Salve a tutte e tutti voi!
Anche oggi siamo giunti al momento della nostra riflessione in compagnia che, anche in questa occasione, trarrà spunto da una delle mie letture del momento.
Prima di svelare la lettura in questione e, nello specifico, la citazione che l'ha ispirata nel concreto, vi voglio proporre un piccolo cappello introduttivo.
È assai diffusa la convinzione che se un qualcosa è valido per un gruppo più o meno ampio di persone, allora lo sarà in senso generale.
E questo senso di validità generale sarà più comunemente accettato se il gruppo di persone che la ritengono valida sarà ampio.
Quante volte ho sentito "per me è giusto" con l'intonazione di chi afferma una verità assoluta.
Devo confessare che, in certe occasioni, anch'io ho fatto sfoggio di tale sentenziosità.
Ebbene, sia io che gli altri sbagliavamo e pure di grosso.
Questo l'ho scoperto oggi leggendo il volume intitolato "Della certezza" di Ludwig Wittgenstein il cui secondo enunciato recita: "Dal fatto che a me - o a tutti - sembri così, non segue che sia così. Però si può benissimo chiedere se di questo sia possibile dubitare sensatamente".
Questo breve enunciato rappresenta, per me e per chi come me, a volte si è prodotto in dichiarazioni sentenziose con il tono dell'ufficialità generale e incontestabile, come dico nel titolo del post "Una lezione che dovremmo (anzi dobbiamo) tenere a mente".
Anche per questa sera siamo giunti al termine.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo
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