giovedì 11 giugno 2026

Insegnamenti di un tempo

Salve a tutte e tutti voi!



Oggi anticipo il nostro incontro di riflessione comunitaria.

Lo anticipo perché stasera me ne andrò un po' a spasso approfittando dell'inizio dei giovedì vivaci in quel di Sondrio.

L'argomento della nostra riflessione di oggi affonda le radici negli anni della scuola per terminare con uno dei temi centrali di questo periodo; un tema che, manco a dirlo, da qualcuno (più di qualcuno) è stato buttato e continua a essere buttato in polemica.

E dire che basterebbe poco per discuterne civilmente e trovare una quadra tutti insieme.

Ma andiamo per ordine.

Chi ha più o meno la mia età ricorderà senza dubbio quando, a scuola, la maestra o i professori invitavano quelli che erano più bravi,  quelli che riuscivano meglio in una determinata materia a dare una mano ai compagni di classe che, invece, facevano più fatica.

Questo aiuto si traduceva in aiuti dati direttamente in classe e anche in pomeriggi passati a studiare insieme.

Era un modo per aiutarsi a vicenda; chi poteva dare una mano la dava.

Era qualcosa che per noi diventava poi una cosa normale; un'abitudine, una piacevole abitudine, in quanto lo studio e i compiti risultavano più leggeri se affrontati in compagnia.

Ecco, questo metodo dovrebbe essere alla base anche della proposta di tassare di quel poco in più i grandi patrimoni.

C'è chi ha detto che sarebbe meglio reinserire la gradualità nella tassazione; vero, giusto.

Ma nel frattempo visto e considerato il fatto che non credo sarà una cosa così facilmente fattibile la retromarcia verso un sistema di tassazione come quello vigente, ad esempio, fino agli anni Novanta, un contributo ulteriore dato da chi ha di più da destinare a settori che non sono adeguatamente coperti a livello finanziario non mi sembra poi questa bestemmia.

Comunque, qui, arriviamo alla considerazione che facevo all'inizio.

Che, cioè, se anziché buttarla subito in polemica per partito preso tra tutti avessero scelto la via del dialogo, di trovarsi attorno a un tavolo a discutere di come e in che modo, in che misura, dare corso alla proposta avrebbe potuto venire fuori qualcosa che avrebbe potuto tornare di comune interesse.

Un po' come a scuola quando, come ho detto, chi riusciva meglio in una data materia era invitato, sollecitato, a dare una mano a chi stentava.

Per oggi è tutto.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.

Buona serata e buonanotte!

Con simpatia! 😊

Riccardo


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