giovedì 19 marzo 2026
Dobbiamo davvero temere le nuove tecnologie?
mercoledì 18 marzo 2026
Il concetto di prossimo
Salve a tutte e tutti voi!
Eccoci assieme anche in questo mercoledì sera per una nuova riflessione in compagnia.
Questa volta la riflessione mi è stata, come già successo in altre occasioni, da un libro che ho visto stamattina nella nostra biblioteca cittadina, alla fine del mio turno settimanale come volontario.
In particolare, a suggerirmi questa riflessione è stata una frase o, per meglio dire, uno spezzone di frase, che diceva, anzi dice dato che il libro c'è e domani mattina andrò a prenderlo a prestito, che noi, noi società occidentale, stiamo perdendo, gradualmente ma inesorabilmente, il concetto di prossimo.
L'introduzione si apre con una domanda, ossia, citazione se non esatta letteralmente quantomeno esatta a senso, perché i morti che non ci riguardano direttamente non ci toccano poi tanto?
E di seguito viene aggiunta la considerazione che ho riportato sopra, quella, cioè, della perdita del concetto di prossimo.
In effetti, quante volte assistiamo a dimostrazioni di un'indifferenza incomprensibile, per non dir di più e di peggio, nei confronti di morti causati, ad esempio, da uno degli ahimè tanti, troppi, conflitti in corso in questi anni?
Sembra quasi che la gente si sia assuefatta all'orrore della morte, di quel tipo di morte e non ne venga più colpita.
Vite spezzate archiviate nello spazio di un mattino o, quel che è peggio, fatte passare sotto silenzio dai media, magari a favore di notizie che, in un mondo normale, in una società normale, sarebbero degne, tuttalpiù di un trafiletto nelle pagine interne.
Siamo ormai giunti al punto di considerare la morte non più degna di figurare se non come titolo d'apertura quanto meno in un angolo della prima pagina.
Il motivo ancor mi sfugge ma è così e, invece, dovremmo uscire da questo stato di assuefatta narcosi e tornare a dare un peso, a dare il peso giusto, alle cose.
Speriamo che questo risveglio avvenga al più presto possibile.
Anche per questa sera è tutto.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo
martedì 17 marzo 2026
Essere dei prismi che rifrangono la luce
Salve a tutte e tutti voi!
Anche questa sera è giunta l'ora per la nostra riflessione in compangia.
Questa sera sarà una riflessione che trae spunto dal film che ho guardato ieri sera, ossia il film biografico intitolato "Il Visionario Mondo di Louis Wain", un film del 2021 che narra la vita dell'artista Louis Wain, l'artista britannico famoso per i suoi disegni aventi spesso come soggetti dei gatti antropomorfizzati dai grandi occhi.
Ebbene, ad un certo punto del film, all'incirca a metà, Emily, la moglie di Wain, gravemente malata e condannata a morte da un cancro, dice al marito questa frase: "Tu sei un prisma su cui si rifrange il raggio della vita".
Questa frase mi ha colpito in maniera particolare per il fatto che allude alla capacità di Louis Wain di guardare alla vita con un occhio speciale, che la rende bella e gentile e, proprio come fa un prisma, colorata.
Erri De Luca, un giorno ha detto che in ogni libro c'è una frase che sembra scritta solo e soltanto per noi.
Questo vale anche per i film e l'ho scoperto ieri sera, proprio da questa frase.
Ma pensateci!
Quanto sarebbe migliore il mondo se tutti ci impegnassimo a essere "dei prismi sui quali si infrange il raggio della vita".
Pensate a quanto sarebbe più bello e ricco di colori.
Basterebbe davvero poco; solo riscoprire il bello che, nonostante tutto, c'è attorno a noi e rifletterlo in ciò che facciamo.
Anche per questa sera siamo giunti al termine.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo
lunedì 16 marzo 2026
Per un uso migliore del nostro tempo
Salve a tutte e tutti voi!
Questa sera questa nostra riflessione avrebbe dovuto vertere su un altro argomento, più leggero e ironico se volete, argomento che mi guarderò bene dal rivelarvi perché ho intenzione di utilizzarlo in uno dei prossimi post, magari anche già domani.
Il tema di questa nostra riflessione in compagnia è cambiato mentre guardavo un film stasera.
A un certo punto mi sono messo a riflettere e a pensare a quanto tempo noi, noi tutti, sprechiamo in cose infime.
Quanto tempo sprechiamo a discutere, spesso per inezie o per nulla, addirittura.
Non so se capita anche a voi ma a me capita, dopo un po' che ho discusso con qualcuno e torno sulla questione, di rendermi conto che tutta quella discussione è nata sul niente; entrambi dicevamo la stessa cosa ma lo avevamo fatto con parole diverse e questo ci aveva poi portato a non comprenderci e a far nascere la discussione, una discussione evitabilissima.
