Salve a tutte e tutti voi!
Anche stasera ci ritroviamo insieme a condividere una nuova riflessione.
Stasera voglio soffermarmi con voi a parlare dei nuovi barbari o, come li chiamo nel titolo, dei barbari 3.0.
Stando all'origine del termine, barbaro deriva dal greco antico bàrbaros, poi diventato, in latino, barbarus, letteralmente "balbuziente", ovvero incapace di farsi capire.
Se pensate però che queste figure siano ormai state archiviate dalla Storia vi sbagliate.
Sì, gli originali ormai si trovano solo nei libri dei storia ma, come spesso succede e per un'applicazione della teoria darwiniana, costoro si sono evoluti e adattati all'ambiente, nuovo e altamente tecnologizzato nel quale tutti noi siamo immersi.
Una cosa questi barbari 3.0 hanno mutuato dai loro progenitori; l'incapacità di farsi comprendere, nel nostro caso di farsi comprendere, di comunicare le proprie opinioni e i propri punti di vista senza ricorrere ai toni urlati e talvolta anche all'insulto e al dileggio.
Un'ulteriore caratteristica di questa nuova specie di barbari, che si aggirano in maniera particolare in Rete e nello specifico sui social media, è quella di difettare, quando non mancare del tutto, del senso del pudore, come lo intende il Professor Umberto Galimberti, ovvero la capacità di discernere cosa è giusto e opportuno esternare in Rete e cosa no e, inoltre, anche il fatto di essere affetti da quello che a me sembra un bisogno, che sfocia quasi nella patologia, di commentare la qualunque; tanto le notizie, i post, con i quali sono d'accordo quanto, ahimè, anche quelli coi quali non sono d'accordo, spesso senza nemmeno sapere di preciso il motivo per il quale dissentono.
Il problema o, se preferite, il motivo per il quale questi nuovi barbari tecnologici prosperano, è dovuto al fatto che non vi è un controllo a monte, da parte degli algoritmi che gestiscono e governano i vari ambienti le varie piazze virtuali.
Continuano, in alcuni casi lodevoli, a esistere i moderatori dei forum di discussione ma, anche lì, sono sempre meno e così tutto il carico di filtrare i commenti ricade sulle spalle dei padroni di casa dei profili social i quali, quando i commenti sono pochi, possono intervenire e intervengono ma quando, come nel caso di profili di personaggi famosi, i commenti ammontano a parecchie decine o a parecchie centinaia, il compito risulta quanto mai improbo anche per i loro addetti social.
E dire che basterebbe davvero poco; basterebbe cioè che la gente fosse un po' più sensata ed educata e si esercitasse, nel caso non condivida un contenuto o un post, nella nobile arte dello scrolling.
Anche per questa sera siamo giunti al termine.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo
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