Salve a tutte e tutti voi!
Anche stasera ho il piacere di condividere con voi questo momento di riflessione.
Stasera voglio riallacciarmi al post di ieri sera nel quale sottolineavo la necessità di valutare bene il proprio lavoro.
A tale proposito oggi mi è tornato in mente uno spezzone di un episodio di Perry Mason nel quale, non ricordo bene l'occasione, mi pare fosse a una cena, l'Avvocato del Diavolo, com'è anche conosciuto tra gli appassionati l'avvocato nato dalla penna di Erle Stanley Gardner, racconta un aneddoto che si riferisce a un famoso pittore, del quale ora mi sfugge il nome, al quale, durante una mostra, un possibile acquirente domanda il prezzo di una delle sue opere e il pittore gli risponde. Il dipinto in questione, di non grandi dimensioni, ha un prezzo molto alto e l'interessato chiede al pittore quanto tempo gli ci sia voluto a realizzarlo al che il pittore risponde che gli ci sono volute due o tre ore al che il primo uomo risponde scandalizzato se credeva equo chiedere quella cifra per due o tre ore di lavoro. A questo punto il pittore risponde che in quel prezzo non erano quantificate solo le due o tre ore necessarie all'effettiva realizzazione del dipinto ma anche gli anni di studio che per arrivare a quel dipinto gli ci erano voluti.
Con questo aneddoto voglio sottolineare il fatto, che spesso alcuni di noi dimenticano, che nella valutazione del lavoro andrebbe ricompresa anche tutta la maestria e l'impegno per poter imparare a svolgere quel lavoro.
Ben inteso, non voglio dire che si debbano conteggiare gli anni di scuola ma, tenere conto anche di quella che è, come ho detto poco fa, la maestria e in generale il lavoro pregresso quello sì.
Perché anche quello ci ha permesso di portare a compimento quel compito in quella maniera e tralasciare di considerarlo non sarebbe, anzi non è, giusto.
Anche per questa sera è tutto.
Grazie infinite per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
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