Salve a tutte e tutti voi!
Anche per questa sera è giunto il momento della nostra riflessione in compagnia.
Stasera ho pensato di riflettere assieme a voi su uno dei peggiori vizi che abbiamo: quello di dare sempre la colpa a qualcun altro, sia esso persona o cosa.
Se devo essere sincero è un'abitudine, un vizio, che ogni tanto pratico anch'io ma che mi da sempre un senso di fastidio, specie quando a praticarlo sono persone che, sulla carta almeno, vengono definite, si definiscono, adulte.
Mi domando sempre, anche quando a praticare questo vizio sono, perché mai lo faccio, lo si fa?
Non è proprio possibile riuscire a dire, almeno per una volta, la colpa è mia ho sbagliato io, scusate?
Se ci pensate bene questo scaricabarile è molto più diffuso e da più lungo tempo di quanto si possa pensare o anche solo immaginare.
Basta pensare a come si dia, sempre più spesso, la colpa ai social media, per qualsiasi cosa succeda, specie se legata ai giovani.
Ma com'è possibile dare la colpa a qualcosa che rappresenta un semplice strumento come tutti gli altri, più tecnologicamente avanzato di molti altri ma pur sempre uno strumento e per questo neutrale e, per questo motivo, non responsabile dell'uso che certe persone ne fanno.
Un altro tipo di scaricabarile verso la tecnologia, guarda caso, è quello secondo cui la tecnologia ha tolto lavoro ai lavoratori in carne e ossa; come se la signora tecnologia un giorno fosse entrata nei posti di lavoro e avesse detto: "Da oggi si cambia e perciò tu, tu, tu e anche tu non servite più. Sgomberate!"
Non è, forse, che la colpa va imputata, anche qui, a quello che è stato lo sfruttamento della tecnologia, di qualsiasi tipo?
Non è che sono stati i capi, certi capi, delle aziende ad aver sfruttato quel dato tipo di tecnologia non per facilitare il lavoro ai propri dipendenti ma non per ridurne il numero?
Oppure quel vizio di dire che se succede un fatto violento è colpa dei romanzi violenti, dei fumetti violenti, dei videogiochi violenti o dei film violenti dimostrando, in questo caso, a mio avviso, un latente problema psichiatrico.
Eh sì, perché non bisogna essere molto a posto di testa per non capire la differenza tra la realtà e la finzione.
Capisco un bambino che vedendo una scena di violenza in un film si spaventi pensando che l'attore sia morto davvero, cosa effettivamente successa, ad esempio a Brandon Lee sul set de "Il Corvo" ma che un persona senziente non riesca a capire che un omicidio o una serie di omicidi in un film possono essere compiuti, se lo stabilisce la sceneggiatura ma nella realtà invece no, se non si vuole finire in galera a vita, beh, concedetemi che il problema non è nella finzione scenica ma nella testa di chi pensa: "Lo fanno nel film allora lo posso fare anch'io".
E che dire di chi attribuisce all'Intelligenza Artificiale un appiattimento verso il basso della qualità di molti contenuti.
Per carità, tutto vero però anche in questo caso la colpa non è realmente dell'Intelligenza Artificiale o delle sue svariate applicazioni, oggigiorno sempre più numerose ma di chi, dal momento che l'Intelligenza Artificiale è così comoda, ne abusa per ogni più minuta cosa.
Quindi, in conclusione, se anziché vedere sempre le colpe come attribuibili agli altri cominciassimo a chiederci se forse e dico forse almeno un pochino di colpa è anche nostra le cose, ve lo assicuro, andrebbero molto meglio.
Anche per questa sera siamo giunti al termine.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo
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