di Luciano Canova.

Questo tema è quello del nudge, termine non traducibile o quantomeno non traducibile con un termine esatto, in italiano, che può essere reso con il concetto di architettura delle scelte.

In inglese il termine indica l'atto di farsi notare dagli altri dando una piccola gomitata.

I due economisti statunitensi che hanno elaborato la teoria del nudge lo hanno anche chiamato o, per meglio dire, definito come paternalismo libertario, una tecnica che unisce l'intento di aiutare gli individui, i quali, secondo i due "padri" di nudge, sono spesso indotti a prendere "decisioni irrazionali e poco lungimiranti", salvaguardando però la loro libertà di scelta.

Questa tecnica prevede, ad esempio, che, nelle mense, frutta e verdura vengano poste all'altezza degli occhi delle persone così che queste sia spinte gentilmente (il nudge può essere inteso anche come spinta gentile) a consumare cibo più sano.

Questa tecnica, da quello che ho dedotto io, anche se posso sbagliarmi, è adottata anche all'interno dei supermercati, nei quali i primi reparti che si incontrano entrando sono proprio quelli di frutta e verdura.

Come ho detto non intendo certo esaurire il nostro viaggio nel mondo del nudge questa sera, comunque voglio, fin da subito, esprimere un mio dubbio circa questa tecnica; dubbio che magari mi si chiarirà approfondendo l'argomento.

Questo dubbio è legato proprio al concetto paradossale di paternalismo libertario, in special modo in merito alla prima parte, quella che fa riferimento al lato paternalistico.

Posso ammettere che a volte, spesso se preferite, le persone siano portate a prendere decisioni irrazionali, non salutari o sbagliate però non credo che l'approccio paternalistico sia il migliore per insegnar loro a prendere decisioni più consapevoli.

Io sono, infatti, convinto che, anche in questo caso, l'insegnamento e il far loro apprendere una cultura in fatto di decisioni oculate e consapevoli sarebbe molto più costruttiva oltre che rispettosa.

In fondo le persone non sono bambini piccoli coi quali un atteggiamento paternalistico può dare i propri frutti e spesso è così; qui si parla di persone, spesso adulte o comunque che già da tempo hanno raggiunto l'età della ragione con le quali un atteggiamento che si imperni sul paternalismo, pur se rispettoso della loro libertà di scelta, potrebbe avere, anzi secondo me avrebbe, allorquando queste si rendessero conto di essere guidate e trattate da bambini, l'effetto esattamente opposto a quello desiderato.

Quindi più che spinte per quanto gentili è preferibile, in questo caso, a mio modo di vedere, un insegnamento che faccia apprendere la cultura del buon decidere.

Per questa sera è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


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