E poi ancora, quanto tempo perdiamo, sciupiamo, a odiare qualcuno, spesso e volentieri perché ci viene detto di farlo, dalla stampa, dalla televisione o da qualcuno che conosciamo.
Quanto tempo, ancora, perdiamo a giudicare gli altri, a cercare le pecche in ciò che fanno.
Che spreco, che ignobile sperpero di tempo prezioso!
Ma pensate come sarebbe meglio, quanto sarebbe più bello, se passassimo, se impiegassimo, il nostro tempo a volerci bene.
Quanto le cose andrebbero meglio se, anziché giudicare gli altri impiegassimo il tempo a comprenderli; se invece di andare in cerca dei loro errori per sottolinearli e rinfacciarglieli cercassimo invece, una volta trovati di capire cosa vi sia, comunque e sempre, di positivo da trarre da essi così da rapportarci con le persone in modo costruttivo, dando consigli, se ne siamo capaci o, in alternativa, dicendo loro "Va bene, hai sbagliato ma non è la fine del mondo".
Che bella sarebbe la nostra vita e come meglio speso sarebbe il nostro tempo se riuscissimo a far questo.
Come ho scritto in un post di qualche giorno fa anni fa ho collaborato con una realtà molto bella che aveva nome "Il Rifugio degli Esordienti".
Cosa c'entra questo con quello che ho scritto fin qui?
C'entra, perché la regola aurea del Rifugio era di andare in cerca del buono anche nel testo che di buono all'apparenza aveva poco o niente; riassunto con una frase a effetto si può dire "Il buono è ovunque, basta saperlo (e volerlo) trovare"!
Questa che, a quei tempi, mi pareva solo, come ho scritto poco fa, una regola aurea per i correttori di bozze ho poi capito che aveva in sé un significato più profondo e che spaziava al di fuori delle pagine dei manoscritti degli scrittori esordienti che si proponevano al Rifugio; era una preziosa regola di vita; qualcosa da tenere sempre bene a mente.
Il buono è ovunque e in ogni persona, basta avere la capacità di trovarlo, utilizzando un atteggiamento non giudicante.
Anche per questa sera siamo giunti al termine.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.
Buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo
domenica 15 marzo 2026
La vergogna buona
Salve a tutte e tutti voi!
Anche stasera ci ritroviamo per un momento di riflessione comunitaria (oh mamma, quanto suona in stile setta!)
Comunque sia questa nostra riflessione serale si riallaccia, in un certo senso, a quella fatta giorni fa in questo post.
Il post al quale alludo è quello intitolato Barbari 3.0 che si chiudeva con l'accenno al fatto che a costoro manca, del tutto o quasi, il senso del pudore, nell'accezione di sapere cosa sia, in cosa consista, la sfera del privato e di come sia doveroso, non solo giusto, rispettarla ed evitare di spiattellare sui social ciò che in quella sfera rientra.
Ecco, fatta questa doverosa, almeno per me, premessa iniziamo la riflessione vera e propria.
Questo post è nato da una vignetta di Zerocalcare nella quale il personaggio raffigurato diceva che la vergogna buona è il saper tacere quando non si hanno le competenze per esprimere un parere su un determinato argomento e concludeva affermando una cosa che è ahimè verissima e cioè che questo senso della vergogna buona oggi è assente.
Infatti, se ci pensate bene, oggi tutti si sentono in diritto di parlare, a proposito o a sproposito, come spesso succede, non importa, o meglio importerebbe ma a lor signori sembra non importare, di ogni argomento che ne abbiano cognizione e competenze o meno.
C'è insomma una sorta di bulimia comunicativa che fa in modo che i pareri degli esperti, dei veri esperti, della materia in questione, si perdano tra la folla.
Ho idea che farebbe un gran bene a tutti ripassare la lezione di Ludwig Wittgenstein che diceva: "Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere".
Anche per questa sera siamo giunti al termine.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo
sabato 14 marzo 2026
Lavori a compenso
Salve a tutte e tutti voi!
In questa serata, tarda serata, di sabato ci ritroviamo nuovamente assieme per una nuova riflessione in compagnia.
Oggi, con voi, voglio parlare, come dico già nel titolo, di lavori a compenso, di lavori retribuiti.
Dovete sapere e chi mi segue anche sul mio altro blog lo sa benissimo che da questa settimana sto dando la mano a un nuovo amico conosciuto su Facebook al quale sto dando una mano a promuovere i propri libri.
Ebbene, dovete sapere che lui, sin dal primo contatto, ha parlato espressamente di un compenso che mi darà per questo mio lavoro di promozione e non vi nego che sentir parlare di compenso da subito mi ha dato una buona vibrazione, non perché io sia un avido attaccato al denaro, al Dio Denaro, come lo chiama anche Renato Olivieri in uno dei suoi più recenti romanzi col Commissario Giulio Ambrosio e anche uno dei più belli, aggiungo io; mi ha dato una buona vibrazione, dicevo, perché mi ha fatto capire di aver a che fare con una persona che, nonostante non abbia esperienze in fatto di promozioni sa comunque, capisce, comprende, quanto questo tipo di lavoro comporti dispendio di tempo, impegno e dedizione e capisce che queste cose hanno un valore che dev'essere conteggiato e adeguatamente, nella giusta misura, ricompensato.
