Salve a tutte e tutti voi!
Anche stasera ci ritroviamo per un momento di riflessione comunitaria (oh mamma, quanto suona in stile setta!)
Comunque sia questa nostra riflessione serale si riallaccia, in un certo senso, a quella fatta giorni fa in questo post.
Il post al quale alludo è quello intitolato Barbari 3.0 che si chiudeva con l'accenno al fatto che a costoro manca, del tutto o quasi, il senso del pudore, nell'accezione di sapere cosa sia, in cosa consista, la sfera del privato e di come sia doveroso, non solo giusto, rispettarla ed evitare di spiattellare sui social ciò che in quella sfera rientra.
Ecco, fatta questa doverosa, almeno per me, premessa iniziamo la riflessione vera e propria.
Questo post è nato da una vignetta di Zerocalcare nella quale il personaggio raffigurato diceva che la vergogna buona è il saper tacere quando non si hanno le competenze per esprimere un parere su un determinato argomento e concludeva affermando una cosa che è ahimè verissima e cioè che questo senso della vergogna buona oggi è assente.
Infatti, se ci pensate bene, oggi tutti si sentono in diritto di parlare, a proposito o a sproposito, come spesso succede, non importa, o meglio importerebbe ma a lor signori sembra non importare, di ogni argomento che ne abbiano cognizione e competenze o meno.
C'è insomma una sorta di bulimia comunicativa che fa in modo che i pareri degli esperti, dei veri esperti, della materia in questione, si perdano tra la folla.
Ho idea che farebbe un gran bene a tutti ripassare la lezione di Ludwig Wittgenstein che diceva: "Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere".
Anche per questa sera siamo giunti al termine.
Grazie infinite a tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e a risentirci alla prossima occasione!
Buona serata e buonanotte!
Con simpatia! 😊
Riccardo
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