lunedì 30 marzo 2026

Devo, dobbiamo

Salve a tutte e tutti voi!




Anche in questo ultimo lunedì di marzo, in questo inizio di settimana che ci condurrà alla domenica di Pasqua, rieccoci insieme per una nuova riflessione in compagnia.

Lo so, il titolo di questo post è strano ma non tarderete a capirne il senso.

I due verbi, alla prima persona singolare il primo e alla prima persona plurale il secondo sono legati da un discorso che, partendo da quella che è la mia esperienza si allargherà fino a ricomprendere un pubblico più vasto, molto più vasto.

La questione infatti riguardata, sì, me ma è una questione di carattere generale.

È una questione che attiene alla capacità di valutazione del proprio lavoro; alla capacità di una corretta valutazione e quantificazione del proprio lavoro.

Quante volte è capitato, a me ma sono certo anche a voi, quantomeno ad alcuni di voi, di vedersi affidato un compito e, una volta concluso, al meglio delle nostre possibilità, di sentirsi rivolgere la fatidica domanda, ossia "Quanto ti devo?"

Quanti di voi sono stati capaci di valutare in modo corretto ed equo il proprio operato e di proporre un compenso che, non obbligando il committente ad richiedere un prestito né a richiedere una linea di fido per pagarvi, non abbia nemmeno sminuito il vostro lavoro?

Si sentano, parzialmente, esclusi quanti, all'inizio del lavoro, già erano a conoscenza del budget a disposizione del committente.

Per quanto mi riguarda quella benedetta e fatidica domanda mi manda sempre in crisi.

Intendiamoci, non sono certo un asceta né ho l'abitudine di vivere d'aria quindi i soldi mi servono e mi fa piacere, nella giusta misura, riceverli.

Ciononostante, dato che non sono abituato a svolgere lavori dietro compenso, non so mai quanto sia giusto chiedere.

Ora mi salvano le applicazioni dell'Intelligenza Artificiale che mi aiutano, almeno in parte, a stabilire, almeno in linea di massima, quella che può essere una giusta valutazione.

Mi appoggio a loro in quanto mi rendo conto che, in passato, preoccupato com'ero di andare incontro, troppo incontro al cliente o committente di turno ho svalutato in maniera indegna il mio lavoro.

Non parlo di lavori fatti per conto di amici che avrei anche potuto svolgere gratuitamente ma per quanto riguarda altri casi.

E, se un certo punto di vista, come scrivevo all'inizio, è importante non strozzare il committente lo è anche e per certi versi anche di più non svalutare quello che è stato il proprio lavoro in quanto questo può sortire un effetto peggiore che non sparare una cifra alta, il che darebbe comunque l'idea di essere persone che sanno valutare il proprio lavoro.

Quindi, eccoci giunti al devo, dobbiamo del titolo.

Devo, dobbiamo, smettere di farci eccessivi problemi in fase di valutazione dei compensi.

Devo, dobbiamo, capire che se qualcuno ci assegna un compito, una mansione, da svolgere sicuramente ha stanziato una certa somma, un certo budget, per compensare poi il nostro operato.

Certo, aiuterebbe enormemente se, fin dal principio noi si fosse informati dell'entità di tale budget.

Ho detto che sarebbe cosa buona e giusta essere informati del budget del committente prima di iniziare il lavoro per poter anche decidere come impostare quel lavoro.

Comunque queste sono cose che si imparano col tempo, sono malizie, trucchi, del mestiere che si acquisiscono con l'esperienza che devo, dobbiamo o, per meglio dire, in questo caso, dovrò, dovremo, acquisire, con il tempo e prima sarà meglio sarà.

Anche per stasera siamo giunti al termine.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo

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