Salve a tutte e tutti voi!
Anche in questa serata di mercoledì ci ritroviamo insieme per la nostra riflessione quotidiana in compagnia.
Come certamente ricorderete nel post di lunedì ho affrontato la questione di abitare noi stessi.
Ebbene, per poterlo fare e per poterlo fare bene, anzi al meglio, dobbiamo innanzitutto capire che noi abbiamo in noi un intera varietà di realtà, spesso in contraddizione, in rapida e continua contraddizione, tra di loro.
Per ognuno di noi vale quello che diceva di se stesso Walt Whitman:
"Sono vasto, contengo moltitudini".
Ognuno di noi ha in sé vastità immense e in continuo mutamento e in continua contraddizione.
Non ci credete? Pensateci bene, rifletteteci con attenzione. Quante volte ci capita di cambiare idea, su un dato argomento, nel breve giro di un minuto o poco più? Che dire poi del fatto che amiamo stare in compagnia ma che ricerchiamo, in certi casi, la solitudine?
Questo non è casuale ma è frutto delle sfaccettature del nostro essere; del nostro possedere un Io diffuso.
Non dobbiamo, non dovete temere, il fatto di custodire in voi svariate varianti (scusate il mezzo bisticcio di termini) di voi stessi.
Anzi, l'accettazione di questo asserto vi permetterà di rapportarvi al meglio anche con gli altri.
In questo risiede la parte del concetto dell'abitare noi stessi, che prescrive di conoscersi profondamente.
Ed, inoltre, l'accettazione delle nostre moltitudini interiori ci permetterà anche di arrivare ad accettarci e amarci senza farci condizionare in alcun modo dal giudizio altrui.
Anche per stasera è tutto.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo
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