martedì 13 gennaio 2026

La lezione di Jack London

Salve a tutte e tutti voi!



Anche oggi ci ritroviamo insieme per la riflessione quotidiana; in questo caso è una riflessione che affonda le proprie radici nella Letteratura, in particolare in quella americana.
Ieri, 12 gennaio, si sono ricordati i centocinquant'anni dalla nascita di Jack London, autore, tra gli altri, di "Zanna bianca" e de "Il richiamo della foresta".
L'opera sua sulla quale vorrei riflettere con voi stasera è, però, un'altra, ossia quella intitolata "Perché sono diventato socialista".
Dovete sapere che Jack London, nel corso della propria, purtroppo non molto lunga, anzi piuttosto breve, esistenza, ha passato un periodo a girare per l'America e non solo sui treni da clandestino, o, come si chiamavano ai tempi, da "Hobo", termine che deriva da "hoe-boy", vale a dire "bracciante" e stava a indicare i vagabondi che giravano, spesso su treni merci, per l'America in cerca di lavori stagionali.
Durante una di queste sue migrazioni venne arrestato e si trovò a condividere il destino da detenuto con un altro uomo.
Scrive Jack London di avere sempre vissuto con ben fissata in mente l'idea che un uomo che potesse definirsi tale doveva lavorare e che, solo coloro i quali avevano problemi fisici che li rendessero inabili al lavoro, non lavoravano.
>Tutti gli altri, come aveva sempre creduto, bastava che ne avessero la voglia e non avrebbero avuto difficoltà a lavorare.
Ebbene, durante il periodo di detenzione, il suo compagno di sventura, gli disse di essere rimasto senza lavoro.
Jack London lo descrive come un uomo alto, robusto e con una voglia di lavorare superiore alla sua; si chiese dunque e lo chiese al proprio compagno di prigionia, cosa gli avesse impedito di lavorare. Questi gli rispose che fino a qualche tempo prima lavorava ma poi, il proprio datore di lavoro, come si definisce oggi, lo aveva licenziato perché in esubero.
Questo portò l'ancor giovane Jack London a ricredersi, improvvisamente e dolorosamente, sulla filosofia del lavoro che aveva ritenuto valida fino a quel giorno, in quanto realizzò che non solo gli sfortunati o coloro o quanti soffrissero per un qualche genere di malattia invalidante o comunque inabilitante, erano esclusi dal mondo del lavoro ma vi erano anche casi nei quali, appunto, anche gente giovane, forte e con la voglia di lavorare, restasse senza lavoro.
Da quella rivelazione Jack London cominciò a sentire come molto vicini a sé i diseredati che incontrava per le strade.
Bene, anche per questo post in cui riflessioni e Letteratura si sono mischiate, temo non sempre in maniera lineare, è tutto!
Oggi più che mai devo un ringraziamento particolare a tutte e tutti voi per la pazienza e l'attenzione che mi avete dedicato.
Buona serata, buonanotte e a risentirci alla prossima occasione!
Con simpatia! 😊
Riccardo




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