Salve a tutte e tutti voi!
Anche stasera rieccoci insieme per una nuova riflessione.
Questa sera voglio tornare ad affrontare un tema che ho già trattato in uno dei primi post di questo blog, ovvero quello degli invisibili.,
Qualche lustro fa, questo era il titolo di una trasmissione di Italia1.
Si trattava di una trasmissione che si occupava di quelle persone che pur popolando le nostre strade risultano, ai più, invisibili.
Queste persone non vengono considerate, se non da rare e lodevoli eccezioni.
Gli invisibili non sono però figli esclusivi di questi nostri tempi recenti ma sono nati, praticamente, con il mondo.
Al limite, questo nostro tempo, li ha resi più numerosi e meno considerati ma sono sempre esistiti e, temo, ahimè, sempre esisteranno; a meno che noi non cambiamo il nostro modo di vivere e di considerare gli altri, specie quanti versano in condizioni più difficili, a livello sociale e torniamo a praticare l'inclusione come principio cardine per una società sana e degna di questo nome.
Dobbiamo tornare a vedere gli altri non come nemici da cui guardarci ma come fratelli e compagni di viaggio lungo il cammino della vita da aiutare qualora si trovino in situazioni di bisogno.
Obiettivo impossibile da raggiungere, dite?
Impossibile no, se ci mettiamo d'impegno.
Basta tornare a pensare, come mi ha insegnato il mio papà, che "dove si mangia in due si mangia in tre".
Bene, anche per questa sera siamo giunti al termine.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!
Con simpatia! 😊
Riccardo
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