Salve a tutte e tutti voi!
Anche stasera si è fatta l'ora della nostra riflessione comunitaria.
Questa volta lo spunto mi è giunto dal libro che sto leggendo in questi giorni, ossia "Il mistero dei numeri primi" di Fabrizio Tamburini.
È un libro molto affascinante, un po' perché riguarda il mondo della matematica che, pur non essendo mai stato una cima, come dicono dalle mie parti, è una materia che mi è sempre piaciuta e un po' perché l'autore scrive in un modo scorrevolissimo e molto divertente, tant'è vero che alla fine della dedica scrive "ai lettori, sperando che non mi prendano troppo sul serio".
Comunque sia, tra le varie personalità legate, in un modo o nell'altro al mondo della matematica che, già fin da questi primi capitoli, vengono nominate mi sono ritrovato a riflettere su come il mondo sia cambiato, anche nel modo di concepire gli studiosi.
Mi spiego meglio con tre esempi presi tra quelli citati nei primi capitoli, come dicevo, del libro.
Si tratta di tre studiosi che coprono un arco temporale amplissimo.
I tre personaggi sono: Eratostene (276-194 a. C.), Gottfried Wilhelm von Leibniz (1646-1716) e Johann Carl Friedrich Gauss (1777-1855).
Cos'hanno in comune questi tre Grandi Geni della Storia?
Hanno in comune il fatto che, tutti e tre, hanno spaziato con le proprie conoscenze in molteplici campi dello scibile umano.
Per questo poco fa lamentavo il fatto che il mondo moderno si sia trasformato in un senso eccessivamente specialistico; ormai è difficile trovare qualcuno che sia non dico specializzato ai sommi livelli ma che si interessi e operi in più campi.
Invece, nell'antichità, fino diciamo a tutto il XIX Secolo, questa poliedricità era la norma.
Bene, anche per questa sera siamo giunti al termine.
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo
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