Salve a tutte e tutti voi!
Anche stasera ci ritroviamo assieme per una nuova riflessione in compagnia.
Stasera mi sento particolarmente dickensiano e non solo nel titolo.
Infatti potrei parafrasare anche il celeberrimo incipit de "Le due città" che recita: "Era il tempo migliore e il tempo peggiore, la stagione della saggezza e la stagione della follia..."
Questo nostro tempo nel quale ci è capitato di vivere è il tempo degli indipendenti e all'apparenza forti e invincibili e il tempo dei fragili e degli emotivamente deboli.
La società ci vuole o, com'è meglio dire constatati i fatti, ci vorrebbe vincenti, forti, indipendenti, padroni del nostro destino.
Invece in questo tempo come, almeno a mia memoria, non mai prima d'ora, almeno negli ultimi cinquant'anni e spicci la gente, tutta la gente non solo i giovani che la Pandemia con il suo isolamento forzato hanno subito più degli altri proprio perché nell'età nella quale il contatto con gli altri è, non solo una buona cosa ma è addirittura indispensabile; non solo i giovani dicevo ma tutta la gente, in questo periodo, un periodo che ormai si protrae da qualche anno, è fragile, vulnerabile, emotivamente debole e ben lontana dal concetto di vincente che la società vorrebbe propagandarci e venderci.
Le ragioni sono molteplici e non solamente economiche, anche se la non certo florida congiuntura economica che stiamo attraversando, anche questa non certo da ieri o ieri l'altro, ha il suo peso.
La responsabilità principale di questa situazione è proprio il fatto di avvertire quasi alla stregua di un dovere morale l'obbligo, il dovere appunto, di essere forti, di saper risolvere i propri problemi da soli, senza aiuto.
Questo stato di cose a lungo andare, specie quando la gente si trova invischiata in sabbie mobili dalle quali con le proprie forze non riesce a uscire, finisce col logorare e, non di rado ahimè, far crollare le persone che di questo fenomeno pernicioso sono vittime.
Quanto è meglio, invece, a volte, riconoscere i propri limiti; riconoscere che non ci è possibile, sempre, affrontare ciò che ci capita da soli.
Che senso di liberazione da il riconoscersi bisognosi di aiuto.
Quindi, smettiamola di credere che le persone grandi non chiedono aiuto.
Ma quando mai?! Ma dove sta scritto?!
Anzi, le persone davvero grandi e mature lo sono proprio perché sanno riconoscere di avere bisogno di aiuto senza paura nè orgoglio peloso.
Anche per stasera siamo giunti al termine.
Grazie infinite a tutte e tutti voi e a risentirci alla prossima occasione.
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo
_121158.jpeg)
Nessun commento:
Posta un commento