Intendiamoci, finora non si è ancora parlato di cifre, in primis perché non ne ho parlato io e giustamente visto che sono solamente all'inizio di un lavoro che durerà settimane, forse anche più di un mese.
Così per curiosità io ho cominciato a cercare in Rete, anche interpellando l'Intelligenza Artificiale di Google, per capire quanto sia giusto chiedere come compenso.
La cosa però non mi ha convinto, così come non mi ha convinto il responso dell'app che mi sono creato, sperimentando Base44.
Perché non mi hanno convinto? Principalmente perché tanto l'Intelligenza Artificiale di Google quanto l'app che ho creato con Base44 partono dal principio che io sia, cosa che invece, allo stato attuale delle cose non sono, un freelance e che, quindi, debba pagare Iva, tasse e contributi, quindi le cifre sono state esorbitanti.
Poi, in questi ultimi giorni, mi è tornato alla mente che, ai tempi in cui collaboravo con una rivista letteraria online, io ho già svolto questo tipo di attività e che quindi un'idea di compensi equi da chiedere, meglio da fissare perché a me piace stabilire i compensi di comune accordo con la persona che mi assegna l'incarico, soprattutto quando si tratta di privati, ce l'ho e anche abbastanza precisa.
Una cosa importante in questi casi, però, sarebbe, uso il condizionale ma in realtà è un qualcosa da coniugare all'indicativo presente, opportuno conoscere il budget di cui la persona che ci assegna il lavoro dispone per questo particolare e specifico tipo di spesa; in parole povere quanto può spendere al massimo.
Questo permette di ragionare con precisione e stabilire un compenso equo, sia per me sia per la persona che mi ha affidato l'incarico.
Come potete vedere la mia formazione di ragioniere e i miei anni di contabile, ogni tanto, tornano a galla.
Vi terrò informati sugli sviluppi. Nel frattempo, se vi va, andate a dare un'occhiata al mio lavoro di promozione sul mio altro blog.
Anche per questa sera siamo giunti al termine.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.
Buonanotte e buona domenica!
Con simpatia! 😊
Riccardo
venerdì 13 marzo 2026
Applicazioni gratuite o a pagamento?
Salve a tutte e tutti voi!
Questa sera, pur se tardi, torno tra voi per una nuova riflessione che avrà, stavolta, come protagoniste le applicazioni, specie quelle più recenti basate sull'Intelligenza Artificiale.
A volte mi capita di sentire gente che si lamenta perché certe applicazioni, sia quelle più nuove che quelle di vecchia generazione, sono gratuite al momento in cui vengono scaricate ma poi, per poter essere usate con tutte le loro potenzialità bisogna sottoscrivere un abbonamento.
Se volete sapere cosa ne penso io e credo che lo vogliate altrimenti non sareste qui io sono d'accordo con questo modus operandi.
Lo sono perché, potendo utilizzarle gratuitamente un utente o aspirante tale si rende conto delle potenzialità dell'applicazione in questione e poi, una volta stabilito se e quanto quell'applicazione gli sarà utile, se e quanto spesso ne farà uso, potrà, potrà non dovrà badate bene, decidere di sottoscrivere l'abbonamento o, come succede, ad esempio per l'applicazione Base44. uno degli abbonamenti oppure continuare a utilizzarla a basso regime in versione gratuita oppure di disinstallarla se si renderà conto che quell'applicazione, sì è bella, sì è interessante ma non fa al caso suo.
Sapete qual è il problema in questi casi, secondo me?
Il problema è che noi, sì noi perché spesso mi ritrovo nel gruppo anch'io, ci sentiamo obbligati a utilizzare certe applicazioni perché la società, consumista anche a livello di applicazioni, sembra obbligarci, per poterci dire in, alla moda, a utilizzare anche l'ultimo grido di applicazioni, pur se noi, per quello che è il nostro lavoro o per quelli che sono i nostri interessi, ne faremmo a meno.
La soluzione a questo stato surreale di cose è riappropriarci di quel sommo e utilissimo superpotere che è il libero arbitrio; recuperiamo quello e saremo liberi di poter scegliere se utilizzare certe applicazioni oppure, una volta scaricate e testate, cestinarle senza doglianze.
La tecnologia dev'essere un aiuto non una moda.
Anche3per questa sera è tutto.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione.
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo
Dobbiamo davvero temere le nuove tecnologie?
Salve a tutte e tutti voi! Anche per questa sera è giunto il momento della nostra riflessione in compagnia. Anche stasera, come già accaduto...
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