Salve a tutte e tutti voi!
Anche stasera siamo arrivati al momento della nostra riflessione in compagnia che, anche oggi, toccherà, in un certo senso approfondendo o almeno cercando di farlo, l'argomento trattato nel post di ieri,
C'è un romanzo a carattere autobiografico di James Ellroy intitolato "I miei luoghi oscuri" e io stasera voglio tornare a visitare i miei e i vostri di luoghi oscuri.
Quelli abitati, nei quali confiniamo, l'essere, la parte di noi, destinata a portare il peso delle nostre paure, delle nostre frustrazioni, dei no che non abbiamo mai avuto il coraggio di dire, dei desideri inespressi; insomma una serie di carichi che per noi soli sarebbe troppo gravosi e allora incarichiamo del compito una parte di noi che dotiamo di apposite spalle larghe e muscoli ben sviluppati.
Non sempre si tratta di uno sconosciuto anzi, spesso, per me almeno è così, questa creatura degli abissi interiori è ben nota.
Anche perché, spesso e volentieri, magari quando si spengono le luci e il rumore di fondo finalmente tace, arriva a sussurrarci all'orecchio e al cuore e spesso ci porta a dei pianti silenziosi che non sono un dispetto da parte sua, anzi, se non ci fossero, in certi frangenti, noi rischieremmo di crollare.
Quindi è per questo, anche per questo, che dovremmo finalmente dargli una libertà ancora maggiore di venire a visitarci; una libertà maggiore di far sentire il proprio sussurro benefico.
Non è un mostro, né è spaventoso.
Se lo fosse non accetterebbe il compito che gli affidiamo, un compito che, tra l'altro noi non affideremmo mai a un completo sconosciuto.
Quindi, forza, entriamo o rientriamo in contatto con questa parte tanto importante di noi e vivremo con maggiore serenità e con minori momenti di crollo.
Per stasera è tutto.
Grazie infinite a tutte e tutti voi e a risentirci alla prossima occasione.
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo
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