venerdì 27 marzo 2026

L'(auto)illusione dell'Intelligenza Artificiale

Salve a tutte e tutti voi!



Anche stasera torniamo a riunrci per una nuova riflessione in compagnia e anche stasera il soggetto di tale riflessione sarà l'Intelligenza Artificiale.

Più passa il tempo più mi vado facendo persuaso, come direbbe il Commissario Salvo Montalbano, che tutti noi, chi più chi meno, si stia vivendo in una bolla ipnotica.

In questa bolla ci siamo convinti, fortemente convinti, che l'Intelligenza Artificiale sia l'ultima frontiera o, per meglio dire, la frontiera ultima della tecnologia; quella frontiera oltre la quale non si può, non si riuscirà ad andare, la frontiera oltre la quale sarà impossibile ideare qualcosa di più perfetto di quanto non sia il nostro idolo moderno, l'Intelligenza Artificiale, appunto.

Questa credenza laica e pagana è dettata dall'ignoranza che ancora impera sulla materia.

Ci ostiniamo o almeno molti di noi lo fanno a non capire che l'Intelligenza Artificiale, come ho avuto più volte modo di dire, per quanto sia tecnologicamente molto, molto, molto avanzata è comunque uno strumento e pensare, anche solo lontanamente che potrà prescindere, sia pure in un'epoca lontana, totalmente da noi e dalla nostra Intelligenza Umana è un'illusione o, per meglio dire, un'autoillusione.

Certo se guardiamo agli utilizzi che dell'Intelligenza Artificiale si possono fare, alle sue pressoché sconfinate applicazioni, può apparirci come una creazione davvero fantascientifica.

Però, c'è sempre un però non dimenticatelo mai, basta averci a che fare, aver a che fare con una delle applicazioni basate sull'Intelligenza Artificiale per capire quanto questa concezione sia erronea, anzi errata.

La mia ultima riprova l'ho avuta giusto oggi pomeriggio.

Stavo creando con ChatGpt una serie di immagini per poter creare un reel da pubblicare su Instagram, con come soggetto il secondo estratto dalla silloge poetica che ho promosso nel corso di questa settimana sul mio blog di Segnalazioni Editoriali; la prima parte era pronta, lo sfondo era perfetto per la tematica della poesia in questione e l'ho comunicato a ChatGpt.

Quindi ho inviato la seconda parte della poesia e..

L'applicazione si è messa a creare l'immagine e... si è bloccata.

Dopo un'attesa di circa una decina di minuti ho mandato nuovamente, stavolta senza altri commenti del tipo "E ora la seconda parte..." e ChatGpt alla velocità se non della luce quasi mi ha creato l'immagine che le chiedevo e da lì nel giro di un quarto d'ora, forse meno, tutte le immagini erano pronte.

Cos'è successo con il primo invio della seconda parte?

Secondo me glielo avevo inviato quando l'applicazione doveva ancora chiudere il discorso precedente.

Quindi, vedete che aveva ragione il mio professore di informatica delle superiori quando ci diceva: "Ragazzi dovete sapere che i computer sono degli sciocchi velocissimi"?

I computer e tutte le loro evoluzioni, Intelligenza Artificiale compresa.

Anche per questa sera è davvero tutto.

Grazie infinite a  tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo

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