Salve a tutte e tutti voi!
Nella nostra riflessione di stasera voglio approfondire con voi un aspetto che ci riguarda tutti in quanto navigatori della Rete: la profilazione.
Ci troviamo tutti soggetti, in ogni campo, a ben riflettere anche al di fuori della mondo virtuale, al processo della profilazione.
Stasera, con voi, mi limiterò solamente a quella che riguarda la Rete altrimenti il discorso si espanderebbe troppo.
Pensate, ad esempio, ai social network.
Quante ore trascorriamo al giorno sui social network?
Avete mai pensato a quante informazioni vi lasciamo, che noi ne siamo consci o meno?
Eh già, infatti i social network non ci profilano solamente in base alle informazioni che gli forniamo noi, durante la registrazione e gli aggiornamenti successivi.
I social o, per meglio dire, gli algoritmi che li gestiscono, su di noi raccolgono informazioni anche in base ai nostri comportamenti: in base ai post, ai reels e ai video, che guardiamo mentre siamo lì, in base alle nostre reazioni a quei contenuti, ai commenti lasciati, ai post pubblicati e così via.
La soluzione per proteggerci da questo fenomeno, per così dire è fare uso di quello che il Professor Umberto Galimberti ha definito come il vero senso del pudore, ossia il non esporci non solo e non tanto il nostro corpo ma i nostri pensieri più intimi e privati.
Dobbiamo imparare o imparare di nuovo un po' di sana riservatezza, anche perché per gli algoritmi ci sono solo dati da esaminare ed elaborare; solo noi sappiamo quali dati sono privati e ancor di più sensibili e, di conseguenza, quali è meglio, anzi doveroso, tenere per noi.
Magari non eviteremo del tutto di essere profilati, questo no, ma lo saremo solo per dettagli ininfluenti.
Anche per questa sera è tutto.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo
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