Salve a tutte e tutti voi!
Anche questa sera rieccoci di nuovo insieme per questa nostra riflessione serale in compagnia.
D'accordo il titolo fa già presagire qualcosa che, idealmente almeno, confligge con il concetto di compagnia ma, a ben vedere, non così tanto.
Siamo isole, considerazione amara ma, a mio modo di vedere, veritiera.
Forse è questo nostro essere tante isole nella corrente della vita ad aver fatto perdere il senso di comunità; quantomeno di comunità autentica.
Infatti, in quanto isole ci capita, occasionalmente di ritrovarci assieme, riunite in atolli cangianti e presto disciolti però sempre isole rimaniamo.
A far di noi delle isole è la nostra incapacità di aprirci, con sincerità, agli altri; la nostra incapacità, in certi casi forgiata e resa più robusta dalla paura, di condividere il nostro vissuto, con i suoi problemi e le sue gioie, con le altre persone.
Spesso ci capita di vedere, di incontrare, persone che portano con sé e su di sé carichi pesanti e insostenibili ma non siamo in grado di farci loro prossimi e di condividere tali fardelli, troppo concentrati come siamo, a pensare ai nostri di fardelli.
E pensare che un tempo era la società il fondamento del vivere civile; una società nella quale tutti per quanto potevano e riuscivano a fare si aiutavano e sostenevano vicendevolmente.
Oggi, in questa nostra società ad alto tasso di tecnologia, abbiamo smarrito la capacità di aiutare, la capacità, come dicevo sopra, di farci prossimi degli altri.
Non tutto, però, è ancora perduto.
Dobbiamo, dobbiamo con urgenza, riacquisire la capacità di essere, di diventare, una comunità di mutuo aiuto.
Solo così potremmo riuscire a vivere meglio anche noi stessi.
Anche per stasera è tutto.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
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